13/03/2014 - Borknagar + Manegarm + In Vain @ Traffic Live Club - Roma

Pubblicato il 21/03/2014 da

Una serata dedicata agli amanti del metallo nordico: come definire altrimenti un carrozzone con In Vain, Shade Empire, Ereb Altor, Manegarm e con i Borknagar a capeggiare il tutto? Proprio questi ultimi mancano a Roma da circa quindici anni, se non andiamo errati dal 1998, quando suonarono assieme a Napalm Death e Cradle Of Filth nel fu Palacisalfa, ora Atlantico Live. È l’operosa No Sun Music a riportare a Roma ICS Vortex e compagni, orfani di Vintersorg per l’occasione, mentre Manegarm e compagnia bella sono all’esordio di fronte al nutrito pubblico del Traffic Club, pieno per l’evento. Lo show è iniziato alquanto presto e quindi, persi gli Shade Empire, abbiamo ascoltato poco per giudicare gli Ereb Altor, comunque molto positivi stando a quel poco di sentito e alle dichiarazioni di altri aficionados del Metallo locale. Vi raccontiamo quindi la serata viking in quel di Roma.

borknagar - tour poster - 2014

IN VAIN
Una piacevole scoperta per molti, questi In Vain. Il gruppo si presenta corposo sul palco: sono ben sei, infatti, e godono di suoni buoni, specie quando è la voce pulita a rubare la scena su un tappeto ritmico sostenuto da una doppia cassa imperante. Il feeling nordico viene reso alla perfezione brano dopo brano. Pescano molto dai due loro album, ma in particolare da “Aenigma”, ultima fatica dei norvegesi, da promuovere negli show dal vivo. Il primo brano estratto è l’opener “Against The Grain”, resa molto bene e che riscuote subito consenso. Durante il set fa la comparsa anche Lazare dei Solefald, a urlare in screaming assieme al cantante degli In Vain e facendo headbanging col suo ciuffo in testa. Alcuni dei brani, stante il monotema ritmico, alla lunga annoiano un po’, complice l’eccessiva lunghezza. Ma il pubblico questa sera è di estrazione “nordica”, in cerca di epicità, atmosfere viking, e quindi bene così, al bando ritmo e coinvolgimento. Chiude lo show “Floating On The Murmuring Tide”, oltre nove minuti di pura epicità made in Norway. Gli applausi scroscianti testimoniano il successo di questa esibizione.

MANEGARM
Una devastante “Legions Of The North”, opener del loro ultimo lavoro, sposta il mood del concerto verso il black metal dalle tinte folk dei Manegarm. L’esibizione del gruppo è tanto attesa e la canzone scelta per aprire scatena subito l’eccitazione degli astanti. I suoni sono ottimi anche per loro e quindi si colgono perfettamente le tante sfumature del suono, dalle voci pulite ai campionamenti di violino e tastiera che accompagnano i loro pezzi. E quindi arrivano “Eternity Awaits” ma soprattutto la fantastica “Nattsjäl, Drömsjäl”, che sposta la barra definitivamente verso l’aspetto più folk del gruppo. Ottima poi, granitica nella sua sezione ritmica, “Hordes Of Hel”, estratta dal nuovo album; ma altrettanto lo è la più vecchia “Vedergällningens Tid”, dominata da una linea di tastiera così allegra che tutto il pubblico del Traffic si esalta zompettando. E’ il vocalist Erik Grawsio a dare il via ai cori dei brani, prontamente ripresi dal pubblico di questa allegra scampagnata folk-metal. L’apoteosi si raggiunge con “Sirgblot”, brano che miscela perfettamente la carica delle ritmiche all’aspetto dolce delle melodie. Tanti, tantissimi gli applausi e i cori d’incitamento ai Manegarm, nei loro quaranta minuti circa di performance. Promossi a pieni voti dal vivo.

BORKNAGAR
La prima cosa che salta all’occhio non appena i Borknagar prendono massivamente possesso del piccolo palco del Traffic è l’assenza di Vintersorg. Riconosciamo subito il rimpiazzo – prontamente ringraziato da ICS Vortex per la sua presenza questa sera – ovvero Athera, comprimario norvegese buono per ogni evenienza e cantante dei Susperia, band che non è mai emersa pienamente dall’underground nordico. Si parte subito con “The Genuine Pulse”, dominata dalle tastiere di Lazare, ma i Borknagar alzano in un attimo il livello dello show giocandosi subito la carta “Oceans Rise”, con il leader ICS Vortex ad impadronirsi della scena con la sua ficcante tonalità di voce pulita, una sorta di piacevole litania che si staglia ed emerge benissimo sulla corposa sezione ritmica dei norvegesi. Alcuni fra il pubblico chiudono gli occhi, sognano oceani imperiosi, paesaggi immaginifici, vallate innevate: è il mood dello show, che nei momenti più melodici porta a sognare. Dall’ultimo lavoro “Urd” arriva “Epochalypse” ma, come al solito, e manco a dirlo, è con i brani più datati che si raggiunge l’apice del coinvolgimento e del fomento fra il pubblico. E quindi si sta parlando di “Ad Noctum”, ma soprattutto “Universal”, acclamatissimo. Questi brani accendono lo show, è il culmine, con i Borknagar impegnati dopo anni a rappresentare all’audience gli anni migliori della loro maestria. Un occhio lo si butta al nuovo batterista, giovane ma molto in gamba che, assolo a parte, giusto per far rifiatare i colleghi più attempati che lasciano il palco in cerca di refrigerio, si dimostra molto abile a picchiare duro e sostenere senza problemi i tanti arrangiamenti dei brani. Athera intanto si impegna, ma non è di certo a livello di Vintersorg e lascia inoltre il palco durante una parte in cui è ICS Vortex a farsi carico di tutte le parti vocali, quelle dei brani più vecchi e ispirati. Lo show si chiude con “Colossus”, lungamente invocata dai fan, che godono dall’inizio alla fine di questo lamento, dalla lunga estensione vocale, sognando ancora un volta a occhi chiusi. I Borknagar promettono che non aspetteranno altri quindici anni per tornare, i romani fanno il nodo sul fazzoletto.

Setlist:
The Genuine Pulse
Oceans Rise
Epochalypse
Ruins of the Future
Ad Noctum
The Eye of Oden
Drum Solo
Frostrite
Universal
Embers
The Dawn of the End
Colossus

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