28/02/2007 - Cannibal Corpse @ Circolo Degli Artisti - Roma

Pubblicato il 07/03/2007 da
A cura di Claudio Giuliani
 
L’attesa era tanta. La tappa romana dei Cannibal Corpse nel tour italico ha di fatto lasciato fuori dai cancelli circa 100 persone senza biglietto. Tale era la domanda per la band americana, tornata alla ribalta con un album, “Kill”, davvero devastante, nel classico stile Cannibal Corpse. Band di supporto designate erano i Disavowed e gli Urkraft, due esibizioni a cui non ho potuto assistere complice l’inizio anticipato del concerto e la ressa per cercare di entrare dentro il locale. Era infatti impossibile raggiungere il cancello del Circolo degli Artisti di Roma, poiché la protesta dei fan rimasti senza biglietto (locale inadatto alla portata del concerto) è stata forte ed è culminata con una carica ai cancelli e ai buttafuori armati di bastoni, che ha avuto successo poco dopo l’inizio della prova dei Cannibal Corpse. Prova devastante come al solito, precisione chirurgica per i veterani del death metal floridiano, la dipartita di Jack Owen è stata assorbita bene e i fan hanno gradito all’inverosimile il concerto.

CANNIBAL CORPSE

A memoria di chi scrive era dal famoso concerto dei Carcass al Circolo degli Artisti di oltre quindici anni fa che non si registrava il tutto esaurito in una data di metallo estremo a Roma. Ecco quindi il concerto dei Cannibal Corpse che tornano a Roma dopo molti anni a registrare il famigerato sold-out, come recita il cartello che ha fatto imbufalire decine di persone rimaste fuori e provenienti da molte parti dell’Italia. Il locale è stracolmo. La sala che ospita il combo floridiano non riesce a contenere tutti gli spettatori e la temperatura raggiunge punte tropicali tanto che difficilmente (a meno che non si sia stoici) si riesce ad assistere a tutto il concerto all’interno della stessa. Il combo americano ha fornito la solita, professionale prova. Ha sciorinato pezzi da tutto il repertorio, canzoni più recenti come “Pit Of Zombies” e “Dormant Bodies Bursting” dall’album “Gore Obsessed”, “Make Them Suffer” dall’ultimo “Kill”, “Decency Defied” e l’ottima “The Wretched Spawn” dall’omonimo album, ma anche pezzi molto vecchi, decisamente migliori, e che infatti il pubblico ha dimostrato di amare. E’ cosi che al grido di “I Cum Blood” il pit è andato in visibilio, così come sulle potenti “I Will Kill You” e “Disposal Of The Body” tratte da “Gallery Of Suicide”, dai capolavori “Fucked With A Knife” e “Devoured By Vermin” e dalle conclusive “Hammer Smashed Face”, “Covered With Sores” e “Skull Full Of Maggots”. Qualche nota a margine del concerto: Rob Barret non è stato all’altezza di Jack Owen (passato nei Deicide), ha storpiato diversi assoli, che sono passati ora sulle spalle di Pat O’Brien; la sezione ritmica basso-batteria di Webster e Mazurkiewicz è stata come al solito la colonna portante, inossidabile, del suono della band; e George “Corpsegrinder” Fisher ha fornito la solita granitica, onesta prova vocale. Fa il suo lavoro, lo fa bene, ma non sarà mai come il vecchio Chris Barnes, sempre compianto da tanti fan dei Cannibali.

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