06/07/2010 - Coheed And Cambria @ Colonia Sonora - Collegno (TO)

Pubblicato il 16/07/2010 da

 

Forti degli ottimi responsi di critica e pubblico per il nuovo disco “Year Of The Black Rainbow”, I Coheed & Cambria sbarcano in Italia per un’unica prestigiosa data nella cornice di “Colonia Sonora” a Collegno. Il mix di sonorità progressive condite da influenze alternative, le canzoni che amalgamano alla perfezione frangenti di tecnica sopraffina a parti altamente orecchiabili sono i punti forti di una band in grado di stupire nei cinque dischi sin qui pubblicati. C’è dunque grande curiosità sull’esibizione della band statunitense, per verificare se la qualità ascoltata nei loro dischi trova riscontro anche nell’esibizione live.

Report a cura di Matteo Cereda

Foto introduzione di Stefano Cremaschi

COHEED AND CAMBRIA

Sono le dieci in punto quando i Coheed & Cambria salgono sul secondo palco (quello piccolo, per intenderci), del Colonia Sonora al primo buio di una serata tipicamente estiva. Il pubblico sotto il palco prova a farsi sentire ma i presenti sono circoscritti a poche decine di persone che tuttavia supporteranno con calore la band per tutto il concerto. L’apertura dopo l’intro registrato del nuovo album è lasciata come prevedibile a “The Broken”, eccellente opener dell’ultimo “Year Of The Black Rainbow”, che viene tributato nuovamente grazie ad una fedele interpretazione dell’altro singolo “Here We Are Juggernaut”. La partenza a razzo della band originaria di New York non sembra placarsi come dimostrano le splendide esecuzioni di “No World Tomorrow” e “Time Consumer”, quest’ultima pescata dal debutto “The Second Stage Turbine Blade”. La prestazione dei Co & Ca appare impeccabile sotto il profilo tecnico denotando una grande preparazione e applicazione di tutti i musicisti, ma al di là di questo il concerto di Collegno ci consegna una band dal vivo più pesante e agguerrita che mai grazie soprattutto ad una sezione ritmica spaventosa per groove e potenza, sezione composta dal duo Michael Todd e Chris Pennie, rispettivamente al basso e alla batteria. Ottime impressioni desta anche il leader Claudio Sanchez, puntuale nelle parti vocali e senza sbavature nelle complesse trame chitarristiche in condivisione con il compagno Travis Stever. La setlist è molto varia e pesca in maniera piuttosto omogenea da tutti gli album della band statunitense con il solo “No World Tomorrow” ad essere parzialmente trascurato. Nella fase centrale del concerto Claudio e soci ci deliziano con una coppia di canzoni da urlo quali “The Suffering” e la più recente “World Of Lines”, mentre per tirare un po’ il fiato viene eseguita una più energica versione della bellissima ballata “Pearl Of The Stars”, dedicata dal gruppo al tour manager fresco di compleanno, al quale più avanti dedicheranno anche una “Happy Birthday” cantata insieme al pubblico. Prima di ritirarsi per una breve pausa c’è ancora il tempo di spellarsi le mani con la terremotante “Guns Of Summer” e “In Keeping Secrets Of Silent Earth: 3”. Per i bis il quartetto americano ritorna al passato interpretando al meglio “Everything Evil” e l’immancabile classico “Welcome Home”, degna chiusura di uno spettacolo di alto livello tecnico e non solo. Resta il rammarico di un pubblico sparuto, ma d’altronde i tanti concerti di questo periodo e la location un po’ fuori mano devono aver contribuito all’insuccesso. I presenti hanno goduto un’ora e mezza di show di una delle band più interessanti ed originali sulla piazza, la prossima volta non lasciateveli sfuggire!

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