18/10/2013 - Death SS + Wake Arkane @ Live Music Club - Trezzo Sull'Adda (MI)

Pubblicato il 26/10/2013 da

Introduzione di William Crippa
Report a cura di William Crippa e Marco Gallarati

Serata imperdibile, quella di stasera al Live Club di Trezzo: sono di scena infatti i redivivi Death SS, una delle band italiane più amate ed imitate al mondo. Forti della recente pubblicazione del bellissimo “Resurrection”, Steve Sylvester e compari quest’oggi sono accompagnati da una band molto interessante, i Wake Arkane, guidati dalla brillante voce del singer Helios Ingrassano. Le leggende sulla sfortuna che i Death SS portano sono poco importanti, a quanto pare, perchè sin dall’apertura delle porte è il pubblico delle grandi occasioni quello al quale siamo davanti!

 

death ss - live trezzo - 2013

WAKE ARKANE
Ad aprire per le italiche icone Death SS vengono chiamati i Wake Arkane, band che a Trezzo sull’Adda gioca in casa e che è ancora impegnata nella promozione del suo primo nato, l’ottimamente autoprodotto “The Black Season”, uscito l’anno scorso. Già visionata in passato in occasione del primo Metalitalia.com Festival, del quale i ragazzi milanesi aprirono le danze, la formazione viene introdotta da un intro atmosferico e poi decolla in quarta con l’opener “Apophis’ Monolithes”, roccioso brano di melodic death metal ammantato di reminiscenze gothic e progressive, marchio di fabbrica del combo, che rivisita con sapienza e gran padronanza strumentale le sonorità citate, in perfetta chiave Nineties ma aggiornata ai giorni nostri. Un problema tecnico al basso di Matteo Belloni viene risolto in breve tempo, senza produrre ritardi alla performance, che è proseguita con la più atmosferica “Berenice” ed il groove poderoso e articolato di “Human Dust Debris”, episodi che risaltano anche grazie agli ottimi suoni partoriti dal Live di Trezzo e alla più che brillante prestazione di Helios Ingrassano, un vocalist che spazia con intensità e passione da scream a growl profondo e clean vocals in modo naturale e assolutamente sorprendente. “Swallowed By The Afterglow” è perfetta nel proseguire il set di una band ormai calda, set che va ad esaurirsi con “The Numb Experience”, brano che racchiude in sé tutte le peculiarità dello stile dei Nostri, che paiono aver riscosso un buonissimo riscontro di pubblico, anche da coloro giunti prevalentemente – e sono molti! – per vedere Steve Sylvester e soci sul palco. Strada spianata ai Death SS in modo esemplare, dunque…
(Marco Gallarati)

DEATH SS
Dopo la conclusione del set dei Wake Arkane, il palco viene allestito per lo show degli headliner di serata. Ormai tutto il pubblico è arrivato ed il locale è davvero pieno. Sale il coro inneggiante alla band mentre vengono portati tre grandi crocifissi che vengono piazzati a bordo palco a fare da aste per i microfoni, ed un maxischermo si innalza da dietro la batteria, schermo sul quale verranno proiettati filmati macabri e video legati ai pezzi; non mancano certo tutta una serie di candelabri a circondare la postazione di Freddy Delirio ed infine viene addirittura portata sullo stage una bara. Parte l’intro “Ave Satani”, dopo il quale la band sale sul palco sulle note di “Peace Of Mind”; abbastanza spoilerata ma di effetto sicuro l’entrata di Steve Sylvester, uscito dalla bara come si conviene ad ogni vampiro. Per “Horrible Eyes”, dal favoloso “Black Mass”, si ha la prima delle numerose incursioni in scena che vedremo stasera, con una figurante incappucciata e vestita con un body sadomaso-style, ovviamente a seno scoperto, che si piazza a lato di Steve mentre lui sfoglia il Necronomicon nel break della canzone. È tempo di “The Crimson Shrine”, prima estratta dal nuovo “Resurrection”, prima di “Where Have You Gone?”, durante la quale un’altra figurante sale sul palco praticamente nuda, coperta alla bellemeglio da un velo rosa ed indossando una maschera ricordante le dee pagane tanto care alla band. Il gruppo stasera è davvero al top e tutti i membri mostrano voglia di suonare alla grande, aiutati sicuramente da un suono ai massimi livelli. Al solito Steve non si rivolge mai al pubblico, passando tutto il tempo intento a recitare il suo ruolo da vampiro in maniera davvero credibile. Giù le luci e Steve Sylvester rientra on stage armato di un turibolo fumante a forma di teschio ed indossando un cilindro, segno che è ora di ascoltare “Baron Samedi”; ed ancora “Resurrection” per il singolo “The Darkest Night”; una nuova sexy mistress armata di frusta ed inguainata nel latex si aggira mentre la band esegue “Scarlet Woman”, prima dell’evocativa “Terror”, durante la quale Sylvester verrà attaccato da un gruppo di uomini incappucciati, uscendone vincitore. Scorrono rapide “Dionysus” e “Baphomet”, durante la quale toccherà ad una egizia seminuda mostrarsi al pubblico, prima della potentissima “Let The Sabbath Begin”. Un altro richiamo al passato remoto con “Coursed Mama”, prima di “Chains Of Death” e del singolone “High Tech Jesus” e prima che una favolosa versione di “Vampire” chiuda a ridosso dell’encore. Da segnalare il siparietto su “Vampire”, durante il quale un’attrice vestita da suora sale on stage armata di crocifisso, prontamente sottratto da Steve, che poi la morderà al collo; ebbene, la suora, ormai vampirizzata ed ovviamente quasi nuda, passerà almeno metà di “Vampire” simulando verso il pubblico una masturbazione proprio con il crocifisso in questione. È tempo per l’encore e “Panic” introduce ad una potente “Heavy Demons” che chiude lo show. I Death SS stasera hanno regalato al numerosissimo pubblico presente una prestazione maiuscola, uno spettacolo sonoro e visivo davvero di serie A. Steve Sylvester e compari sono davvero risorti, e meno male!
(William Crippa)

 

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