25/04/2009 - Destruction @ Init Club - Roma

Pubblicato il 06/05/2009 da
A cura di Claudio Giuliani

I venticinque anni di attività della formazione seminale per il thrash metal tedesco sono un’ottima occasione per toccare l’Italia in ben quattro date. In teoria ci sarebbe da promuovere l’ultimo album, “D.E.V.O.L.U.T.I.O.N.” ma i tanti anni di carriera impongono qualcosa di diverso oltre alla semplice promozione dell’ultimo lavoro in studio. A Roma, nell’Init situato nella zona della via Casilina Vecchia, il terzetto tedesco ha calcato il palco per oltre un’ora, preceduto da ben quattro band di diversa provenienza e sconosciute ai più. Figure of Six, Imperious Rex, Rising Dream sono stati gli act che hanno aperto il concerto. Il caotico traffico romano aggiunto al tempo infinito resosi necessario per trovare un parcheggio che non fosse a dieci chilometri dal locale, ci ha impedito di assistere all’esibizione degli Imperious Rex, dei Figure Of Six e dei Rising Dream. Scusandoci con le band citate, cui diamo appuntamento al prossimo show, ringraziamo la Vivo Management che ha curato l’organizzazione delle date del tour.

DESTRUCTION

Manca mezz’ora a mezzanotte quando il fumo di scena comparesul piccolo palco dell’Init assieme alle sagome dei tre tedeschi. Schmier è ungigante e si piazza alla destra del batterista, Mike è nel classico angolosinistro. Le note di “Soul Collector”, canzone dal sapore slayeriano almenonell’incipit, fanno subito la loro comparsa e la gente inizia a dimenarsi. E’l’inizio di un concerto veramente tosto, con una scaletta classica che haattinto a piene mani nei capolavori passati della band. Finisce “SoulCollector” e passa un niente prima che “Bestial Invasion” faccia la suacomparsa. Caos totale. Schmier ringrazia la folla, dice quelle due parole diitaliano che sa e impara tutte le bestemmie che i fan asserragliati sotto alpalco insegnano con molta bravura. Togliamoci subito il dente: ecco che latitle track dell’ultimo (mediocre per chi scrive) album viene suonata, è unadelle meno peggiori del CD e dal vivo non viene neanche male. Ora c’è spaziosolo per i classici: una dopo l’altra vengono snocciolate la granitica “EternalBan”, la fantastica e più lenta “Life Without Sense” e “Death Trap”, canzoneveloce riregistrata nella compilation “Thrash Anthems”. C’è spazio poi per lecanzoni del periodo post reunion, “Metal Discharge”, “The Antichrist”, e latostissima “Thrash Till Death”, dominata da un riff di Mike assolutamentetritaossa. Ancora spazio al passato poi, “Release in Agony” e “Tormentor”,prima che il batterista si produca in un assolo che mette in mostra qualitàspesso non udibili nei classici schemi di batteria del gruppo tedesco. La bandè in forma, felice di stare in Italia anche grazie all’accoglienza tributatanelle date precedenti del mini tour. I suoni non sono il massimo, specie ilvolume, ma alla fine il thrash metal dei nostri fa la differenza coinvolgendocomunque i presenti. Il gran finale è ovviamente rivolto al passato, i nostriabbandonano il palco sulle note di “Nailed To The Cross”, salvo tornare dopopochi minuti per il classico duo finale formato da “Mad Butcher” e dallafantastica “Total Desaster”. Concerto finito, un’ora abbondante di concertoe folla super soddisfatta. Venticinque anni di thrash metal e non sentirliaffatto.

Scaletta:

Soul Collector
BestialInvasion
Devolution
Eternal Ban
LifeWithout Sense
MetalDischarge
Death Trap
Thrash TillDeath
TheAntichrist
Release InAgony
Drum Solo
Tormentor
The ButcherStrikes Back
Curse TheGods
Nailed ToThe Cross
Mad Butcher
TotalDesaster

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