10/12/2007 - Divine Heresy + Blood Red Throne + Hacride @ London Underworld - Londra (Gran Bretagna)

Pubblicato il 15/12/2007 da
A cura di Luca Pessina
 
Primo tour europeo (purtroppo senza tappe in Italia) per i Divine Heresy, giunti oltreoceano per iniziare a promuovere live anche da queste parti il loro primo album “Bleed The Fifth”. La nuova band dell’ex chitarrista dei Fear Factory Dino Cazares ha deciso di farsi accompagnare in questa serie di date da due gruppi molto diversi fra loro, ma molto interessanti: i modern techno-thrashers transalpini Hacride e i macellai norvegesi Blood Red Throne, ansiosi di proporre live il materiale del loro nuovo lavoro, “Come Death”. Insomma, un bill d’eccezione, che, ovviamente, ha richiamato al solito Camden Underworld il pubblico delle grandi occasioni. Di seguito la cronaca della serata…

HACRIDE

Di fronte a un pubblico già abbastanza nutrito ma molto composto, i quattro francesi hanno dato vita a un altro buon concerto… sicuramente meno spettacolare di quello tenuto allo scorso Hellfest (tempo e spazio sul palco erano tiranni), tuttavia del tutto all’altezza della loro crescente fama. Con dei suoni piuttosto ben calibrati e dei pezzi come “This Place” e “Fate” nel repertorio, era difficile sbagliare… e, infatti, gli astanti, pur non andando oltre qualche accenno di headbanging durante le esecuzioni, hanno dimostrato di gradire la proposta degli Hacride, tributando loro grandi applausi in ogni pausa e a fine show. È dunque probabile che stasera i nostri abbiano guadagnato qualche nuovo fan. Ora c’è solo da sperare che il frontman Samuel Bourreau migliori un po’ il suo inglese nell’immediato futuro. All’Hellfest, davanti al “suo” pubblico, era stato assai loquace, invece stasera ha preferito rimanere muto per quasi tutto lo show!

BLOOD RED THRONE

Vald, frontman dei Blood Red Throne, invece l’inglese senz’altro lo sa, ma la cosa è totalmente irrilevante, visto che sul palco i suoi compagni non gli danno assolutamente il tempo per parlare. Quando la band norvegese ha fatto il proprio ingresso, non c’è stato spazio per altro al di fuori di una grossissima dose di sana violenza death metal. Pochissime pause, pochissime parole… lo show dei Blood Red Throne è stato dominato da due chitarre grosse come una casa, una batteria pompatissima e, ovviamente, dalle fantastiche evoluzioni al basso del tecnicissimo Erlend Caspersen. Come prevedibile, la maggior parte dei presenti era all’Underworld per assistere al concerto dei ben più orecchiabili Divine Heresy, tuttavia, con il loro spaventoso wall of sound e la loro attitudine prettamente “in your face”, i cinque norvegesi sono riusciti a convincere proprio tutti, tanto che nel giro di un paio di brani il pit si è tramutato in una zona di guerra, con pogo furioso e ripetuti stage diving. “No New Beginning”, “Unleashing Hell”, “The Children Shall Endure” e “Taste of God” le mazzate più pesanti della serata, “Deranged Assassin” il brano principe… sintesi perfetta del BRT sound, qui riproposto in maniera eccellente.

DIVINE HERESY

Ed eccoli qui, i Divine Heresy, al secondo concerto europeo della loro carriera (il primo ha avuto luogo la sera prima a Birmingham). Naturalmente c’era parecchia attesa per loro e la band è stata brava a non impiegare troppo tempo per il sound-check, tanto che ci sono voluti soltanto venti minuti per vederla arrivare sul palco. Guidati dall’imponente Tommy Vext, dotato di un fisico da wrestler, i Divine Heresy si sono presentati on stage sulle note di un breve intro, dando fuoco alle polveri con la title track del loro debut album. Avendo solo il materiale tratto da quest’ultimo nel repertorio, i nostri, come prevedibile, hanno proposto ogni episodio della tracklist: dal singolo “Failed Creation” alla articolata “Royal Blood Heresy”, posta in chiusura di concerto, subito dopo una fantastica versione di “Self Bias Resistor” dei Fear Factory. Davvero entusiasmante la resa di questa “cover”, suonata perfettamente da Cazares, Yeung e Payne, ma cantata ancora meglio da Vext, abilissimo nell’imitare la vecchia interpretazione di Burton C. Bell. Non a caso, una volta terminato il pezzo, Cazares si è avvicinato al microfono e, come ormai sua consuetudine ha lanciato una frecciata ai suoi ex compagni dei Fear Factory: “Bravissimo Tommy! Non la sentivo cantare così bene da circa dieci anni!”. Proprio su Vext ci teniamo a spendere qualche parola: il frontman è indubbiamente “affamato” e, per tutto l’arco dello show, ha dato prova di essere un ottimo intrattenitore, anche se ancora un po’ inesperto. Il massiccio ragazzo statunitense, dovrebbe infatti imparare a dosare meglio le sue energie nel corso del concerto: corre moltissimo, salta da tutte le parti, si getta fra il pubblico, solleva di peso alcuni dei fan per lanciarli sul palco… però a volte arriva senza fiato quando si tratta di cantare, con il risultato che Joe Payne deve farsi carico di alcuni versi! Comunque, pare che lui stesso se ne renda conto ogni tanto… non a caso, nella seconda parte dello show, le sue movenze sono state molto più composte e studiate. Per il resto, un gran bella performance, quella dei Divine Heresy: il materiale dal vivo ha avuto una buona resa ed è risultato molto più heavy che su CD, mentre i musicisti non hanno sbagliato un colpo, confermandosi fra i più esperti del loro genere. Li rivedremo con piacere.

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