06/02/2004 - Dream Theater @ Palalottomatica - Roma

Pubblicato il 09/02/2004 da

Il treno Dream Theater durante il suo viaggio italiano fa una sosta al nuovissimo Palalottomatica di Roma, per un concerto fiume di tre ore e mezza!

DREAM THEATER

L’arrivo dei Dream Theater in Italia viene sempre salutato come un vero e proprio evento per i numerosi fan del gruppo. L’ enorme popolarità raggiunta dai cinque americani non è sicuramente una novità per nessuno ma, nonostante questo, vedere il nuovissimo Palalottomatica di Roma stracolmo di gente, con un prezzo medio del biglietto che si aggira attorno ai 37 euro, per un gruppo considerato parte dell’ambito metal… be’, fa piuttosto impressione. Tenendo conto poi che la suddetta location è stata inaugurata da poco e viene concessa solo ad artisti di un certo richiamo (ad esempio Santana), è impossibile negare che i Dream Theater rappresentino a tutti gli effetti un vero e proprio fenomeno nel campo della musica metal mondiale. Senza ombra di dubbio il quintetto americano è l’unico gruppo metal che negli anni ’90 è riuscito ad imporsi alle masse raggiungendo, almeno in Italia, una fama che non è assolutamente inferiore a quella dei Metallica o degli Iron Maiden e questo tour, oltre a presentare il nuovo album “Train Of Thought”, serve proprio a celebrare con i loro numerosissimi fan questo successo; non a caso il concerto si apre con un breve filmato riprodotto su un grande schermo centrale (ce ne sono altri due laterali più piccoli) che ripercorre tutta la carriera dei Dream Theater, scandita dai vari album pubblicati dal gruppo. Neanche a dirlo, questo semplice espediente manda letteralmente il pubblico in visibilio, soprattutto durante i capitoli del filmato relativi ad “Images And Words” e “Scenes From a Memory”, i due album in assoluto più amati dei Dream Theater. In corrispondenza del 2004 il filmato si interrompe, e il gruppo fa il suo ingresso sul palco, accompagnato da un vero e proprio boato e da un’ovazione da stadio. Le danze si aprono con due pezzi del nuovo album, “As I Am” e “This Dying Soul”, e diciamo subito che, nonostante la critica sia stata piuttosto severa con “Train Of Thought”, il pubblico sembra apprezzare moltissimo i nuovi pezzi; evidentemente anche i Dream Theater sono convinti della forza delle loro nuove composizioni perché ne riportano in scaletta ben cinque delle sette presenti sul disco. Chi scrive ha sempre considerato “Train Of Thought” un ottimo disco, assolutamente in linea con le produzioni cui ci hanno abituato i Dream Theater: la risposta del pubblico ai nuovi pezzi è sicuramente una conferma del fatto che i Theater hanno fatto nuovamente centro con questo lavoro in studio. A seguire viene proposto un brano estratto da “Images And Words”, ossia “Under A Glass Moon” che fa letteralmente esplodere il Palalottomatica. La successiva “Beyond This Life” presenta invece un divertente siparietto in cui Petrucci e Rudess si sfidano a colpi di riff di chitarra e tastiera. La seconda parte del concerto (dopo una pausa di 15 minuti), si apre con “Metropolis-Part I”, cantata fedelmente dal pubblico che sottolinea con applausi a scena aperta i numerosi funambolismi di un Petrucci che, come al solito, non sbaglia neanche una nota regalando una performance decisamente impressionante. Non mancano poi altri cavalli di battaglia come “Another Day” o la bellissima suite “A Mind Beside Itself”, riproposta qui per intero. Il bis è destinato, come da qualche concerto a questa parte ci hanno abituato i Dream Theater, alla riproposizione di “A Change Of Season”. Insomma, tre ore e mezza di evento live, che sicuramente hanno fatto la felicità dei presenti, caratterizzate da performance tecniche ineccepibili, anche se appesantite dalla scarsa presenza scenica dei nostri, che sembrano decisamente immobili sul palco. Buona anche la prova di La Brie, anche se è sembrato piuttosto in difficoltà con i pedali per gli effetti vocali. Ma questi non sono altro che piccoli dettagli, assolutamente trascurabili per chi ama (e sono decisamente in molti) i Dream Theater. Se ci fosse bisogno di ribadirlo, il concerto di Roma è un’ulteriore prova che i Theater sono assolutamente intoccabili. In tutti i sensi.

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