11/10/2012 - Dying Fetus + Job For A Cowboy + Revocation + Cerebral Bore @ Land Of Live - Legnano (MI)

Pubblicato il 19/10/2012 da

Report a cura di Giacomo Slongo
Foto di Emanuela Giurano

Il The Womb To Waste Tour, appuntamento estremo per antonomasia di questa stagione concertistica, sbarca finalmente in quel di Legnano – ad una trentina di chilometri dal capoluogo lombardo – per un’unica, imperdibile data italiana. Quattro le formazioni chiamate in causa, quattro i modi di intendere e trattare la materia: dal death metal brutale e convulso dei Cerebral Bore alle derive politicamente impegnate di Job For A Cowboy e Dying Fetus, passando per il techno-thrash funambolico dei Revocation, il tutto coronato da una professionalità impeccabile e da un pubblico partecipe ed entusiasta. Una splendida serata, come avrete avuto modo di intuire, che vi andiamo a raccontare…

 

 

CEREBRAL BORE
Il nostro orologio segna le 20.45 quando i Cerebral Bore si presentano sul palco. Il quartetto scozzese, autore del fortunato debutto “Maniacal Miscreation”, è consapevole del risicato minutaggio a propria disposizione e decide di partire in quarta, senza guardare troppo per il sottile, catalizzando su di sé le attenzioni del pubblico che nel frattempo ha cominciato ad aggirarsi per il locale. Chi li conosce – e non ci è sembrato fossero in molti – sa già cosa aspettarsi da questi macellai: death metal nella sua accezione più moderna e brutale, posto al crocevia tra Dying Fetus e Cryptopsy, in un saliscendi di ritmiche serratissime e ripartenze da ‘demolizione totale’. Una formula coinvolgente per natura – baciata tra le altre cose da un settaggio perfetto di volumi e suoni – tra vocals da suino sgozzato (ad opera di una portentosa Simone Pluijmers) e chitarre pesanti quanto macigni. Concisi ed efficaci, sempre disposti a menare mazzate… Continuare ad ignorarli sarebbe veramente un peccato, non lasciateveli sfuggire.

 

REVOCATION
Avevamo salutato i Revocation in quel del Tunnel di Milano, in occasione della loro prima tournée europea; li ritroviamo questa sera, ad un paio di anni da quella data, migliorati sotto tutti i fronti, affiatati e decisi a lasciare un ottimo ricordo di sé tra i fan accorsi da ogni dove per sostenerli. Una volta saliti sul palco, ai quattro ragazzi di Boston basta poco per sistemarsi e dare inizio alla performance, giusto il tempo di cambiare qualche piatto alla batteria e regolare il volume dei microfoni. Il resto è pura formalità, con le mura del Land Of Live a tremare sotto i colpi del thrash/death ultra-tecnico dei Nostri, tra avvitamenti chitarristici, cambi di tempo e pregevoli stacchi jazz/fusion. Un risultato finale molto più che soddisfacente, quindi, che spinge il pubblico ad omaggiare le acrobazie strumentali del leader David Davidson con urla di incoraggiamento ed un circle-pit insolitamente violento per dei supporter di inizio serata, segno evidente che il nome di questi americani – dopo tre dischi in studio ed un’esperienza live ampiamente acquisita – è riuscito a fare breccia nel cuore degli appassionati. Noi, per il momento, non possiamo che dare loro ragione. Avanti così e alla prossima!

 

JOB FOR A COWBOY
La storia dei cinque di Glendale, Arizona, è materia nota ai più: dopo un primo EP – “Doom” – precursore del tanto odiato trend death-core, i Nostri decisero di dare un taglio a certe soluzioni, virando bruscamente su lidi 100% death metal in occasione dei successivi lavori sulla lunga distanza; scelta presto rivelatasi vincente, che permise loro di esprimersi in toni finalmente congeniali e strappare consensi da parte della ‘vera’ scena extreme metal. Sulla scia di quanto detto, è spettato ad “Embedded”, primo singolo estrapolato dal debut-album “Genesis”, dare fuoco alle polveri, seguito dai migliori episodi del recente “Demonocracy” (spettacolari le esecuzioni di “Children Of Deceit” e “Tarnished Gluttony”, picchi dello show) e “Ruination”, che ha posto fine allo show sulle note della famigerata “Constitutional Masturbation”, ad oggi il brano più conosciuto ed impattante del quintetto. Sulle prestazioni dei singoli è inutile dilungarsi; detto di un Jonny Davy sempre più inferocito e spaventosamente muscoloso, non possiamo fare a meno di sottolineare il fenomenale lavoro di Nick Schendzielos al basso (in forza anche nei Cephalic Carnage), che da solo è valso il prezzo stesso del biglietto. Semplicemente fenomenali. Tutti gli altri – parliamo dei ‘trve’ death metaller rimasti nelle retrovie o al bancone del bar – sono pregati di togliersi il paraorecchi.

 

DYING FETUS
Con lo show dei Dying Fetus la serata entra definitivamente nel vivo. Il trio di Baltimora, capeggiato da un infaticabile John Gallagher, approda sul palco senza troppe cerimonie, scatenando in una manciata di secondi il solito, efficientissimo massacro in salsa death/grind, tra le ovazioni del pubblico adorante. Il pogo è istantaneo, corroborato dalla spaventosa contagiosità della musica vomitata dagli amplificatori, in un coacervo di corpi sudati e chiome al vento. Violenza inaudita, incanalata in brani entrati di diritto nella storia del metallo della morte americano, sulle cui strutture ultra-dinamiche si sono stagliate le performance di Sean Beasly, Trey Williams e del già menzionato Gallagher, affiatati da centinaia di date sparse per il mondo. Perfetti i due vocalist, un po’ troppo triggerata la batteria – chi ha detto “Stop At Nothing”? – ma si tratta di un peccato veniale, roba di poco conto nel quadro complessivo della serata. Notevole anche la setlist, equamente distribuita tra gli ultimi cavalli di battaglia (“Your Treachery Will Die With You”, “Invert The Idols”) e spettacolari tuffi nel passato, da cui è affiorata un’ottimamente eseguita “Fornication Terrorists”: cinque minuti di badilate in faccia senza soluzione di continuità. Difficile rimanere impassibili di fronte ad un simile dispendio di passione ed energia, ci buttiamo anche noi nella mischia, con buona pace delle nostre ossa. Mitici!

Setlist:
From Womb To Waste
Schematics
Your Treachery Will Die With You
Procreate The Malformed
Subjected To A Beating
Epidemic Of Hate
Justifiable Homicide
Tearing Inside The Womb
Invert The Idols
Fornication Terrorists
In The Trenches
Homicidal Retribution
Encore:
Pissing In The Mainstream
Kill Your Mother, Rape Your Dog

 

 

2 commenti
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