28/11/2015 - Europe + Dirty Thrills @ Alcatraz - Milano

Pubblicato il 07/12/2015 da

Report a cura di William Crippa
Fotografie di Francesco Castaldo

Sabato 28 novembre, poco più di due settimane dai fatti del Bataclan, settimane che hanno visto l’annullamento del concerto dei Five Finger Death Punch ed il forfait dal tour con i Children Of Bodom dei Lamb Of God, e tocca agli imperdibili Europe passare da Milano. Sin dal nostro arrivo in loco le procedure per riuscire ad entrare nel locale di via Valtellina appaiono alquanto elaborate per il pubblico, visto che i controlli da parte delle forze dell’ordine sono decisamente all’altezza della situazione di tensione ed insicurezza. La coda delle persone che attendono il proprio turno per essere perquisite ed ammesse dentro l’Alcatraz è infinita, parte dall’ingresso, arriva fino alla fine della via e torna indietro nuovamente al portone della venue; ed il primo degli show di serata sta per iniziare! Quindi ci sbrighiamo ed entriamo in un desolante locale semivuoto. Ecco il racconto della serata.

 

europe - locandina date italia - 2015

DIRTY THRILLS
All’ingresso degli inglesi Dirty Thrills sul palco, il pubblico già presente nella discoteca è limitato a ottanta, novanta persone; il cantante Louis James si lancia in un potente acuto per richiamare l’attenzione dando il via alle danze. Il quartetto londinese è assolutamente elettrico, si muove continuamente saltellando a destra e sinistra ed il mix di hard rock e blues che propone è catchy, solido e credibile, tanto che ci mette pochissimo a farsi apprezzare dagli astanti. Giusto un pugno di pezzi a disposizione che convincono e soddisfano, e alla fine del set, che giunge in un battito di ciglia, il combo proveniente dalla City scende dalle assi dell’Alcatraz tra gli applausi meritati e conquistati on stage.

 

EUROPE
Durante il cambio di palco, il pubblico quasi al completo ha il tempo finalmente di entrare e alle 20.32 ecco che vanno giù le luci e gli headliner di serata si propongono alla venue sulle note della titletrack del nuovo album, “War Of Kings”, rapidamente doppiata da “Hole In My Pocket”. Joey Tempest prende la parola e saluta il pubblico in italiano, invitandolo a cantare con lui una “Superstitious” che sveglia i presenti fin troppo silenziosi fino ad ora. Appare fin troppo chiaro che stasera il frontman non sia molto ‘in voce’, ma i cori da parte degli altri membri della band supportano a sufficienza il cantante nei momenti del bisogno. Joey, dopo essersi lanciato in un ‘Hey Milano, bella storia!’, che scatena grandi sorrisi e che sarà ripetuto più volte nel corso del concerto, introduce un brano dal passato più remoto, addirittura da “Wings Of Tomorrow”, e la potenza heavy di “Wasted Time” si sprigiona dagli strumenti degli svedesi. Il potente mid tempo “Last Look At Eden” crea un forte contrasto con la dolcissima e cantatissima ballad “Carrie”, per il primo highlight di questa serata. Gli scandinavi oggi sono davvero in forma, Michaeli e Norum su tutti, e tengono lo stage con grande energia; ottimi i suoni, i problemi alla voce di Tempest sono evidenti ma non eccessivi tanto da inficiare la buona riuscita dell’esibizione. Guardandoci attorno, il locale, ad accompagnare rocker e metallari classici, vede la presenza di molto pubblico generalista ed occasionale, memore dei grandissimi successi del passato quanto decisamente spaesato dai brani del corso attuale del gruppo, ma ugualmente aperto a lasciarsi travolgere dal sound dei nuovi robusti album. Viene annunciato un pronto ritorno al presente ed ecco “The Second Day”, prima di una intensa “Firebox”, da “Bag Of Bones”, al termine della quale Mic Michaeli rimane solo sul palco per il suo breve solo che, come da tradizione, introduce “Sign Of The Times”. È il turno anche di “Praise You” di essere sottoposta all’esame dell’esecuzione live, prima che Joey e Mic rimangano soli per una curiosa ed atipica introduzione semiacustica di “The Beast”, che torna alla normalità dopo il primo ritornello quando il resto degli Europe torna sul palco. Persino la bonus track di “War Of Kings”, “Vasastan”, viene eseguita, giusto per sottolineare quanto gli Europe credano nel nuovo lavoro; nuovo lavoro che torna dopo “Seventh Sign” e “Ready Or Not” con “Nothin’ To Ya”, introdotta come canzone davvero heavy dal frontman. Tocca a Ian Haugland esibirsi nel suo assolo scioccherello sulle note dell’overture del Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini, che per quanto stupidino diverte la venue e questo è ciò che conta. L’accoppiata “Let The Good Times Rock” e “Rock The Night” è da urlo, ed il boato che si alza all’interno dell’Alcatraz è segno del gradimento da parte dei presenti, prima che la nuova “Days Of Rock ‘N’ Roll” porti alla pausa. Un solo brano per l’encore, ovviamente “The Final Countdown”, cantato a squarciagola per una grandissima festa finale. Qualche considerazione in chiusura: è un vero peccato che gran parte del pubblico non abbia potuto assistere all’esibizione dei Dirty Thrills, ma la serietà dei controlli all’ingresso onestamente ci è sembrata doverosa e confortante; forse si potevano aprire le porte un poco prima, ma la situazione è comunque nuova per tutti ed il tutto va rodato. C’è da dire che la resa live dei brani dall’ultimo album degli Europe è favolosa, oltre le più rosee previsioni, e tutti e sette i pezzi estratti hanno superato l’esame; spiace per l’assenza di materiale da “Start From The Dark”, ma a conti fatti ormai questo può essere considerato un semplice album di passaggio tra il vecchio ed il nuovo corso. Citando Joey Tempest, ‘bella storia!’.

 

4 commenti
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