07/01/2010 - Fair Warning @ Sottotetto Soundclub - Bologna

Pubblicato il 09/01/2010 da

A cura di Luca Paron

Più unica che rara calata italica dei tedeschi Fair Warning, giunti già al secondo album in studio dopo la reunion del 2006. "Aura" è stato ben rappresentato nello show del Sottotetto (BO), ma la parte del padrone l’hanno fatta i classici novantiani, vero patrimonio della band e del rock tutto e manifesto di purissimo AOR germanico che ha deliziato più di una generazione di rock kids. Peccato solamente per la non abbondante partecipazione all’evento che, malgrado la notevole pubblicità fatta, non ha premiato la serata nel migliore dei modi.

 

FAIR WARNING

La scena che si presenta al nostro arrivo in discreto anticipo al Sottotetto (BO) per il concerto dei Fair Warning, finalmente in Italia dopo un’attesa decennale, non è delle migliori, includendo un parcheggio e quindi un tendone ancora praticamente vuoti. Via via, qualcuno arriverà nelle piovose campagne bolognesi, ma il conto delle teste a fine serata non supererà di molto le cento unità. Un vero peccato. Lode massima quindi al gruppo ed al suo management, che, pur decidendo di suonare un’ora dopo del previsto, hanno tenuto fede agli impegni presi e si sono presentati sul palco carichi e in forma. La band mostra anagraficamente i segni del tempo, mentre la professionalità e la dirompenza del gruppo non risentono assolutamente del passare degli anni o della scarsa affluenza. Si comincia alla grande con “Out On The Run” e la nuova “Here Comes The Heartache” con un Tommy Heart che ancora deve scaldare a puntino la voce, ma che intrattiene alla perfezione i presenti. I classici continuano con “Save Me”, “Angels Of Heaven” e “Don’t Give Up”, accolte dai fan in visibilio, e degne delle versioni presenti sugli originali album di provenienza. È già ora dello slot solista di Helge Engelke, funambolico chitarrista che sfoggia tutta la sua maestria su una chitarra a 32 tasti tutti scalloped. Sopra il tema della Zeppeliana “Kashmir” il buon Helge delizia per gusto e tocco, ben supportato dal resto dei musicisti, compresi i due turnisti Niklas Turmann alla chitarra ritmica e Torsten Luederwaldt alle tastiere. Tocca poi a “Generation Jedi” e “Don’t Keep Me Waiting”, due brani da "Brothers Keeper" del 2006, buone nella riproposizione dal vivo, ma che onestamente non reggono il confronto con il materiale del decennio passato. Un interludio di tastiere e “Falling Reprise”, fresca fresca dal nuovo “Aura”, inaugurano il segmento più soft dello show, ammaliando grazie alle melodie originali e alla buona vocalità di Tommy. Il riprendere fiato continua con “Long Gone” e “Hey Girl”, due facce diverse dei Fair Warning più sornioni e delicati. Siamo nel bel mezzo del concerto e l’entusiasmo dei fan non accenna a diminuire, anzi con “Walking On Smiles”, I’ll Be There”, Longing For Love” e “I Fight” si prepara al decollo: soprattutto le ultime tre registrano pugni in aria e grande partecipazione corale di tutti gli intervenuti, con il gruppo che sembra non sbagliare un colpo e Helge che non si lesina in assoli da cardiopalmo. “Still I Believe” è suonata inizialmente solo per piano e voce, mentre la band tutta entra a metà canzone e dà il colpo di grazia alle corde vocali dei presenti. La successiva “Burning Heart” (col suo ritornello che a noi ricorda tanto la sigla della serie “Saranno famosi”) sembra salutare il pubblico, ma c’è ancora posto per “Get A Little Closer” e per “When Love Fails”, richiesta a gran voce come ulteriore bis. Sarà stato forse per l’atmosfera raccolta e familiare data dai pochi convenuti, o forse per la grande empatia trasmessa dai Fair Warning, ma stasera chi non è venuto si è perso un grande show, che per chi scrive ripaga un’attesa durata fin troppo. Un plauso quindi a Bologna Rock City ed alla Eagle Booking per aver voluto portare la band in Italia, e speriamo che la promessa di Tommy Heart di rivederci l’anno prossimo sia mantenuta!

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