04/12/2009 - Fall Of Efrafa @ Westhill Hall - Brighton (Gran Bretagna)

Pubblicato il 14/12/2009 da

A cura di Luca Pessina
Foto di Sofia Yu

Da sempre fuori dal music business come solitamente inteso (basta pensare agli album sempre resi disponibili gratuitamente per il download), i Fall Of Efrafa decidono di salutare i loro fan con un ultimo show nel medesimo stile, ovvero in una grande sala pubblica non molto lontana dal centro della loro Brighton. Biglietto di ingresso a sole 5 sterline, possibilità di portare bevande e alcolici “da casa”, merchandise a prezzi anch’essi molto contenuti. I Fall Of Efrafa chiudono la loro carriera e lo fanno insomma in grande stile, davanti a un pubblico proveniente da ogni parte d’Europa e persino dagli Stati Uniti, segno che il post hardcore cinematografico della band in questi cinque anni è riuscito davvero a far breccia ovunque, nonostante si sia sempre mosso in ambienti assolutamente underground. La dimostrazione che a volte la qualità e la passione possono fare molto di più di una qualsiasi casa discografica.

FALL OF EFRAFA

E il lungo intro “Fu Inlè” ad aprire l’ultimo concerto della storia dei Fall Of Efrafa. Scelta azzeccatissima, sia perchè la traccia in sè è splendida, sia perchè permette a band e pubblico di acclimatarsi e di entrare subito in quella atmosfera unica presente sugli album. Già durante questo pezzo si vede che il gruppo è totalmente “dentro” la performance: gli occhi sono chiusi, le movenze del frontman Alex sempre più nervose, come se fosse posseduto dalla musica. Poi arriva “Dominion Theology” e band e fan esplodono. Ondate di corpi arrivano una dopo l’altra sul palco, Alex urla costantemente a ridosso delle prime file, passando sovente il microfono ai fan più esaltati, mentre il resto del gruppo suona esattamente come si dovrebbe fare in occasione del proprio ultimo concerto, ovvero senza freni e con un trasporto fisico ed emotivo che arriva quasi alle lacrime. Nel set trovano spazio anche “The Burial”, “Last But Not Least” e “The Fall Of Efrafa”, prima che il capolavoro “Warren Of Snares” – ultima traccia dell’ultimo “Inlè” e probabilmente brano principe dell’intero repertorio del quintetto – chiuda la performance in un crescendo disperato che lascia tutti di stucco per intensità e fervore. Qui si capisce tutta la validità di questa band e, soprattutto, la sua assoluta unicità. I Fall Of Efrafa, in termini di popolarità e presa sulle “masse”, avrebbero potuto diventare senza dubbio un nome di spicco della cosiddetta scena post hardcore se si fossero affidati a una label e avessero seguito il solito iter album-tour-album-tour da gruppo sotto contratto. Invece, i cinque ragazzi inglesi hanno sempre preferito suonare musica per loro stessi e rimanere un gruppo per pochi, puntando tutto su un approccio “fai da te”, legato esclusivamente alla qualità della propria proposta. E’ questa straordinaria genuinità – così come ovviamente la scelta di terminare la carriera una volta raggiunta la conclusione del concept narrato nei testi – che li ha resi una band speciale in questi pochi anni. Genuinità e passione che negli ultimi minuti di “Warren Of Snares” sono emerse ancora di più, arrivando dritte al cuore di tutti i presenti nella sala. A fine show, mentre la band salutava timidamente la folla in delirio, avevamo la pelle d’oca. E di questi tempi ciò accade davvero di rado.

 

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