10/03/2010 - Fear Factory @ Magazzini Generali - Milano

Pubblicato il 16/03/2010 da

A cura di Marco Gallarati
Foto di Francesco Castaldo

Da poco confermati anche per il primo giorno del discussissimo Gods Of Metal 2010, i cyber-kings Fear Factory tornano finalmente in Italia a praticamente quattro anni esatti di distanza dall’esibizione del 2006 in compagnia dei Misery Index: un’eternità di tempo che, fra le altre cose, ha visto la Fabbrica della Paura prima auto-demolirsi a furia di battaglie legali per l’utilizzo del monicker, poi risorgere pian piano con il rientro di Dinone Cazares alla consolle e con l’importante e pesante (in tutti i sensi) sostituzione di Raymond Herrera con Gene Hoglan, ed infine ripristinare tutti i circuiti cibernetici con la release del recente “Mechanize”, un disco non epocale, ma brillante e piuttosto convincente. Gli ormai famigerati Magazzini Generali di Milano, da quando hanno riaperto al grande pubblico metal, non sono mai stati così pieni e, sebbene dall’ingresso nella venue (ore 19.00) all’inizio dei Fear Factory (ore 21.00) ci sia da aspettare due ore, l’audience pare essere ben disposta e poco infastidita dalla mancanza – perlomeno atipica – di un gruppo di supporto. Ma ecco che le luci si abbassano, parte l’incipit elettronico di “Mechanize” ed il futuro tutto robotico dei Fear Factory ci si para davanti…

FEAR FACTORY

La title-track dell’ultimo disco è il pezzo ideale per dare il via allo show dei Fear Factory: un minimo di suoni e volume da perfezionare – mai eccezionali ai Magazzini, ma questa volta pienamente soddisfacenti – la rottura del ghiaccio da parte di Burton C. Bell e i suoi tre enormi fiancheggiatori, la verifica dell’impatto di “Mechanize” (l’album) sul pubblico: tutto bene dopo la prima sfuriata, ma la botta decisiva la danno le seguenti tre canzoni, prese di peso dall’inizio di “Obsolete”. Il groove quasi-nu di “Shock” trascina più o meno tutti, la potenza di “Edgecrusher” non ha bisogno di incitamenti alla partecipazione da parte della band, mentre un’ottima e sorprendente “Smasher/Devourer” riesce a coinvolgere più del previsto. Il gruppo sceglie di alternare sapientemente canzoni nuove alla miriade di classici in suo possesso, fra i quali trova ancora posto, diremmo purtroppo, la sempliciotta “Linchpin”, assieme ad “Acres Of Skin” i due estratti dal debole “Digimortal”. “Powershifter” ed il singolo “Fear Campaign” aprono la strada alla sempre splendida “Martyr”, che ci mostra un Burton molto più a suo agio sul pulito rispetto a qualche tempo fa. Infatti, se si esclude qualche chorus persosi nel marasma degli strumenti, bisogna dire che stasera il vocalist non si è certo risparmiato, come ben dimostrato dalla tripletta conclusiva composta dalla più introspettiva “Christploitation” e dalle due epiche semi-ballad (molto semi e poco ballad) “Resurrection” e “Final Exit”. E “Demanufacture” dov’è, vi starete chiedendo, giusto? Come anticipato prima dell’inizio del tour di supporto a “Mechanize”, Dino Cazares non ha previsto in scaletta episodi tratti da “Transgression” ed “Archetype” (una “Cyberwaste” a caso al posto di “Linchpin”, però, non ci avrebbe fatto schifo), ma si era sbilanciato dicendo che il fulcro dello spettacolo sarebbe stato il loro disco più importante e famoso, ovvero proprio “Demanufacture”. Ed eccolo arrivare, dunque, magari non come fulcro ma sicuramente come corposissimo bis di chiusura serata, il tanto atteso “Demanufacture”: la title-track, l’immensa “Self Bias Resistor”, “Zero Signal”, “H-K (Hunter-Killer)” e l’ovvio congedo affidato a “Replica”. Apoteosi generale, quindi, per i Fear Factory e degnissima fine di un’ora e quaranta di concerto divertente e ben bilanciato tra vecchio e nuovo materiale. Raccomandando a Cazares di non proporre più i suoi pressoché inutili assoli nel prossimo futuro, rimandiamo la Fabbrica della Paura a fine giugno in quel del Gods Of Metal, sperando che gli ingranaggi rimangano così ben oliati…

Setlist:

Mechanize
Shock
Edgecrusher
Smasher/Devourer
Industrial Discipline
Acres Of Skin
Linchpin
Powershifter
Fear Campaign
Martyr
Christploitation
Resurrection
Final Exit
———————-
Demanufacture
Self Bias Resistor
Zero Signal
H-K (Hunter-Killer)
Replica

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