19/07/2025 - GEOFF TATE + INNER VITRIOL + WARSNAKE @ Laguna di Venezia - Venezia

Pubblicato il 26/07/2025 da

Report e fotografie di Federico Orano

La Festa del Redentore è uno degli eventi veneziani più importanti: viene celebrata per ricordare la fine dell’epidemia di peste avvenuta a Venezia tra il 1575 e il 1577. Una serata attesa dai tanti abitanti del posto, ma anche dai numerosissimi turisti che ogni anno si recano nel capoluogo veneto per trascorrere una notte magica ed assistere ad un indimenticabile spettacolo di fuochi pirotecnici.
L’occasione di poter vivere la magia di questo evento all’interno di una vera e propria piattaforma galleggiante dedicata alla musica metal, quella che noi tanto amiamo, era veramente ghiotta.

Infatti, una delle date del tour europeo “Operation: Mindcrime – The Final Chapter ” – unica nel nostro paese! – che Geoff Tate sta portando in giro (prima di spostarsi per un impegnativo tour de force negli States), celebrando il grande capolavoro della sua ex band, i Queenryche, si svolge proprio in mezzo alla laguna di Venezia, durante la serata più eccitante dell’anno.
Un show esclusivo certo, limitato ad un centinaio di fortunati spettatori e con un costo di 150 euro (ma vivere il Redentore in qualunque barca – che è la situazione migliore per godersi i fuochi d’artificio senza la ressa – viene a costare un prezzo simile, se non maggiore!); ma una volta conclusa la serata, quando verso le 2 di mattina la piattaforma è tornata a riva, rimangono dei ricordi indelebili di un’esperienza che, stavolta lo si può proprio dire, è stata unica e irripetibile!

Quando, verso le 17, i primi fan cominciano a salpare verso la piattaforma (già piazzata in mezzo al mare) accompagnati da alcune piccole imbarcazioni messe a disposizione dell’organizzazione, nella quale compariva anche lo staff dell’associazione Cancer Drugs & Rock ‘n’ Roll fondata dal compianto Alex Ruffini, la situazione è già bella rovente.
E non solo per il sole che cala a picco, ma perchè i musicisti protagonisti della serata sono anche loro lì, rilassati, a bersi una birra (o uno spritz, come nel caso di Tate) in compagnia, concedendosi ad amici e fan per foto, autografi e chiacchiere.
C’è un’atmosfera di festa ed all’interno dell’imbarcazione non manca nulla per trascorrere al meglio la serata: un mini-bar per dissetarsi a prezzi più che onesti (5 euro una birra!), un food truck per qualche panino, un paio di irrinunciabili bagni chimici e alcune tavolate per potersi rilassare.
Insomma sembra quasi la classica, piccola venue, ma catapultata in mezzo al mare, e  con una vista spettacolare verso la città più romantica del mondo!

 

Verso le 18.30 sono i WARSNAKE a salire sul palco pronti a scaldare gli animi.
Essendo tra le migliori tribute band dei Whitesnake e potendo contare, per l’occasione, su un ospite d’eccezione come Michele Luppi (Vision Divine e tastierista e corista proprio dei Whitesnake originali) al microfono, le premesse sono positive.
I brani della band di David Coverdale sono pezzi di storia dell’hard rock mondiale ed ovviamente riescono ad avere un impatto immediato sui presenti. Molti si alzano per avvicinarsi al palco ed accompagnare Michele sulle note di autentici inni come “Bad Boys” e “Crying In The Rain”.
La band veneziana è preparata e si diverte conducendo una performance che va ben oltre l’ora di durata. Non mancano alcuni grandi classici come “Fool For Your Loving” e la magica lenta “Is It Love”; Luppi prende presto il sopravvento alla voce ma trova spazio, in qualche occasione, anche il cantante dei Warsnake mostrando un buon timbro e tanta attitudine.
Altre barche attraversano la laguna e vengono catturate dal concerto rock messo in piedi sulla nostra piattaforma galleggiante. Qualcuno si ferma mostrando le corna mentre lo show volge alla conclusione. Subito tanta adrenalina con i Warsnake e Michele Luppi!

Piccola pausa, ben gestita dalla selezione musicale di Mario Tio Dj, impegnato a scegliere la perfetta playlist per tenere sempre alta l’adrenalina durante la giornata, ed ecco salire sul palco gli INNER VITRIOL, gruppo bolognese autore di un prog metal elaborato ed impegnato poco tempo fa in un tour con gli Evergrey.
La band è molto preparata tecnicamente ed altrettanto carica; essa può vantare nelle proprie fila un cantante di enorme talento come Gabriele Gozzi, il cui valore artistisco sta salendo di livello e che abbiamo incontrato anche negli Induction,  formazione che di recente ha aperto le date europee dei Savatage.
I pezzi del quintetto romagnolo sono articolati e complessi, forse non adattissimi per essere apprezzati immediatamente all’interno di una serata festaiola come quella che si sta vivendo, ma alcuni passaggi più rocciosi e alcune aperture melodiche riescono ad attirare le attenzioni dei presenti, molti dei quali stranieri (olandesi, irlandesi, americani). “The Frozen Wind”, ad esempio, è un brano potente, con le chitarre che colpiscono esaltando grazie a riff possenti, mentre quando viene riproposta la cover della PFM “Impressioni Di Settembre”, non si può che gioire.
Sentiremo certamente riparlare di questi Inner Vitriol, band talentuosa che ha parecchio da dare (e dire) alla scena progressive italiana.

Nel frattempo il sole è calato, mostrandoci anche un meraviglioso tramonto su Venezia proprio mentre andava a concludersi la prestazione degli Inner Vitriol, e poco prima delle 22 arriva il momento tanto atteso, quello di GEOFF TATE, il grandioso cantante americano.
Verrà riproposto tutto “Operation: Mindcrime” album considerato nell’èlite del metal a trecentosessanta gradi.
I musicisti che lo circondano sono abbastanza giovani, arrivano anche loro dai paesi più disparati (Italia, Irlanda, Sud America…), ma sono certamente molto preparati; Geoff stesso, quando sbuca sul palco dopo le introduzioni di “I Remember Now” e “Anarchy-X”, lo fa mostrandosi subito in buonissima forma, sulle note dell’immortale “Revolution Calling”.
Il palco non è enorme (ma risulta grande ben più di quanto si possa immaginare) – siamo all’interno di una imbarcazione, in fin dei conti – e la band suona praticamente a contatto con i propri fan, ma ciò non disturba il cantante di Seattle (tra l’altro, ormai trasferitosi da tempo in Umbria), anzi.
Sarà la situazione di suonare in un posto magico in mezzo al mare, sarà l’atmosfera intima che si è creata, ma Geoff è davvero carichissimo.

La title-track irrompe con decisione, con il suo ritornello cantato da tutti formando, insieme all’esecuzione della meravigliosa “The Mission”, uno dei momenti più memorabili della serata. E poi che dire dei suoni? Nonostante si sia in mezzo al mare e l’impianto audio non possa certo essere paragonabile a quello montato per lo show dei Maiden all’Euganeo di qualche giorno addietro, la qualità sonora è davvero elevata.
La possente “Spreading My Deases” ha un impatto deciso, mentre la lunga suite “Suite Sister Mary” riesce ad ammaliare rimanendo fedelissima all’originale, anche nelle parti vocali dove Tate deve salire un bel po’. Da segnalare, per quel che riguarda il comparto vocale, anche la presenza di una corista, che in alcuni momenti ha duettato con il cantante americano.
La carica che sprigionano i ben tre chitarristi presenti sul palco è difficile da fermare; corrono e si muovono con enorme dedizione e anche il bassista Jack Ross non si risparmia un secondo. Dietro le pelli, lo abbiamo riconosciuto subito, siede una grande conoscienza del power metal europeo e mondiale ovvero Felix Bohnke, da Edguy ed Avantasia.

Poche pause, i ritmi scroscianti di “The Needle Lies” incendiano la platea e non è da meno “Breaking The Silence” con il suo incedere epico e progressivo. Sulle note delicate ma intense di “Eyes Of A Stranger”, altra gemma presente in questo gran lavoro, si conclude l’esecuzione dell’immenso “Operation: Mindcrime”.
La band ha però ancora voglia di suonare e presenta un encore davvero micidiale: “Empire” – acclamata a gran voce da alcuni nelle prime file – viene eseguita con estrema cura e dallo stesso, omonimo disco, trova spazio la meravigliosa lenta “ Silent Lucidity”, che Geoff dedica ad alcuni presenti, segnando uno dei momenti più intensi dell’intera performance.
L’accoppiata finale presenta prima la spettacolare “Take Hold Of The Flame” estrapolata dal meraviglioso “The Warning”, davvero irresistibile con i suoi coretti tutti da cantare, e infine a terminare lo show sono i fuochi d’artificio, quelli anticipati e non ufficiali, che esplodono sulle note della terremotante “Queen Of The Reich” (presente nel grandioso EP “Queensryche” del 1982).
Gli anni passano, ma il sessantaseienne Geoff Tate è ancora in gran forma; forse non possiede più lo splendore vocale di un tempo, come è normale che sia, ma riesce a sopperire con una classe innata che è indiscutibile.
Sono le 23.15 e lo show termina tra gli applausi scroscianti: che sogno poter assistere ad un concerto stando a contatto con uno dei più grandi interpreti di sempre!
Pochi minuti ed inizieranno i tanto attesi fuochi d’artificio, che per quaranta minuti illumineranno Venezia con uno spettacolo unico di colori, da una visuale perfetta verso il campanile di San Marco.
Si chiude cosi, con gli ultimi brindisi, una serata unica che speriamo possa ripetersi il prossimo anno, perchè il Redentore in versione metal è un sogno ad occhi aperti!

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