Report di Stefano Protti
Fotografie di Benedetta Gaiani
Milano, 28 febbraio 2026, ore 20. La lunga coda di persone in attesa di entrare al Legend ci segnala che l’Italia non è solo il “paese di canzonette mentre fuori c’è la morte” descritto dalla serie “Boris”; anzi, c’è gente che di perdita e malinconie assortite fa l’argomento principale del proprio sabato sera musicale.
Gli Harakiri For The Sky tornano a lambire l’Italia dopo una pausa di quasi tre anni (li avevamo visti al Frantic nel 2023), e la folla che affolla il locale ben prima dell’inizio dello show è confortante, come pure la presenza di clienti e curiosi al bancone del merch. Gli austriaci hanno consolidato la propria base di sostenitori con l’ultimo album “Scorched Earth” (2025), ma lo sappiamo bene, è dal vivo che si testa la definitiva affermazione di una band. Vediamo com’è andata.
Il compito di scaldare la serata viene affidato unicamente (dopo la defezione dei Klimt1918 per problemi di salute) ad un breve set dei romani SVNTH, i quali esplorano il versante post-black metal dove imperversano i Deafheaven. Il gruppo ha all’attivo già tre album, e all’interno della loro discografia vi consigliamo di recuperare almeno il più recente “Pink Noise Youth”, con il bel singolo blackgaze “Perfume”.
All’ispirazione primaria, il gruppo affianca interessanti sfumature, come l’uso di percussioni a rafforzare la sezione ritmica e un massiccio ricorso ai cori, chiamati a stemperare lo scream del bassista/cantante Rodolfo Ciuffo.
In chiusura, celebrano il loro centesimo concerto (glie ne auguriamo almeno altri cento con lo medesima partecipazione di pubblico) con una versione di “Immense As The Ocean” con una bella coda psych/noise. Da rivedere, con maggiore tempo a disposizione.
Ci sono band che sanno fare una cosa sola, ma la fanno talmente bene che è impossibile lamentarsi. Gli HARAKIRI FOR THE SKY hanno impiegato tre album per perfezionare una formula, fino a pubblicare una canzone (“Calling The Rain”) che è poi diventata archetipo della loro carriera.
La produzione degli austriaci successiva a “Trauma”, compreso l’ultimo “Scorched Earth”, non è comunque mai meno che soddisfacente, pur essendo ormai venuto meno l’effetto novità che li contraddistingueva agli inizi della loro carriera. Ai fondatori J.J. (V. Wahntraum, voce, già nei Karg) e M.S. (Matthias Sollak, chitarra) va dato atto di saper costruire con precisione atmosfere coinvolgenti, scegliendo titoli dall’elevato contenuto emozionale (“And Oceans Between Us”), secondi solo a quelli delle canzoni degli Smiths (con cui gli HFTS condividono anche una certa verbosità nei testi).
La band che si presenta sul palco del Legend ha giocoforza una line-up allargata a cinque elementi, che la rende un collettivo affiatato, portatore di un suono melodico e al tempo stesso feroce, a cui lo scream di Wahntraum aggiunge una travolgente epicità, quasi come riesce a fare Alan Averill nei Primordial.
La scaletta è totalmente incentrata sulla produzione recente, una scelta che potrebbe scontentare i fan più irriducibili ma coraggiosa e vincente, a nostro parere. Eppure, a partire dall’innodica “Heal Me”, posta in apertura, e per i settanta minuti successivi, il gruppo letteralmente ipnotizza il pubblico, che si gode i raffinati giochi chitarristici di Sollak e una sezione ritmica decisamente efficace nelle derive più tradizionalmente black metal.
Rispetto alle precedenti occasioni in cui li abbiamo ammirati dal vivo possiamo notare un suono meno scarno (complice un uso più calibrato delle basi), e in un tempo che non pesa affatto si fanno ammirare la disperazione di “You Are The Scars” (da “Arson”, il brano più vecchio in scaletta) e le influenze new wave di “Without You I’m Just a Sad Song” (altro titolo squisitamente emotivo), fino all’encore di “Keep Me Longing”, dove la band saluta il pubblico e lascia spazio a “Mad World”, nella struggente versione di Gary Jules. Fuori dal locale, intanto, le canzonette ci attendono digrignando i denti.
Setlist Harakiri For The Sky:
Heal Me
Fire, Walk With Me
With Autumn I’ll Surrender
You Are the Scars
Without You I’m Just a Sad Song
Sing for the Damage We’ve Done
Keep Me Longing
SVNTH
HARAKIRI FOR THE SKY

































































