18/07/2026 - HELLOWEEN + WIND ROSE + VISIONS OF ATLANTIS @ Piazza Ariostea - Ferrara

Pubblicato il 22/07/2026 da

Report di Federico Orano
Fotografie di David Scatigna

Una tripletta sicuramente eterogenea, quella che ha caratterizzato la serata di Sabato 18 Luglio a Ferrara, all’interno di una kermesse dedicata interamente al power metal nelle sue più svariate forme.
I Vision Of Atlantis, con il loro splendente symphonic metal, ad aprire le danze, seguiti dal metal diretto, compatto e festaiolo dei Wind Rose, prima delle classiche sonorità teutoniche dei grandi maestri Helloween, nel loro tour (stavolta nella sua fase estiva alternando grossi festival ed esibizioni singole come questa)  di festeggiamenti dei loro quarant’anni di carriera.
Sarà l’ultima occasione – viste le notizie recenti con la decisione del TAR di accogliere le richieste dei residenti che spingerà probabilmente ad un cambio location a partire dal 2027 – per godersi un grande evento (metal) in Piazza Aristotea, splendida location nel centro di Ferrara? A quanto pare sì, ed i presenti se la sono potuti gustare al meglio nonostante una giornata caratterizzata da temperature elevate.
Se la partecipazione, in termini numerici, poteva andar meglio, l’atmosfera creatasi è stata comunque notevole, visto che la qualità delle band coinvolte e la carica dei presenti hanno creato un perfetto equilibrio.


E’ una partenza notevole quella che può vantare già dalle 19 in punto, la possibilità di godersi gli austriaci VISIONS OF ATLANTIS. La band è cresciuta negli anni ottenendo uno status di tutto rispetto da quando ha trovato una certa stabilità, soprattutto grazie alla presenza del doppio cantato, quello maschile del nostro Michele Guaitoli e quello femminile di Clémentine Delauney. L’affiatamento sul palco è evidente, i pezzi funzionano e la conferma arriva ascoltando al termine della serata, i pareri di alcuni presenti che non conoscevano la band in precedenza, ma che hanno apprezzato il coinvolgimento creato con il pubblico.
L’impatto sinfonico di “Master The Hurricane” è avvolgente e i suoni sono subito buoni. Clementine è affascinante nelle sue movenze e nel suo modo di cantare con la sua voce limpida; assieme a Michele sono il motore roboante della band, correndo e muovendosi sul palco senza sosta. Peccato solo che con tutti gli arrangiamenti orchestrali, non sia presente un tastierista e vengano utilizzate molte basi.
La tracklist è basata interamente sugli ultimi due dischi, ispirati al mondo piratesco come si può evincere anche dai costumi che il quintetto indossa sul palco. I ritmi martellanti di “Legion Of The Seas” sono avvolgenti mentre la chiusura arriva inevitabilmente con l’inno piratesco “Armada” con il quale tutti si lasciano trasportare all’interno del galeone cantando il coro con decisione.
Nonostante il caldo torrido, i Visions Of Atlantis hanno dato il massimo aprendo la serata nel migliore dei modi!

Tocca ai nani più famosi della scena heavy metal continuare lo show mantenendo alto il livello di coinvolgimento prima degli headliner della serata. Ma se i WIND ROSE hanno un pregio, questo è certamente il fatto di possedere una carica sonora ricca di pathos ed energia.
Il loro dwarf metal, un mix di folk e viking all’interno di brani che sono fatti apposta per alzare il boccale all’interno di una taverna – …o in una piazza, come in questa occasione – parte a razzo con “Dance Of The Axes” ed i suoi ritmi sparati a velocità elevata (con il ritornello davvero notevole!). Francesco Cavalieri alla voce mostra tutte le sue doti ma ad aiutarlo, nei tanti cori che la band utilizza, ecco arrivare il supporto di Claudio Falconcini e Cristiano Bertocchi, rispettivamente chitarra e basso, ma appunto impegnati anche alle voci.
E’ il momento in particolare dei metaller più giovani che, armati di piccone gonfiabile, si agitano dalle prime file del pit fino alla zona più arretrata, esaltandosi tra le note festaiole di “The Great Feast Underground” e per la massiccia e profonda “Mine Mine Mine!”. “Together We Rise” è dedicata a tutti i fan e alla band stessa – come ricorda lo stesso Francesco mentre viene annunciata – e dopo l’immancabile “Diggy Diggy Hole”, lo show non poteva che concludersi con il possente inno “Rock And Stone” che il pubblico richiede a gran voce prima di contribuire nel coro alzando i decibel a dismisura.
I Wind Rose sono una band che divide e probabilmente alcuni dei presenti, più affezionati al power tradizionale come quello degli Helloween, avranno apprezzato poco la proposta musicale del gruppo toscano. Ma è indubbio e va certamente riconosciuto alla band di saper mettere in scena uno show di alto livello soprattutto dal punto di vista del coinvolgimento.

Quella che all’inizio poteva essere interpretata come una mossa commerciale – e che sicuramente lo è stata – di riunire nel 2016 le varie formazioni storiche degli HELLOWEEN in un unico gruppo, pubblicare dei dischi e andare in tour, si è rivelata probabilmente, e a sorpresa anche degli stessi musicisti, un’esplosione di una ritrovata sinergia ed energia. Ci siamo accorti in particolare di come Andi Deris e Michael Kiske, i due cantanti che negli anni si sono passati il testimone, si siano trovati alla perfezione diventando dei grandi amici, creando un ottimo feeling tra loro e così tutta la band è stata aiutata da questo rapporto speciale. E ciò si riflette ovviamente anche dal vivo.
Dopo aver visto il supergruppo all’opera al Forum di Assago lo scorso autunno, questa data estiva era attesa da molti appassionati del power metal in generale e delle zucche di Amburgo nello specifico: i nostri, d’altro canto, sul palco hanno dimostrato tutta la loro competenza, con un affiatamento notevole all’interno di uno spettacolo dove tutto è ben studiato e funziona come un orologio svizzero (sempre notevole l’uso del maxischermo che aiuta a presentare i vari brani).

Il gruppo festeggia quarant’anni di attività ed il tempo si fa sentire per tutti, ma non per questo le Zucche si sono risparmiate; anzi, la voglia di suonare e di divertire il pubblico è apparsa piuttosto chiara e la serata del Ferrara Summer Festival è stata l’occasione di osservare una formazione al proprio meglio perché, onestamente, vedere Michael Weikath, storico chitarrista che non è certamente famoso per essere sempre coinvolto sul palco, concedersi spesso in sorrisi e qualche piccolo siparietto con il pubblico, ci ha un po’ sorpresi (in positivo, s’intende).
E Michael Kiske, dobbiamo ammetterlo, in questa occasione si è rivelato essere in splendida forma! Sicuramente, rispetto al tour vero e proprio dove la band è impegnata in molte date ravvicinate, la possibilità di riposare la voce per lo storico cantante della band fa la differenza, e in questo caso l’ex biondo cantante di Amburgo è arrivato con tanta energia, regalando una prestazione davvero scintillante. Insomma, ciò che abbiamo udito è il meglio che Kiske può fare in questo momento e ripensare, sentendolo cantare con tale classe, a tutte le volte che in camera molti di noi hanno provato a imitarlo intonando le parole dei brani più celebri, ci ha veramente commosso.
Così come hanno emozionato quelle situazioni sul palco in cui Kai Hansen e Michael Weikath, le due grandi menti che stanno dietro a tanti dei pezzi storici firmati Helloween, e che non sempre in passato sono andati d’accordo, si sono ritrovati a suonare le chitarre uno accanto all’altro.

Ma passiamo allo show: poche novità rispetto alla data autunnale, se non una scaletta ridotta viste le ‘sole’ due ore di tempo rispetto alle tre del tour vero e proprio. Si parte ancora a mille con “March Of Time”, un fiume in piena che esplode con enorme vigore, seguita da “ The King For A 1000 Years” e dalla storica “Future World” fatta a lungo cantare ai presenti: “siete duemila ma dovete sembrare ventimila, anzi ventiduemila” dice Deris incalzato da Kiske, e il pubblico non si è certo tirato indietro.
Rimane in scaletta, per la nostra gioia, la possente “We Burn” assieme ad alcuni brani del disco più recente, intitolato “Giants & Monsters” con le buone “This Is Tokyo” e “Universe” – quest’ultima con un super Kiske – oltre che la bella ballata “Into The Sun”.

È però con la partenza fulminea della strepitosa “Twilight Of The Gods” e con l’accoppiata estratta dal debutto della band – “Walls Of Jericho” con Kai Hansen a prendere con decisione il microfono ed intonare “Ride The Sky” prima ed “Heavy Metal (Is the Law)” più in là – che lo show esplode in tutta la sua potenza.
E tra i momenti da ricordare e da riporre nel cassetto dei ricordi indelebili, c’è lo splendido intermezzo acustico dove troviamo Deris e Kiske seduti con la chitarra a scambiarsi battute e a cantare inizialmente una parte di “In The Middle Of A Heartbeat” e “A Tale That Wasn’t Right” subito dopo.
Fortunatamente non abbiamo dovuto rinunciare, per questioni di scaletta, alla mastodontica suite “Halloween”, forse il brano per eccellenza della band; di certo quello, assieme a “Keeper Of The Seven Keys”, solo accennata nel finale, mostrano tutto l’immenso talento compositivo di questa grandiosa band.
Piccola pausa ma c’è ancora tempo per l’encore, dove trovano tre brani immensi, a partire dalla power song che ha gettato le basi del genere che è “Eagle Fly Free” cantata da un ispirato Kiske, seguita da “Power”, dove a prendere in mano il microfono sarà il sempre preciso Deris, fino al finale con la conclusiva “Dr. Stein”, dove i due si scambiano le parti.
Esplodono palloncini e stelle filanti, lo show è concluso e la band se ne va tra i saluti calorosi di un pubblico ambiamente soddisfatto.
Gli Helloween sono immortali e ogni loro show merita di essere vissuto, soprattutto con questa formazione!

Helloween Setlist
March Of Time
The King For A 1000 Years
Future World
This Is Tokyo
We Burn
Twilight Of The Gods
Ride The Sky
Into The Sun
Hey Lord!
Universe (Gravity For Hearts)
Drum Solo
I Want Out
In The Middle Of A Heartbeat (Acoustic)
A Tale That Wasn’t Right
Heavy Metal (Is The Law)
Halloween

Eagle Fly Free
Power
Dr. Stein
Keeper Of The Seven Keys (solo coro finale)

VISIONS OF ATLANTIS

WIND ROSE

HELLOWEEN

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