07/07/2018 - HOLLYWOOD VAMPIRES @ Piazza Napoleone - Lucca

Pubblicato il 15/07/2018 da

Report a cura di Carlo Paleari

Negli anni Settanta, un signore che si faceva chiamare Alice Cooper aveva costituto, tra Londra e Los Angeles, un cosiddetto ‘drinking club’, ovvero un manipolo di rockstar che di tanto in tanto si ritrovavano per schiantarsi di alcool fino a non reggersi più in piedi. Alice aveva chiamato questo gruppo Hollywood Vampires e tra le sue fila si contavano nomi come quello di Keith Moon, Ringo Starr, John Lennon, Keith Emerson, Jimi Hendrix, Jim Morrison, John Belushi e molti altri. Alice, d’altra parte, è uno che conosce bene il demone della bottiglia e nel corso degli anni ha assistito impotente all’autodistruzione di molti suoi amici. Lui, che ci è andato così vicino, ne è venuto fuori definitivamente, ma il nome Hollywood Vampires meritava di tornare ancora alla ribalta. Nasce così questo progetto, musicale questa volta, che vede Alice Cooper alla voce, Joe Perry degli Aerosmith alla chitarra solista e una star di Hollywood come Johnny Depp alla seconda chitarra. Un vero e proprio supergruppo che si diverte a suonare del buon hard rock, tra cover di pezzi del passato e qualche inedito. Finalmente il trio é approdato in Italia e noi di Metalitalia.com abbiamo colto l’occasione per andare a gustarci la data al Summer Festival di Lucca. Ecco com’è andata!

Le luci si spengono sulla bella cornice di Piazza Napoleone e le note di “Bela Lugosi’s Dead” fanno da introduzione all’arrivo sul palco dei Vampiri di Hollywood. Una parte della band di Alice Cooper, il batterista Glen Sobel e il chitarrista Tommy Henriksen, il tastierista Buck Johnson e l’ottimo Chris Wyse dei The Cult al basso sono i primi ad entrare, dopodiché, uno per volta, tocca alla passerella delle superstar: per primo Joe Perry, che con degli improbabili baffetti e una zazzera di capelli arruffati sembra più una versione in acido di Bob Dylan; poi tocca ad Alice, regale e magnetico, con il suo consueto bastone da passeggio; ed infine Johnny Depp, a metà strada tra una rockstar gitana e il buon Capitan Jack Sparrow. Il pubblico, inutile negarlo, è composto per una buona fetta da ragazze, fan dell’attore, che non sanno chi siano questi altri vecchietti sul palco. Sono lì per Lui, il Pirata dei Caraibi, Edward Mani di Forbice, il Cappellaio Matto, Ichabod Crane, Willy Wonka, Tonto, Sweeney Todd o qualunque altro personaggio reso celebre dall’attore. Non si contano i cartelli di dichiarazione d’amore, richiesta di baci, dediche, proposte di matrimonio e chi più ne ha più ne metta.
A noi, invece, interessa la musica, quindi partiamo proprio da questa. Com’è il Johnny Depp musicista? È un buon chitarrista? Ecco, no, non esattamente. È un chitarrista amatoriale, che certamente non metterebbe piede su un palco più grande di quello della sagra di paese se non fosse Johnny Depp. È credibile nel ruolo di rockstar? Ecco, quello sì. Si vede che è un ruolo che gli piace, che viene da quel mondo lì, sebbene di mestiere faccia altro. E questo, forse, è più che sufficiente in una band in cui di chitarristi ce ne sono altri due. Il concerto si snoda tra episodi già ascoltati nell’album di debutto, quali “Raise The Dead”, “I Got A Line On You” e qualche inedito come l’iniziale “I Want My Now” o “The Boogieman Surprise”. Gli Hollywood Vampires mettono in musica una festa che è una celebrazione di grandi artisti del passato, spesso stroncati troppo giovani dagli abusi di cui soffrivano: lo fanno in maniera esplicita, con un brano come “My Dead Drunk Friends”, oppure semplicemente ci regalano qualche bella versione di grandi classici del passato. Così Jim Morrison viene ricordato da una terremotante versione di “Break On Through”; Keith Moon da una splendida “Baba O’Reilly”; David Bowie torna a commuoverci con la sua “Heroes”, cantata per l’occasione da Johnny Depp; mentre il buon vecchio Lemmy, sornione, domina la piazza nella travolgente esecuzione di “Ace Of Spades”. Non possiamo non citare, infine, l’eccezionale “The Jack” degli AC/DC, che permette a Joe Perry di regalarci un momento solista di eccezionale gusto.
Naturalmente, con due leggende del Rock in formazione, non possono mancare alcuni estratti delle rispettive carriere: ecco quindi “Sweet Emotion”, “Combination” e “I’m Eighteen” a ricordare al pubblico che sì, si tratterà pure di una cover band di lusso, ma certe pagine nei libri di Storia della musica le hanno scritte proprio loro. Johnny Depp si concede un secondo momento come cantante, con “People Who Died”, rendendosi protagonista di un piccolo incidente di percorso: a metà canzone, infatti, viene colto da un clamoroso vuoto di memoria che lo lascia completamente ammutolito. All’attore manca ancora il mestiere per coprire queste défaillance e tocca ad Alice intervenire subito ad incitare il pubblico, distogliendo l’attenzione dall’errore e permettendo a Depp di riprendersi e proseguire la canzone. D’altra parte ancora una volta non si può che rimanere ammirati di fronte alla capacità del cantante di tenere in pugno il suo pubblico, anche in un’occasione come questa in cui non è attorniato dal quel bellissimo circo grandguignolesco che mette in scena con la sua band ogni sera, e con altri nomi di grosso calibro con cui dividere le luci della ribalta.
Il tempo vola veloce e ci avviciniamo al finale, affidato all’immortale “School’s Out”, mescolata, come da consuetudine negli ultimi anni, con “Another Brick In The Wall pt.2” dei Pink Floyd. Anche in questo caso Depp si perde un po’ per strada con il riff iniziale, andando palesemente fuori tempo, ma la band presto torna in pista e il resto è tutto una festa di palloni colorati gettati nel pubblico. Le luci si accendono e i Nostri salutano soddisfatti la platea del Summer Fest con un Alice Cooper che decreta il pubblico toscano come il migliore dell’intero tour. Considerando che il cantante non ha l’abitudine di imbonire i suoi fan con dichiarazioni di questo tipo, potremmo anche credergli!

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