17/03/2015 - Hour Of Penance + Beheaded + Christ Agony @ Purple Turtle - Londra (Gran Bretagna)

Pubblicato il 19/03/2015 da

Dopo qualche mese di pausa, la macchina Hour Of Penance si è rimessa in moto. Dato il benvenuto in formazione al nuovo batterista Davide Billia, i death metaller nostrani portano sui palchi europei i brani dell’ultimo “Regicide” in compagnia di due realtà storiche del panorama del Vecchio Continente: i polacchi Christ Agony, tra i precursori della scena che ha poi lanciato i vari Behemoth e Vader, e i maltesi Beheaded, band che da tempo è una vera e propria garanzia in sede live e che appare sempre più in forma dopo il successo di “Never To Dawn”, ottimo album di death metal tanto brutale quanto intelligente. Il tour si ferma nel Regno Unito per una singola tappa, ovviamente nella capitale Londra, e, a dispetto del grande numero di eventi previsti nel periodo, la risposta del pubblico non è niente male: vuoi per la forte comunità polacca presente in loco, vuoi, naturalmente, per la fama ormai raggiunta dagli headliner e dal gruppo di origine maltese…

hour of penance - locandina londra 2015

CHRIST AGONY

Dopo un breve set da parte degli Anoxide, giovanissima band locale autrice di un death-thrash purtroppo assai acerbo, il “vero” show si apre all’insegna dell’extreme metal più old fashioned con i semi-leggendari Christ Agony, veterani polacchi in attività – tra alti e bassi – sin dal lontano 1990. È subito evidente che parte del pubblico sia qui solo per loro e il terzetto – in cui ritroviamo il bassista/cantante Reyash, già visto con Vader, Azarath e Incantation – ben presto ha modo di esprimersi davanti ad una platea folta e partecipe, pronta a farlo sentire a casa. La proposta del gruppo ha da sempre varie sfaccettature, con innesti di death e doom metal che spesso affiancano una base alla primi Bathory, ma questo suono mutevole non sembra comunque disorientare gli astanti, a quanto pare inclini a farsi sballottare tra ritmiche tirate e notevoli digressioni in down-tempo. I volumi purtroppo risultano un po’ bassi, ma le dimensioni certo non enormi del locale aiutano a compensare tale pecca: sia band che fan danno l’idea di divertirsi molto e alla fine questo è ciò che più conta.

BEHEADED

Sia per volumi che per presenza scenica il set dei Beheaded è però di più alto livello. Il gruppo è stato di recente raggiunto da due rinforzi italiani – il suddetto Davide Billia alla batteria e Simone Brigo (dei Blasphemer) alla seconda chitarra – e questa nuova lineup è forse la più compatta e competitiva che i Nostri abbiano avuto in carriera sinora. L’affiatamento del quintetto appare subito invidiabile, tuttavia la vera differenza è ancora una volta rappresentata dalle ottime doti di frontman di Frank Calleja e ovviamente dalla qualità del materiale proposto (tra cui un inedito che verrà incluso nel prossimo album). I tanti anni di silezio prima della pubblicazione di “Never To Dawn” hanno chiaramente fatto accrescere la fame di questa formazione, che ha prima sfornato un’opera di caratura a dir poco elevata e che poi è tornata a suonare live con una costanza e una ferocia mai viste. Non si può fare a meno di sottolineare come il pubblico venga letteralmente travolto dalla verve della band italo-maltese: gli strumentisti si esprimono senza commettere una singola sbavatura, mentre Calleja fa in modo che nessuno tra la folla resti fermo più di qualche secondo di fila. Davvero una performance intensa, quella dei Beheaded… sicuramente la migliore che i Nostri abbiano sin qui offerto da queste parti.

Setlist:

Extortion of Benevolence
Scourging Repudiation
Elapsed in the Vortex of Extinction
Resurgence of Oblivion
Crossing The House of Knife
Never to Dawn
Transcendental Iniquity
Esoteric Kin

HOUR OF PENANCE

Al “povero” Billia tocca fare gli straordinari in questo tour, trovandosi impegnato dietro le pelli sia per i Beheaded che per gli headliner Hour Of Penance. Il Nostro tuttavia non è diventato uno dei batteristi più noti in questo campo per caso: bastano infatti pochi minuti per capire che la scelta di suonare due set per sera non sia stata più di tanto un azzardo. Nonostante il drummer sia fresco reduce da un set serratissimo, il gruppo di origine laziale arriva infatti sul palco carico come al solito, stupendo anzi per la compattezza che è già stato in grado di trovare dopo pochissime prove e date live insieme. Gli Hour Of Penance, in verità, in carriera non hanno mai avuto una lineup scadente, ma quella attuale dà l’impressione di essere particolarmente solida e già molto amata, almeno a giudicare dalla calorosa risposta del pubblico. Con Paolo Pieri sempre al centro del palco e Giulio Moschini e Marco Mastrobuono a rappresentare la spina dorsale del sound, il death metal dei Nostri dà subito addosso agli astanti e non molla la presa sino al termine del set. Poche le sorprese a livello di scaletta, ma per questo primo tour con Billia il gruppo ha evidentemente optato per andare sul sicuro, proponendo brani noti e di facile presa. Sempre notevole, in ogni caso, la title track dell’ultimo disco, la quale si sta rapidamente configurando come una delle composizioni più originali e catchy del repertorio dei ragazzi, alla pari di una “Sedition Through Scorn”. Il finale del concerto comunque è interamente dedicato al classico “The Vile Conception”, con le fucilate “Misconception” e “Slavery In a Deaf Decay” ad appagare i fan di vecchia data presenti in sala. Detto di suoni e di un mixaggio una volta tanto degni di questo nome, nonchè di una bella scenografia con teloni richiamanti gli artwork di “Regicide” e “Paradogma”, la performance va annoverarsi tra le migliori mai offerte dal quartetto a Londra, alla pari di quella degli amici Beheaded. A conti fatti, abbiamo assistito ad una grande serata di death metal.

Setlist:

Theogony
Sedition Through Scorn
Paradogma
Ascension
Reforging The Crowns
Incestuous Dynasty of Worms
Resurgence of the Empire
Incontrovertible Doctrines
Regicide
Misconception

———-

Slavery in a Deaf Decay

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