19/11/2025 - ICE NINE KILLS + THE DEVIL WEARS PRADA + CREEPER @ Alcatraz - Milano

Pubblicato il 22/11/2025 da

Report di Maurizio ‘morrizz’ Borghi

Non è solo power metal questo mercoledì milanese. Se al Forum sono accorsi una valanga di appassionati per celebrare le zucche, all’Alcatraz c’è sempre aria di halloween, ma con molti più travestimenti.
Sono di scena infatti gli Ice Nine Kills, formazione metalcore di Boston col pallino dei film horror, che è salita alla ribalta trasformando i propri show in un divertente teatrino del macabro: così, in mezzo al giovane pubblico, è facile trovare un sacco di fan che giocano a truccarsi o a fare cosplay, riempiendo il club milanese in un simpatico party a tema.
Ad accompagnare gli INK un paio di opener di rilievo come The Devil Wears Prada, col loro metalcore dalla svolta melodica, e Creeper, vampiri goth con mire d’espansione.

Entriamo all’Alcatraz prima delle 19 e troviamo i CREEPER al lavoro sul palco laterale, con un sacco di persone già presenti.
Ricordavamo la band inglese alle prese con un l’horror punk su Roadrunner, i Creeper di oggi invece hanno deciso di voltar pagina e dedicarsi a rock gotico ed heavy metal anni ’80, diventando una sorta di Ghost a tema vampiresco.
Il look total black ed i visi sbiancati li fanno apparire come moderni The 69 Eyes/Sister Of Mercy, ma mentiremmo se non ci dicessimo catturati dalla magia e dall’epica di “Mistress of Death”, “Headstones”, “Blood Magik” o “Parasite”, con i loro incredibili ritornelli d’altri tempi ed il magnifico contributo vocale della tastierista Hannah Greenwood.
Le pose da rocker maledetti sono da manuale, col vampiro sexy William von Ghould ad aizzare i presenti come una consumata rockstar. La resa dal vivo dei brani di questa svolta è davvero incredibile, tanto che giunti alla conclusiva “Cry To Heaven” non siamo gli unici ad essere completamente conquistati, al primo ascolto, dai Creeper. Per una volta, la stampa inglese non esagera.

L’Alcatraz in configurazione Palco B è strapieno quando è il turno dei THE DEVIL WEARS PRADA, e non ci vuol molto a capire quanto sia attesa ed amata la band metalcore dalle nostre parti.
La formazione ha appena pubblicato “Flowers”, disco che unisce all’animo triste del gruppo una premeditata e maturata svolta melodica e che, ironicamente, si ispira all’horror diurno “Midsommar” adattandosi allo spirito della serata. E’ la recente “Ritual” ad aprire le danze e a settare il mood dell’esibizione, con tastiere prominenti, chitarre grosse e tanta melodia. C’è un throwback ai tempi del metalcore con le successive “Danger: Wildman”e “Outnumbered”, per poi dedicare il set ai brani del nuovo corso, una vera e propria successione di hit che vede Jeremy DePoyster come frontman principale, prendendosi in carico anche della comunicazione col pubblico, mentre Mike Hranica viene messo in disparte abbracciando talvolta la chitarra. L’assenza del basso non si sente più di tanto, viste le tastiere ricche e prominenti.
Il set non risente nemmeno del problema più evidente di “Flowers”, ovvero gli abbondanti filler, così pescando tra piccoli gioielli come “Chemical”, nonostante spesso e volentieri la band debba pagare le royalties ai Bring Me The Horizon, la loro prova è priva di difetti e sostanzialmente vincente, e si chiude con “Sacrifice” tra gli applausi scroscianti: l’Italia ama i TDWP.

Nel lungo cambio palco si illuminano due grandi schermi, necessari per la performance molto visiva degli ICE NINE KILLS, mentre in diffusione c’è una selezione musicale schizofrenica che passa dagli Eiffel 65 a Whitney Houston, da “Bella Ciao” ai Limp Bizkit.
Quando si spengono le luci si accende un grosso “IX” alle spalle della batteria, e un breve video introduttivo viene proiettato sugli schermi per quello che sarà il modus operandi dell’intera serata: ogni canzone infatti riprende un tema legato al mondo dell’horror/thriller con conseguente utilizzo di costumi di scena e partecipazione di figuranti che inscenano un teatrino lugubre, seguendo, attualizzando ed ampliando la lezione del maestro Alice Cooper.
Essendo la band relegata al palco laterale dell’Alcatraz lo stage diventerà presto molto affollato, rendendo praticamente impossibile la mobilità ai musicisti, escluso ovviamente il frontman Spencer Charnas che prenderà spesso e volentieri parte alle messinscene e ai siparietti tematici.

“Welcome To Horrorwood: The Silver Scream 2” è il disco più recente e più maturo della band, ed è anche da dove verrà pescato a piene mani per la setlist di stasera, in un meccanismo ben costruito in cui si fregano le mani sia coloro che conoscono e seguono la band che gli spettatori alla loro prima volta, attenti ed in attesa per scoprire quale tema, quale citazione e quale espediente teatrale verrà evocato dagli abili musicisti.
Col tempo, sia il concept dei video musicali del gruppo (su cui la band non si appoggia più di tanto nonostante gli schermi) che la trasposizione live sono diventati più elaborati e ricchi di dettagli, quindi se a volte c’è giusto qualche elemento scenico – tipo “Rainy Day”/”Resident Evil” e “A Grave Mistake”/”Il Corvo” – altre volte il dispendio di risorse è davvero notevole, come accade nella recente e vorticosa “The Laugh Track” ispirata al Joker di Tim Burton: non solo il brano è reso in maniera fedele, con tutti gli elementi del gruppo impegnati in backing vocals efficaci, Spencer ha una maschera bellissima e gli attori generano un vero e proprio caos, tra lanci di banconote, stelle filanti e cartelloni, con una resa davvero eccezionale, visti gli effetti speciali poco più che artigianali.
Abbiamo assistito a uno show molto coreografato e simile agli Electric Callboy, ma a differenza loro gli INK cantano e suonano benissimo senza appoggiarsi pesantemente su basi registrate, in quello che consideriamo un plus davvero importante per una band che è facile etichettare come esclusivamente teatrale.
Se vogliamo trovare un difetto, almeno a nostro gusto personale, puntiamo il dito sugli intermezzi ska (viene eseguita “The Impression That I Get” dei The Mighty Mighty Bosstones) e sulla sciocca cover di “I’m Walking On Sunshine” di Katrina and the Waves, ormai sorvolabili con un repertorio come quello degli INK, tuttavia il pubblico sembra comunque apprezzare.

Dopo una lunga scaletta, la band conclude il set principale tributando “It” con “IT Is the End”, ma tutti sanno che non può finire così.
Il gruppo infatti torna per gli encore di “The American Nightmare” e, soprattutto, per la mega-hit che ha ridefinito il corso del gruppo, andando a braccetto con l’ultimo fenomeno dell’universo horror, “Terrifier”, della quale sono colonna sonora ufficiale: “A Work Of Art” è la canzone che tutti stavano aspettando, per la quale ovviamente arriva il mitico Art il Clown a fare mattanza di Babbo Natale e di un disgraziato feto.
Art, come ormai sanno anche i muri, è il vero erede di Freddy Krueger, un personaggio che unisce una vena ironica innata al gore più spietato, vederlo quindi sul merchandise del gruppo e pure sul palco è un propulsore impagabile per la band, che su di lui ha cucito un inno divertente e memorabile. Per il gran finale, Art torna vestito da Babbo Natale come nel film, probabilmente impersonato dal batterista Mike Cortada, e si prodiga in un breve assolo di batteria spalleggiato dal frontman, mandando in delirio il pubblico.
Uno show ricco, ben studiato e divertentissimo, che va di pari passo con il metalcore efficace, cinematografico e dai grandi ritornelli degli Ice Nine Kills. Vederli nel pomeriggio di spalla ai Metallica non è sicuramente la stessa cosa che assistere al loro spettacolo da headliner!

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.