16/08/2010 - Iron Maiden + Labyrinth @ Villa Manin - Codroipo (UD)

Pubblicato il 28/08/2010 da

Report a cura di Luca Paron

Foto a cura di Francesco Castaldo

 

Villa Manin, Codroipo (UD). Il giorno dopo l’uscita ufficiale del nuovo e attesissimo “The Final Frontier” (di cui potete leggere la recensione su queste pagine), il gruppo ingleseè già pronto a portare ai suoi fan italiani (e non, data l’alta affluenza anche da Slovenia, Austria e Croazia) la macchina da guerra chiamata Iron Maiden. L’ambientazione creata dalla splendida location scelta contribuirà a rendere particolare la serata, durante la quale la band proporrà agli undicimila presenti non i pezzi dell’ultimo disco (che potrete sicuramente ascoltare nel prossimo tour) ma una selezione di brani dai lavori più recenti della Vergine di Ferro, quelli del nuovo millennio, senza però far mancare alcuni dei classici del proprio repertorio. Negli ultimi anni gli Iron hanno abituato i loro fan ad alternare un tour a supporto dell’ultimo album a uno più retrospettivo, nel quale uscire maggiormente dagli obblighi di promozione avendo la possibilità di proporre canzoni magari non suonate da anni o selezionando solo determinati periodi di carriera. C’è infatti questa sera discreta curiosità su quale potrà essere il responso ad una setlist incentrata su pezzi più lunghi e d’atmosfera, probabilmente i più conosciuti dai fan giovanissimi del sestetto. Ad aprire la serata i Labyrinth, personalmente scelti dagli headliner a coronamento di un’estate piena di successi e concerti.

 

LABYRINTH

Con discreto anticipo rispetto all’orario annunciato e previsto, i nostrani Labyrinth fanno il loro ingresso sulle assi del palco, di fronte ad una folla già quasi al completo e assetata di metal. La band parte con piglio deciso: “Chapter One” e la nuova “Sailors Of Time” danno un’ottima impressione, convincendo anche il pubblico come testimoniato dalla quantità di applausi riscossi. Tiranti è scugli scudi, il gruppo ci mette la giusta grinta e l’accoppiata “New Horizons” e “In The Shade” è di quelle che fanno male. Spazio anche per altri due pezzi dal nuovo “Return To Heaven Denied Part. 2”: la bella “A Chance”, qui riuscita molto meglio rispetto alla data coi Megadeth di qualche tempo fa, e “A Painting On The Wall” fanno il loro lavoro scaldando l’audience a puntino e preparandolo ai Maiden. Bravi Labyrinth, e bella soddisfazione per loro ricevere i complimenti di Gers, Smith e McBrain a fine concerto.

SETLIST:
Chapter One
Sailors Of Time
New Horizons
A Chance
In The Shade
A Painting On The Wall

IRON MAIDEN

E’ sempre la solita vecchia routine: gli Iron annunciano tour in Italia, orde di fan si precipitano a comperare i biglietti e la data diventa sold out con mesi e mesi di anticipo (anche se in cassa i furboni dell’ultimo momento non mancano mai…), si arriva allo show con "Running Free" a palla nelle autoradio, e si aspetta il momento dell’epifania di Bruce, Steve e compagni per andare tutti poi a casa beati. A volte con qualche ma, pronunciando qualche forse, immaginando come sarebbe andata se magari questo o quello, ma rinnegando comunque ogni dubbio e perplessità di fronte alla venuta degli Dei del Metal, come una comunità religiosa che assiste alla funzione nel giorno da santificare. In effetti, noi che stiamo scrivendo, la domanda ce la poniamo: "Ma a cosa diavolo serve recensire un concerto dei Maiden?", "Ci sarà qualcuno tra i presenti che non è rimasto soddisfatto, o tra chi non c’era che non rimpiangerà la cosa?". No, qui anche il tarlo del dubbio non riesce a fare il suo sporco lavoro: è ogni volta più chiaro, dopo essere stati in mezzo alle diecimila e più persone (perché è sempre quello il minimo), che tra le date in rosso del calendario ne manca una, quella del giorno in cui suonano gli Iron, che qualsiasi scelta la band inglese affronti sarà vincente, che un motivo per ricordarsi l’evento in modo piacevole lo si creerà dal nulla, se mai dovesse anche solo minimamente venire a mancare. Ragion per cui, raccontarvi che i sei inglesi hanno fatto le cose come al solito, con la consueta grande scenografia, con tutta la verve che sprigionano sul palco da anni senza lesinare, che i cori hanno lasciato Villa Manin senza voce già da "Ghost Of Navigator", è quasi un assioma; così come sarà dogmatico ripetere la trafila annuncio-biglietto-esultanza (alla quale il manager dei nostri ormai si è abituato) per la prossima e forse ultima calata, quella che probabilmente porterà in giro per il mondo i brani dell’ultimo e freschissimo di stampa "The Final Frontier". Certo, chi dai Maiden vuole solo ritmi serrati e cori veloci alla "The Trooper" probabilmente avrà faticato a farsi andare a genio una scaletta composta quasi unicamente da pezzi degli ultimi lavori, da "Brave New World" in poi, con le sole eccezioni di "Wrathchild", "Fear Of The Dark" e "Iron Maiden" riproposte dai dischi precedenti fino ai bis e l’anteprima dal vivo di quella "El Dorado" che ha fatto tanto discutere nella sua versione studio, ma che qui funziona forse un poco di più. Ma siamo ugualmente convinti che sotto sotto, nel profondo del cuore, pure chi ieri sera se ne è andato pronunciando frasi del tipo: "che concerto di m…" o "il più brutto show degli Iron che abbia mai visto", sarà in prima fila al prossimo giro di giostra, ancora lì a sgolarsi e alzare le mani al cielo all’immancabile "Scream for me!" di Bruce, ad ammirare le dita magiche di Steve Harris correre sul manico d’acero, ad aspettare il duello tra Janick Gers e Eddie, e a vedere la facce assurde di Nicko McBrain. Perché gli Iron Maiden sono il Metal, e finché non decideranno di non farci più visita, ricambieremo sempre il favore adoranti. Amen.

SETLIST:
The Wicker Man
Ghost Of The Navigator
Wrathchild
El Dorado
Dance Of Death
The Reincarnation Of Benjamin Breeg
These Colours Don’t Run
Blood Brothers
Wildest Dreams
No More Lies
Brave New World
Fear Of The Dark
Iron Maiden

Encore:
The Number Of The Beast
Hallowed Be Thy Name
Running Free

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