27/11/2025 - KATATONIA + EVERGREY + KLOGR @ Alcatraz - Milano

Pubblicato il 02/12/2025 da

Report di Carlo Paleari
Foto di Pamela Mastrototaro

Sebbene i Katatonia siano una formazione che il pubblico italiano ha spesso occasione di vedere dal vivo, la data milanese del “Waking State Of Europe 2025” aveva diversi motivi di interesse, anche per coloro che hanno già avuto modo di assistere a molti loro concerti.
Come è noto, infatti, negli scorsi mesi i Katatonia hanno dovuto fare i conti con la definitiva separazione da Anders Nyström, co-fondatore della band stessa, a cui sono seguiti i consueti battibecchi a mezzo social di chi non ha vissuto questo evento in maniera del tutto consensuale.
Il nuovo album, “Nightmares as Extensions of the Waking State”, con la sua pubblicazione a poche settimane da questo annuncio, ci aveva restituito una band più interessata a dare un segnale di continuità, senza scossoni, eppure intenzionata a ribadire la leadership – ormai incontrastata – di Jonas Renkse.
Il concerto, allo stesso modo, poteva diventare un interessante banco di prova, per capire quanto e come questa separazione avrebbe inciso sull’essenza stessa dei Katatonia. Da parte nostra, ci sembra di poter dire che l’esibizione abbia dato una risposta molto netta alle nostre domande e cercheremo di raccontarvela nel nostro report. Prima, però, lo spazio va lasciato alle non meno interessanti esibizioni di Klogr ed Evergrey.

È un piacere vedere una formazione italiana imbarcarsi in un tour assieme a due grandi nomi della scena svedese. Un bel segnale di come il metal tricolore abbia le carte in regola per farsi valere anche fuori i nostri confini e, come ha più volte ribadito il frontman dei KLOGR, Gabriele ‘Rusty’ Rustichelli, è anche il coronamento di un sogno per dei ragazzi che hanno lavorato sodo per quindici anni.
La data infrasettimanale e l’orario di inizio non giocano a favore della band, nella sempre indaffarata Milano, e il pubblico non è ancora numerosissimo quando i musicisti salgono sul palco. Questo, però, non toglie entusiasmo alla performance e i Klogr si buttano anima e corpo in una esibizione che sembra convincere tutti i presenti.
La loro proposta è un alternative metal moderno, che strizza l’occhio al prog di oggi, quello fatto di chitarre ribassate, muri di suono solidissimi e strutture musicali complesse e stratificate ma mai cervellotiche, in modo da lasciare campo libero al lato più emotivo di questo genere. L’esibizione convince, l’impatto della musica è potente e la performance di tutti i musicisti è encomiabile.
Ci sembra che la band stia lavorando in maniera efficace nel crearsi una propria identità musicale e il loro nuovo album, dal titolo programmatico di “Reborn”, li vede proprio rileggere una parte del proprio catalogo in questa veste moderna e contemporanea.
Forse manca ancora quel tratto distintivo che li possa rendere davvero unici, ma il loro percorso sembra interessante e meritevole di attenzione. Se a questo aggiungiamo anche il loro contagioso entusiasmo sul palco, il bilancio finale non può che essere positivo.

Tocca quindi agli EVERGREY salire sul palco dell’Alcatraz, davanti ad un pubblico che, considerate le sonorità degli headliner, ha tutte le carte in regola per apprezzare il loro progressive metal malinconico ed introspettivo.
Pur avendo una carriera trentennale, la band si concentra sugli ultimi dieci anni della propria carriera, con un excursus che copre da “Hymn For The Broken” fino ai giorni nostri. La performance è ottima ed è evidente l’esperienza e la sicurezza di una formazione che ha saputo portare avanti un percorso sempre di alto livello. Il sound è potente, l’esecuzione precisa, e Tom S. Englund si conferma un frontman magnetico e carismatico.
Anche l’allestimento, pur dovendo adattarsi al palco già montato dei Katatonia, appare adeguato, con due schermi verticali a proiettare filmati ed animazioni, creando una suggestiva cornice di chiaroscuri che si sposa perfettamente con le sonorità della band. È chiaro che la loro proposta non è tra quelle più immediate da trasporre nella dimensione live, ma il pubblico appare soddisfatto e segue l’intera performance con attenzione.
Il tempo a disposizione è ovviamente limitato, quindi la band sfrutta al massimo l’opportunità per presentare il materiale nuovo, con un paio di estratti da “Theories Of Emptiness”, a cui si aggiunge “Oxygen”, il più recente singolo della band, che viene scelto inaspettatamente come brano di chiusura del concerto, con risultati tutt’altro che disprezzabili.

Come anticipavamo nella nostra introduzione, questo tour dei KATATONIA aveva un motivo di interesse in più, anche per chi ha già avuto modo di vederli dal vivo in diverse occasioni. È vero, infatti, che Anders Nyström già da qualche tempo non era più una figura attiva sul versante live, ma volevamo vedere in prima persona quanto il nuovo assetto ufficiale della band avrebbe inciso sul clima generale della performance.
In realtà il concerto, oltre a chiarire ogni eventuale dubbio, ci ha presentato anche diverse novità sostanziali: chi conosce i live show dei Katatonia, infatti, è abbastanza abituato ad una produzione efficace ma scarna, con pareti di luci verde-blu, su cui si stagliano le silhouette dei musicisti. Per l’occasione, invece, gli svedesi hanno messo in piedi uno spettacolo molto più dinamico e curato nella messa in scena: diversi pannelli luminosi hanno accompagnato la scaletta con immagini e filmati a tema, e perfino la band ha interagito spesso con la scenografia, sfruttando ad esempio i due pannelli verticali posti ai lati della batteria per creare dei bei contrasti tra il filmato sullo sfondo e le sagome nere dei musicisti.
Un altro elemento degno di nota, poi, è stato l’atteggiamento sul palco di Jonas Renkse, molto più aperto e comunicativo del solito. Pur mantenendo il suo tipico stile, con i folti capelli a coprire il volto, non sono mancate le interazioni con il pubblico, dando davvero l’impressione di avere a che fare con un artista molto più sereno che in passato. Ottima la coesione del resto della band, con un veterano come Niklas Sandin a fare da perfetto sparring partner a Jonas, mentre la coppia di chitarristi, Nico Elgstrand e Sebastian Svalland, già rodati da anni sul palco in veste di live session, hanno semplicemente formalizzato il loro ruolo con grande naturalezza.

Meno sorprendente, invece, la scaletta, che conferma il percorso intrapreso dai Katatonia da diversi anni. Ampio spazio, quindi, alla produzione recente, con quattro estratti dall’ultimo album in studio, ed una selezione di brani che procedono a ritroso nel tempo fino al “The Great Cold Distance”, quello che forse è il vero punto di inizio dell’attuale percorso della band. Così, accanto a veri e propri classici, accolti con grande entusiasmo, come “Soil’s Song” e “Leaders”, possiamo apprezzare sia gli episodi più malinconici e avvolgenti come “Old Heart Falls”, sia quelli più cupi e spigolosi, come “Nephilim”, con il suo incedere doom.
Non ha senso, invece, rimpiangere la mancanza dei lavori più lontani della band, ormai la direzione è chiara e i Katatonia si rendono ancora protagonisti di concerti di valore, grazie ad una produzione discografica che resta comunque superiore alla media, e ad uno stile che negli ultimi lavori si è fatto ancora più classico, rendendo molto semplice recuperare un impatto live che riesca a bilanciare al meglio l’essenza più metallica della band, senza penalizzare quell’impatto emotivo e decadente che resta il cuore della loro proposta.
Forse sarà davvero compito di Anders Nyström recuperare lo spirito degli esordi dei Katatonia, come sembra aver anticipato nelle sue prime esternazioni dopo lo split. Fino ad allora, ciò che possiamo dire per certo è che questi Katatonia ci sono sembrati una band rinvigorita, con una guida ben precisa ed una direzione chiara. Sarà interessante vedere se, e come, questo porterà a nuove strade inesplorate, ma la qualità di questo concerto, per il momento, non può che farci ben sperare.

Setlist Katatonia:
Thrice
Soil’s Song
The Liquid Eye
Austerity
Rein
Leaders
Dead Letters
Nephilim
Wind of No Change
The Longest Year
Old Heart Falls
July
Lethean
No Beacon to Illuminate Our Fall
In the Event Of
Forsaker

 

KLOGR

EVERGREY

KATATONIA

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