01/03/2010 - Lacuna Coil + Dommin @ Alcatraz - Milano

Pubblicato il 10/03/2010 da

A cura di Maurizio "MorrizZ" Borghi, foto di Francesco Castaldo.

 

 

I Lacuna Coil raggiungono finalmente l’Italia per concludere il tour promozionale di “Shallow Life” (con quattro date a Milano, Roma, Bologna e Treviso), e concedersi un meritato periodo di riposo in terra natale. A supporto una novità interessante, quei Dommin che ci hanno tanto stupito sul loro debutto “Love Is Gone” e che molti fan e addetti ai lavori sono curiosi di vedere alla prova del fuoco, sul palco. La data all’Alcatraz di Milano è di sicuro la più sentita per gli headliner: ecco com’è andata…
 

DOMMIN

Un disco come “Love Is Gone” non può che generare aspettative elevate nei confronti dei Dommin, formazione dark rock californiana che è stata benedetta dai Lacuna Coil con la grande opportunità di aprire per il loro tour europeo. Il leader Kristofer conferma le aspettative già dall’attacco di “New”, sfoderando sicurezza da frontman navigato e, soprattutto, una voce caldissima. Qualche problemino tecnico viene velocemente superato, e nel riproporre il singolo “My Heart, Your Hands” si può dire che il pubblico dell’Alcatraz è già del tutto conquistato: durante la ballata “Tonight” e il dark cabaret swing di “Dark Holiday” i presenti partecipano, applaudono, battono le mani a tempo. Un successo immediato che supera ogni più rosea aspettativa insomma, che conferma quanto di buono si è già detto sulla creatura di Kristofer Dommin, che lanciando rose alle prime file si congeda con una cover di “(I Just) Died in Your Arms” (Cutting Crew), scelta trascurabile considerata la risposta del pubblico addirittura inferiore ai pezzi precedenti! Dopo il concerto l’intera band è rimasta disponibile al dialogo coi presenti, come promesso: un gesto di umiltà che non può che aumentare la loro reputazione e pavimentare un futuro ancor più ottimistico.

LACUNA COIL

Il pubblico attende gli headliner con un fervore speciale: i Lacuna Coil infatti, in ambito heavy, sono l’unico gruppo di Milano in grado di riempire l’Alcatraz. Un pubblico trasversale, che abbraccia sia i metallari che ascoltatori occasionali, probabilmente colpiti dalle aperture pop dell’ultimo “Shallow Life”: tutti pendono dalle labbra di Cristina, che accompagnata dai compagni di una vita da inizio alla serata con “Survive”. Il palco non è esagerato ma si dimostra efficace, con un mega schermo a proiettare sfondi dinamici e delle rampe ai lati del drum kit per permettere completa mobilità. Dopo pochi secondi ci si accorge, però, di una stranezza: non c’è il bassista Marco Coti Zelati, e il gruppo continua a suonare, di pezzo in pezzo, facendo finta di niente! Al suo posto un basso registrato (o un bassista dietro le quinte?). La domanda serpeggia tra il pubblico, mentre la band esegue i brani migliori di una scaletta davvero completa, raccogliendo gli applausi su canzoni vecchie e nuove. Impeccabile la prova di Cristina, davvero la punta di diamante della formazione, che non soffre nemmeno una sbavatura ed è sempre presente ad incitare il pubblico e a diffondere energia, risplendendo da sola, sulle immagini del mare al tramonto, in una toccante “Wide Awake”. Anello debole, ci spiace sottolinearlo ancora una volta, è la voce maschile Andrea, ancora incerta in più di un’occasione, e messa in ombra dall’eccellenza della controparte. Dopo un’ora di set e l’esecuzione di “Swamped” è l’amatissima cover di “Enjoy The Silence” a chiudere la scaletta, eseguita a gran voce dal pubblico. Nell’encore viene finalmente svelato il mistero: Marco è assente per tutto il tour europeo a causa di un infortunio alla spalla, e il resto della band gli paga il giusto tributo, riducendolo quasi alla commozione (“Fa più male vedere la mia band nella mia città e non poter suonare, che il dolore alla spalla”, dirà con gli occhi lucidi). “Not Enough”, “Spellbound” e “Our Truth” concludono degnamente un concerto senza sussulti particolari forse, ma che ci conferma i Lacuna Coil in una dimensione ottimale, degna dello status guadagnato a livello internazionale. Mentre i sei eseguono l’inchino, abbracciati, non possiamo che applaudire soddisfatti.

Setlist:
Survive
Underdog
Closer
I’m Not Afraid
Fragments Of Faith
Tight Rope
1.19
I Won’t Tell You
Heaven’s A Lie
Fragile
Wide Awake
To The Edge
The Maze
Swamped
Enjoy The Silence (Depeche Mode cover)

Not Enough
Spellbound
Our Truth

 

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