16/11/2006 - Lyzanxia + Suncold @ La Sfinge - Brescia

Pubblicato il 21/11/2006 da
A cura di Marco Gallarati
Davvero una serata per pochi, pochissimi intimi, a La Sfinge di Castenedolo, Brescia, quella che ha visto l’esordio in territorio italico dei transalpini Lyzanxia, giunti alla ribalta di recente con il loro terzo full “Unsu”, supportati dagli alto-atesini Suncold e da un altro giovane gruppo locale. Certamente la band francese non è pronta a fungere da headliner, se non per limiti artistici, di sicuro per carenze di popolarità, si spera presto colmabili. Una pioggia fastidiosa e tutta novembrina ha accompagnato il vostro intrepido inviato fra le cupe nebbie bresciane, purtroppo per notare che l’evento, organizzato in tempi brevissimi e pubblicizzato in pochi giorni, non ha richiamato folle oceaniche, bensì soltanto un manipolo di fan più curiosi che interessati, più avventori casuali che veri appassionati. Ma tant’è, l’impegno dei gruppi è stato ugualmente soddisfacente e ogni tanto un concerto che si tramuta in ‘esibizione per amici’ non fa così male, anzi!

SUNCOLD

I Suncold, gagliardo gruppo di Bolzano, hanno fornito una performance più che sufficiente, forti di un thrash-death metal melodico moderno e con pochi compromessi. Vicini a quanto propongono anche i più quotati connazionali Slowmotion Apocalypse, i cinque alto-atesini, tenuto conto della freddezza della risposta del non-pubblico, si sono profusi in impegno e violenza, dando sfogo ad aggressioni di discreto valore ed esecuzione, se solo si esclude un’incomprensibile interruzione di pezzo, poi non più ripreso. Spiace un po’ vedere una formazione italiana che, nel presentare le canzoni, sembra la versione casereccia di Papa Benedetto XVI, così come spiace sentirli discutere fra loro in tedesco, comunque quello che conta resta la musica e stasera i Suncold, nonostante l’acustica orrida del locale, si sono fatti sufficientemente apprezzare. Da rivedere con suoni migliori.

LYZANXIA

Anche per i Lyzanxia il grosso handicap della serata è stato l’acustica de La Sfinge, troppo dispersiva e cacofonica per consentire anche solo una parvenza di umanità al suono uscente dagli amplificatori. Le voci di David e Franck Potvin sono risultate infatti totalmente confuse nel muro sonoro, squadrato e caotico, creato dalle chitarre e dal basso mancino di Vins Perdicaro; unico punto a favore, Clement Decrock è perlomeno risultato potente ed efficace dietro le pelli. Molto professionali comunque, i francesi si sono sbattuti sul palco, cercando di coinvolgere a più riprese la quarantina di persone comodamente osservanti dai tavolini del pub e le sei-sette appollaiate alle transenne, fra le quali chi scrive. La setlist si è rivelata incentrata, come ovvio, soprattutto sull’ultimo “Unsu”, ma anche qualcosa di più vecchio, proveniente dal precedente “Mindcrimes”, è stato suonato; per chi già conosceva il gruppo, l’esecuzione delle spettacolari “Wise Counselor”, “Path Blade”, “Strength Core” e della stessa “Unsu” sono state di buona fattura, sebbene corrotte senza speranza dal suono; per chi invece era alla scoperta di una nuova band, certo questo show non potrà essere chiarificatore. Idem come per il support-act: rivedibili in venue più adatte e magari di supporto a qualche gruppo più popolare. La band, ad ogni modo, c’è e ne sa!

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