13/04/2018 - MAGNUM @ Legend Club - Milano

Pubblicato il 21/04/2018 da

Report a cura di Roberto Guerra

Era da molto tempo che non si assisteva a un concerto dei Magnum in territorio italiano ed essendo ormai giunti al quarantesimo anniversario dall’uscita del primo album è inutile dire che c’era grande attesa per questa data, soprattutto da parte di tutti gli amanti dell’hard rock melodico desiderosi di sentir cantare nuovamente il signor Catley senza Sammet e i suoi Avantasia al seguito. Come sappiamo succede spesso che, prima di un concerto, l’organizzazione di quest’ultimo possa avere qualche intoppo, rendendo di fatto difficile fornire dettagli in merito a tutti coloro che desiderano presenziare all’evento, godendoselo possibilmente nel migliore dei modi dopo aver adeguatamente preso nota di orari e quant’altro, purtroppo anche a ‘sto giro le cose non sono andate tutte per il verso giusto, dal momento che un orario approssimativo di apertura porte e inizio live è stato reso noto solo il giorno stesso del concerto, dopo che numerosi potenziali presenti avevano iniziato a inveire sull’evento Facebook a causa della poca chiarezza da parte degli organizzatori; i quali, nonostante il tour includesse un gruppo spalla del quale molti chiedevano notizie per molteplici motivi, hanno preferito non esprimersi in argomento fino alla fine, ovvero fino a quando siamo arrivati al Legend Club all’ora indicata accorgendoci che stavano già iniziando i Magnum, senza nessuna band ad aprire le danze. Chiaramente una gestione così superficiale e apparentemente menefreghista può risultare parecchio fastidiosa, considerando anche che diversi astanti sono giunti a concerto iniziato poiché sprovvisti delle informazioni necessarie per organizzarsi. Per fortuna a noi è andata discretamente bene, tutto sommato. Buona lettura!

 


MAGNUM

Come dicevamo, siamo riusciti a giungere alla location solo a concerto appena iniziato, con il gradevole sottofondo a base della iniziale “When We Were Younger” ad accompagnarci durante l’ingresso all’interno del Legend Club di Milano, già adeguatamente colmo di persone emozionate al pensiero dell’oretta e mezza di grande rock cui si sta per assistere. La prima parte della scaletta si concentra interamente sulle produzioni recenti, con una particolare attenzione dedicata agli ultimi due “Sacred Blood ‘Divine’ Lies” e, naturalmente, “Lost On The Road To Eternity”, due prodotti assolutamente di qualità che già al momento dell’uscita resero chiaro che Bob Catley e compagni avevano ancora molte frecce al loro arco; la voce di quest’ultimo sente sicuramente il peso degli anni, ma in tutta sincerità risulta difficile trovare un momento in cui l’esecuzione ha effettivamente risentito negativamente di questo particolare. Dopo circa quarantacinque minuti di concerto, molti presenti stanno ancora fremendo nell’attesa di sentire qualcosa di più classico e rappresentativo della magica carriera dei Magnum e fortunatamente, verso metà setlist, si sente l’evocativa introduzione di “How Far Jerusalem”, sulla quale tutti esplodono cantando a squarciagola, con anche qualche lacrima agli occhi pensando a quello splendido “On A Storytellers Night” da cui subito dopo vengono proposte anche “Les Morts Dansant” e “All England’s Eyes”, inframezzate da un’altra gradevole parentesi recente come “Show Me Your Hands”. La parte finale del concerto inizia con la mitica titletrack del famoso album “Vigilante”, la quale precede la lunga e poetica “Don’t Wake The Lion” e la sognante “The Spirit”, che è anche la traccia più datata dell’intera scaletta, proveniente dall’album “Chase The Dragon” uscito nel 1982. Lo show si chiude con “When The World Comes Down” e risulta impossibile non salutare con un sonoro applauso questi musicisti che, nonostante i settant’anni di età, riescono ancora a divertirsi intrattenendo il pubblico mettendoci tutto il cuore e l’anima che da sempre li contraddistinguono, sia che si tratti di pezzi nuovi, sia che stiano riproponendo i fasti degli anni ‘80. Volendo, potremmo trovare un paio di fattori negativi in ciò cui abbiamo assistito: innanzitutto la totale assenza di estratti dal primo album, ormai quarantenne, “Kingdom Of Madness”, dal quale avremmo voluto sentire almeno uno o due pezzi in occasione di un compleanno così importante; e più in generale, la scelta di proporre una setlist così incentrata sulle produzioni post-2000 potrebbe non essere piaciuta a tutti. E’ anche vero che Bob Catley ha più volte fatto capire di non vivere nel passato, continuando a voler produrre grande musica sia in studio che dal vivo, e per questo non ci sentiamo di esprimerci in maniera negativa, ma anzi vogliamo sorridere e godere al pensiero che ci siano ancora svariate band che, come loro, riescono a immettere sul mercato lavori maiuscoli e degni di essere proposti in sede live. Perciò, una volta sulla via del ritorno, nonostante i problemi che rischiavano di compromettere il buon esito della serata, l’entusiasmo è stato decisamente d’obbligo.

Setlist:

When We Were Younger
Sacred Blood “Divine” Lies
Lost On The Road To Eternity
Crazy Old Mothers
Without Love
Your Dreams Won’t Die
Peaches And Cream
How Far Jerusalem
Les Morts Dansant
Show Me Your Hands
All England’s Eyes
Vigilante
Don’t Wake The Lion (Too Old To Die Young)
The Spirit
When The World Comes Down

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