09/02/2013 - Mark Tremonti @ Magazzini Generali - Milano

Pubblicato il 15/02/2013 da

A cura di Matteo Cereda
Foto di Francesco Castaldo

La verve compositiva di Mark Tremonti sarebbe da clonare: il chitarrista statunitense negli ultimi anni ha sfoderato capolavori in serie sotto il nome Alter Bridge, senza dimenticare l’ottimo ritorno in scena dei Creed. L’ultimo anno, invece, è servito al talentuoso musicista per dar vita al progetto più ambizioso e personale in veste solista, quell’ “All I Was” in cui, oltre a dar sfoggio della sua abilità chitarristica, Mark si cimenta da protagonista alla voce. Dopo il successo della calata al Tunnel milanese, a soli quattro mesi di distanza Tremonti e la sua band si ripresentano su un palco italiano per bissare il successo ottobrino. Entriamo dunque nei dettagli della gelida serata…

Mark Tremonti

Mark Tremonti

Complice l’orario pre-serale di inizio spettacolo ci presentiamo nel locale alle 20, giusto in tempo per lo spettacolo di Mark Tremonti, perdendo purtroppo l’esibizione della spalla Marco D’Andrea. I Magazzini Generali di Milano, che ospitano l’evento, presentano un buon colpo d’occhio nonostante il recente spettacolo della band americana proprio nella stessa città. Il suono andrà a bilanciarsi nel corso della prima canzone “Leave It Alone”, pur non raggiungendo mai un livello qualitativo eccellente, condizionato dalla resa pastosa delle chitarre e dal volume leggermente basso della voce. Come prevedibile, lo spettacolo è interamente incentrato sul debutto solista “All I Was”, un concentrato di hard rock moderno e metal dalle inflessioni post grunge, in linea con la produzione di Tremonti, dotato di qualità e appeal sufficienti per sfondare dal vivo. L’impatto di pezzi quali “Givin’ Up”, “All I Was” e “Proof” è significativo quanto il coinvolgimento totale della platea, e anche in pezzi piu riflessivi quali “The Things I’ve Seen” la band mostra una buona coesione di fondo. Le note meno liete della serata arrivano innanzitutto sul fronte vocale, con il buon Mark che, co-impegnato alla sei corde, evidentemente fatica a sfoderare una prestazione maiuscola, mostrando cali soprattutto nell’ultima parte dello spettacolo. Oltre al succitato debutto, la band statunitense trova spazio per suonare un paio di inediti rispettivamente a titolo “Gone” e “All That I’ve Got”, inediti che mostrano come la via per il secondo disco sia già tracciata e stilisticamente in perfetta sintonia con il debutto. Prima del finale c’è spazio per l’ottima “Brains”, buona chiusura di uno spettacolo godibile ma tutt’altro che imprescindibile; e non ci si riferisce tanto all’ora e poco più di durata, quanto alla non eccelsa resa tecnica e ancor più alla freddezza dei musicisti sul palco.

 

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