20/02/2005 - Megadeth @ Alcatraz - Milano

Pubblicato il 07/03/2005 da
A cura di Lorenzo Mirani
 
In una freddissima serata milanese di fine Febbraio abbiamo assistito per voi al ritorno sui palchi del biondo Dave Mustaine che, forte di una formazione rimaneggiata, ha costruito insieme ai suoi Megadeth un concerto degno di ben più di una lode, riuscendo pienamente a convincere anche alla prova dal vivo dopo l’ottimo “The System Has Failed”.

MEGADETH

Signore e signori, il re fulvo è tornato. A distanza di quattro anni dall’ultima calata italica, e forte di una formazione tutta nuova di zecca, l’uomo-Megadeth (l’unico ormai rimasto, vista la line-up ampiamente rimaneggiata!) è di nuovo tra noi. Più in forma che mai, dato che nessuno immaginerebbe mai quale infortunio lo abbia bloccato per più di un anno, dato che la sua abilità sulla chitarra sembra addirittura aumentata, per non parlare poi della prestazione vocale, migliore del solito rispetto agli ultimi live-show cui ci aveva abituati. Inutile sottolineare che per quanto riguarda gli altri strumentisti, il signor Dave Mustaine ha scelto degli illustri sconosciuti ma contemporaneamente dei rodati professionisti, dato che il concerto, tirando le somme, è risultato, dal punto di vista tecnico, pressoché impeccabile. Ma andiamo con ordine: è grandissimo l’entusiasmo quando, all’incirca una mezz’oretta dopo l’ottimo show degli opener Diamond Head, i quattro americani si presentano sullo stage attaccando con le note di “Blackmail The Universe” (opener dell’ultimo “The System Has Failed”), seguita a ruota da “Skin O’ My Teeth” e dall’inaspettata (ed accolta dunque con grandissimo entusiasmo!) “Set The World Afire”, che vengono in eseguite di fila una dopo l’altra, senza un attimo di respiro, prima che MegaDave si conceda un attimo di pausa salutando per la prima volta tutti gli accorsi in Alcatraz davvero gremito per l’occasione, quasi unica, di rivedere i Megadeth, considerando le ultime vicende che hanno avuto come protagonista la band americana. Sin dai primi minuti si ha l’impressione che il concerto della band sarà di quelli che resteranno a lungo nella memoria di tutti coloro che si sono recati in questo freddissimo lunedì a Milano (non per ultimo il fatto che il sottoscritto crede di non aver mai assistito ad un concerto con dei volumi così alti, eppure con una sporcizia sonora di fondo sicuramente limitata, considerando l’elevata possibilità di tale rischio in siffatte condizioni); tutto questo è dovuto anche all’esecuzione immancabile, al di là dei soliti classici (delle magnifiche versioni, tra l’altro unite in medley assolutamente ben riusciti, di “Peace Sells”, “Mechanix”, “Holy Wars” e “Hangar 18”), di alcune ‘chicche’ riservate per il set-list eseguito in Italia, come la classica rivisitazione di “Paranoid” e l’esecuzione della stupenda “She-Wolf”, tratta dal sottovalutato “Cryptic Writings”. Completano la scaletta, ovviamente, altri pezzi di punta del repertorio del fulvo Mustaine, tra cui le osannate “Wake Up Dead”, “In My Darkest Hour”, “Symphony Of Destruction”, “A Tout Le Monde” e “Trust”; forse un po’ troppo azzardata, invece, la scelta di estrarre ben sette pezzi dal pur ottimo ultimo “The System Has Failed” (oltre all’opener citata ad inizio report, nella fattispecie “Die Dead Enough”, “Kick The Chair”, “The Scorpion”, “Back In The Day”, “Something I’m Not” e “Of Mice And Men”), che rischiano di allungare un po’ troppo lo spettacolo suscitando evidentemente la noia di alcuni, dato che l’esecuzione di questi pezzi ha visto veramente una scarsissima partecipazione da parte del pubblico. Non ci rimane che dare dunque veramente il bentornato alla stella più rifulgente, ancora oggi come quindici anni fa, del thrash metal made in Bay Area, e rimandare l’appuntamento al prossimo Gods Of Metal, appuntamento che risulta da non perdere, in quando dopo il bentornato si potrebbe già trattare del concerto di addio dalle scene, a quanto si vocifera, per la band americana.

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