08/03/2011 - Mogwai @ Estragon - Bologna

Pubblicato il 14/03/2011 da

A cura di Andrea Lerose

Prima data su due della famigerata band post rock di Glasgow, i MOGWAI, che in un mercoledì sera di marzo giungono in Italia, più precisamente all’Estragon di Bologna, per presentare la loro ultima fatica, “Hardcore Will Never Die,But You Will”.

MOGWAI

Siamo agli ultimi battiti di questo freddo inverno: e in questo semi-freddo mercoledì di marzo, una calda massa di persone (tra gli altri, il collega Emilio Cortese) giunge all’Estragon di Bologna per quello che si preannuncia uno dei concerti più interessanti della stagione, ossia quello dei Mogwai. L’evento, la prima di sole due date (la seconda è a Milano il giorno dopo), chiama a sé davvero tante persone, e il locale è quasi pieno. RM Hubbert, imponente chitarrista acustico-solista, tenta invano di riscaldare la platea che pian piano affolla il capannone: tentativo fallito, in quanto i trenta minuti a disposizione non vengono minimamente ascoltati dal pubblico bolognese, intento ad appoggiare la giacca al guardaroba e a far la scorta di birre per la serata. Sono da poco passate le dieci, ed il pubblico si trasforma: sulle primissime note di "White Noise" cala un silenzio quasi di ghiaccio, per lasciar spazio ad uno dei più potenti muri sonori che il post rock può offrire. Una dopo l’altra si susseguono "Killing All The Flies", "Death Rays", "How To Be A Werewolf" e "San Pedro". Ci si accorge fin da subito che sarà una scaletta maggiormente incentrata sulla nuova produzione, con brani provenienti da "Hardcore Will Never Die, But You will", album che segna il percorso della band, in quanto più secco, incisivo, e più "breve", ma sempre ben dotato di suoni potenti ed avvolgenti. Ed è proprio questo l’effetto che si percepisce entrando all’Estragon questo mercoledì sera: la gente è letteralmente travolta da una band di per sé silenziosa, che sparge poche ma sentite parole di ringraziamento, ma che prosegue nel suo cammino sempre a testa alta, con "I’m Jim Morrison, I’m Dead", "New Path To Helicon", "Rano Pano", "Friend Of The Night" e la coinvolgente "You’re Lionel Richie". Potrebbe bastare all’esausto pubblico bolognese, e invece no: "Hunted By A Freak" e la magnifica "Mexican Gran Prix" segnano la fine del primo enorme blocco. Una pausa breve e i Mogwai tornano per quella che sarà una fine davvero memorabile: "George Square Thatcher Death Party" e la mastodontica "My Father, My King". Venti minuti e passa di puro caos, per una fine che sembra non arrivare mai ma che allo stesso tempo i fan riescono ad ammirare e godere fino al termine della canzone. Una platea stanca ma soddisfatta lascia il locale, testimone importante di un grande concerto. Chi scrive torna a casa senza udito, ma felice, davvero felice. Chi non c’è stato, non sa cosa si è perso.

 

Setlist:

“White Noise”
“Killing All The Flies”
“Death Rays”
“How To Be A Werewolf"
“San Pedro”
“I’m Jim Morrison, I’m Dead”
“New Path To Helicon, Pt.1”
“Rano Pano”
“Friend Of The Night”
“You’re Lionel Richie”
“Hunted By A Freak”
“Mexican Gran Prix”

Encore:

“George Square Thatcher Death Party"
“My Father, My King"

 

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