12/04/2017 - MONARCH + BIRUSHANAH + DOLPO @ Macao - Milano

Pubblicato il 18/04/2017 da

Report a cura di Davide Romagnoli

Rituals, capitolo primo. Ecco come viene presentata questa serata organizzata da Macao, in collaborazione con Lo-fi Milano e Rockvalley Festival, frutto di dedizione, passione e duro lavoro di preparazione e allestimento ad opera delle parti in gioco. Senza ombra di dubbio il risultato si vede: entrare nella cornice del centro occupato milanese ed essere circondati da candele, incensi e luminari nel salone principale, dove si sono esibiti i Dolpo, e spostarsi nella saletta adiacente ritrovandosi in una cornice post-industriale, territorio performativo dei giapponesi Birushanah e dei francesi Monarch, rimane un’esperienza di completo valore. Senza osare eccedere, in ambito socio-artistico, negli elogi dell’underground in favore di un marketing sempre più onnipresente e di ‘pose’ vieppiù importanti di un messaggio di fondo, possiamo però constatare come dei baluardi della programmazione live di questi territori abbiano ancora una volta portato alla luce il lato passionale, sincero ed onesto che dovrebbe far da cardine a tutte queste iniziative. A pochi giorni dalla fine del Salone del Mobile troviamo dunque, a Milano, la faccia opposta delle sue proposte. E, ci permettiamo di dire, decisamente tra quelle più interessanti.

 

 

BIRUSHANAH
Il terzetto giapponese si presenta nella saletta di Macao con tutta la sua mole di entusiasmo e adrenalina. Il compendio live di “Makyo” del 2016 viene portato alla luce (oscura) del Macao nella sua mistura di sferragliate industrial di matrice quasi Einsturzende Neubauten, di tradizione orientale e di musica estrema in un pastiche originale e meritevole di profonda attenzione. Il trio di Osaka incita i presenti a suon di interventi in giapponese che comunque, seppur non compresi, riescono a riscuotere consenso, merito anche dell’entusiasmo e della passione del percussionista Sano, per molti eroe della serata. Le scale nipponiche si mischiano alle tonalità scuola sludge Corrupted e per una quarantina di minuti si assiste ad un tripudio di groove percussivo e sferzate sludge-industrial, in una cornice che di per sé non comporta un perfetto ascolto da parte della band di ciò che sta effettivamente suonando e, per questo, con la sincronia degli strumenti che risulta molto complessa da ottenere. Poco importa a molti dei presenti, intrigati dall’adrenalina della band e dal loro sound inconsueto ed originale.

DOLPO
Molto nota a Milano la formazione emiliana dei Dolpo, probabilmente per una certa loro relazione con le date dei Sunn O))) o dei Phurpa, oltre che per la loro proposta vicina alla tradizione tibetana (distretto della zona nepalese del Karṇālī e considerato come ultimo rifugio dei tibetani), al drone e ad un certo tipo di musica meditativo-esoterica. Il sestetto emiliano regala una performance evocativa di ampio raggio di sonorità, grazie all’ausilio di campane tibetane, flauti, rag dung, ghironda e numerosi altri strumenti etnici, ma pur sempre ancorata ad una dimensione ancestrale ed omogenea, atta ad ammaliare lo spettatore (in molti sono seduti in contemplazione per l’occasione, nelle prime file) e a trasportarlo in una dimensione meditativa e contemplativa. Ancora una volta i Dolpo riescono a fare breccia nel cuore e nella mente dei loro sostenitori e a intrigare piacevolmente coloro che non avevano ancora avuto modo di assaporare le loro musiche.

MONARCH
Il nome di punta della serata appare essere quello dei francesi Monarch, band doom/drone del catalogo Profound Lore, che già avevamo avuto modo di assaporare nel locale milanese Lo-fi qualche anno fa. L’atmosfera della serata porta ad una dedizione, frutto del lato più meditativo offerto in precedenza, ad un’attenzione difficilmente riscontrabile in altre situazioni. La musica proposta dai Monarch non è certamente la più assimilabile, ma nel corso di questa ora scarsa di performance la potenza della band di Bayonne emerge in tutta la sua grandeur espressiva, riuscendo a far raggiungere un climax di evocatività alla serata. Quasi un esorcismo, quello proposto dai Monarch, che dopo tre quarti d’ora di lenta ed inesorabile discesa doom accellerano i tempi nel finale, diventando una band hardcore forsennata e ancora più devastante. “Sabbracadaver” è ancora l’ultimo album prodotto dai francesi e la resa ampiamente rodata si sente in tutto il suo minimalismo, la sua pesantezza ed il suo volume, a cavallo di Discharge, Corrupted e certi Melvins più oscuri. Serata perfetta per l’esibizione, per l’attitudine e per il connubio quasi mistico tra ambiente, musica e spirito.

 

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