05/04/2014 - Morbus Chron + Miasmal + Vampire @ Truckstop Alaska - Gothenburg (Svezia)

Pubblicato il 10/04/2014 da

Mettendo sotto contratto Morbus Chron, Miasmal e Vampire, la Century Media si è recentemente assicurata i servigi di una triade death metal infernale. L’etichetta tedesca non è certo l’ultima arrivata in campo death metal, ma era da parecchio tempo che non la si vedeva puntare così tanto sui giovani e sull’underground. Una mossa tanto furba quanto azzeccata, considerate sia la popolarità di cui il filone è tornato a godere negli ultimi tempi, sia l’effettiva qualità delle band, che già da qualche tempo sono sulla bocca di molti appassionati del panorama europeo. Accumunati dal paese di origine, la sempre mitica Svezia, ma dall’indole e dallo stile profondamente diversi, le tre realtà hanno appena rilasciato – o stanno per rilasciare – i loro rispettivi nuovi album e ognuna di esse sembra essere destinata a mietere ulteriori vittime grazie alla spinta della label e, soprattutto, al valore della musica in essi contenuta. Resasi conto dell’impatto che una tale serie di pubblicazioni potrebbe avere sulla attuale scena underground death metal, la Century Media ha deciso di fare le cose in grande, organizzando una sorta di evento nell’evento, ovvero uno showcase con protagoniste le tre formazioni in questione. Come sede di questo speciale concerto è stato scelto il Truckstop Alaska di Gothenburg, club particolarissimo, a metà strada fra centro sociale e classica sala concerti. Alla serata sono stati invitati testate da tutta Europa – tra cui Metalitalia.com – così come vari esponenti della scena locale come Tomas Lindberg, Anders Bjorler e Martin Larsson degli At The Gates e Ola Lindgren dei Grave. Un buon numero di fan del posto si aggiunge quindi alla combriccola in serata, quando le porte vengono ufficialmente aperte e i gruppi sono pronti per esibirsi on stage…

morbus chron - miasmal - vampire - gothenburg locandina 2014

VAMPIRE

I primi a salire sul palco del Truckstop sono i Vampire, la realtà più giovane fra le tre protagoniste della serata. Stiamo amando il loro omonimo debut album e fortunatamente anche in sede live la band si rivela fresca e compatta, non venendo meno alle alte aspettative creatasi attorno ad essa. A dire il vero, il frontman Hand of Doom sembra ancora bisognoso di un po’ di rodaggio, sia a livello di tenuta vocale, che di tenuta del palco, visto che ogni tanto dà l’impressione di non sapere esattamente cosa fare o come muoversi. Ma, a parte questo, i Vampire centrano il bersaglio: il loro è un set breve e più che mai diretto, concentrato esclusivamente sui pezzi dell’unico disco sin qui pubblicato. Le strutture lineari, le melodie assassine e i riff molto semplici, spesso in odore di Possessed e Merciless, non lasciano campo a troppe riflessioni: quella dei Vampire è musica nata per essere riproposta dal vivo. A maggior ragione in questo contesto, i pezzi convincono sia per impatto che per ispirazione e la gente si esalta, formando file compatte direttamente in prossimità del palco e impegnandosi in un headbanging senza sosta. Con qualche esperienza live in più questi ragazzi diventeranno dei veri assassini.

MIASMAL

I Miasmal, protagonisti di varie date sia in Europa che negli USA nell’ultimo biennio, sono invece già abbondantemente smaliziati. Siamo davanti ad alcuni veterani del circuito metal e hardcore locale e la differenza coi più giovani Vampire è lampante: i Nostri fanno muro sul palco e riversano su un’audience adorante ondate di potenza e volgarità. Li avevamo già ammirati in occasione del Maryland Deathfest 2011 e da allora il quartetto ha fatto diversi passi in avanti: la presenza scenica è migliorata di molto, così come il generale affiatamento tra i musicisti. La vena crust-hardcore presente in alcune delle composizioni dal vivo si fa più robusta e lo stesso si può dire per l’indole del cantante/chitarrista Pontus Redig (anche in Agrimonia e Martyrdöd), che, da persona timida e affabile, sul palco si trasforma in un vero mostro. Lo show è insomma particolarmente serrato e selvaggio, tanto che in alcuni momenti sembra di vedere i Dismember suonare i Motorhead. Il pubblico, come accennato, gradisce sin dal primo minuto e – forse anche perchè si è al cospetto di una formazione nata e cresciuta proprio a Gothenburg – tributa ad ognuno dei membri applausi senza fine. Per i Miasmal, una serata da incorniciare.

MORBUS CHRON

In meno di due anni i Morbus Chron sono cambiati parecchio: dell’evoluzione sonora abbiamo abbondantemente parlato nella recensione del nuovo “Sweven”, mentre in questa sede segnaliamo come i Nostri abbiano lasciato da parte trucchi e orpelli che avevano contraddistinto le loro prime esibizioni live in favore di un approccio più sobrio e “umano”. Make-up e sangue sono già un lontano ricordo: i ragazzi calcano il palco con abiti normalissimi e si dimostrano affabili sin dalle prime battute, a dispetto di un sound che è senz’altro quello più ricercato della serata. Come sempre, dal vivo Robert Andersson lascia la chitarra ad un turnista, dedicandosi solo al cantato, e la scelta si rivela azzeccata, visto che così l’intero gruppo acquista di presa e impatto visivo. Reduce da un mini-tour europeo con i Necrowretch, la band appare particolarmente affiatata questa sera, denotando una maturità in netta espansione, anche sul fronte concertistico. Nonostante il loro “Sweven” sia stato acclamato da più parti e molta della gente (At The Gates in primis, che li hanno scelti come opener del loro prossimo tour) sia qui solo per loro, i ragazzi di Stoccolma non danno l’idea di essere sotto pressione e, anzi, finiscono per interpretare il set con il massimo grado di coinvolgimento e di precisione a livello esecutivo. La scaletta è incentrata sui pezzi più diretti del nuovo album e del debut “Sleepers In The Rift” e ognuno dei presenti pare gradire la scelta: dopo la botta targata Miasmal, serviva uno show di pari intensità. Si entra in pieno territorio Autopsy e il quintetto sfodera tutta la sua ormai risaputa competenza in materia. Davanti a una tale resa sonora, non si può fare altro che applaudire e complimentarsi, ormai consapevoli del fatto che il panorama death metal – non solo svedese – può ora contare su una nuova grande realtà.

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