15/03/2014 - Node – XX° anniversario @ Rock Pub Centrale - Erba (CO)

Pubblicato il 25/03/2014 da

A cura di Lara Pordenone
Fotografie di Bianca Saviane

La serata è di quelle speciali, il ventesimo anniversario di una delle più apprezzate e longeve band del panorama italiano, i milanesi Node! Cinque album, un EP, una storia travagliata quanto avvincente, quella del combo meneghino oggi capitanato da Gary D’Eramo, culminata in questo evento tanto desiderato dalla band quanto unico. La location che ospita la serata è il Rock Pub Centrale di Erba, in provincia di Como, già’ stipato in ogni angolo dalle tantissime persone che hanno risposto alla chiamata per festeggiare degnamente i  cinque thrash-deathster. Andiamo quindi a sentire come sono andate le cose!

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Parte il monologo al bar di Jack Torrance, tratto dal cult-movie di Kubrick “Shining”, che culmina con l’entrata della band sul palco: attaccando con “Redrum”, tratta dall’album “As God Kills”, i Node danno fuoco alle polveri. I suoni iniziali sono perfetti, pesanti e taglienti, e andranno avanti così per tutta la durata dell’interminabile nottata live. La nuova line-up risulta compatta e tecnicamente precisa sul palco, la voce del nuovo singer Sid è stilisticamente completamente diversa da quella dei suoi predecessori, molto più’ death metal/grind, ma a nostro avviso ben rinforza e personalizza la proposta musicale dei cinque. Seguono a raffica “Old Nick” e “Watcher Of A Failed Generation”, tratte anch’esse dal validissimo album uscito per la Massacre Records, “As God Kills”. Il pubblico si scalda al partire di “Shotgun Blast Propaganda”, seppur restando composto e attento all’esecuzione, ma non riesce a tenere ferma la testa soprattutto nelle prime file; gli animi si esagitano quando viene eseguita, subito dopo, “Sacristan Scorn Towards Water” da “Sweatshops” in una nuova versione puramente death-oriented. Segue a ruota senza pausa “Hellywood”, per un inizio set quasi interamente dedicato al pluri-citato “As God Kills”, e qui finalmente arriva una pausa dopo tutta questa violenza sonora. Prende parola dunque un Gary D’Eramo visibilmente emozionato per il valore emotivo della serata, ringraziando gli intervenuti e presentando i primi ospiti, senza però prima dimenticare di concedere un tributo e un doveroso applauso all’unico ex-membro non presente alla serata: Daniel Botti, lo storico e indimenticato ex-vocalist e chitarrista dei Node, non pervenuto a causa dell’eccessiva distanza, dato che vive da anni negli Stati Uniti. E quindi salgono sul palco Marco Di Salvia, batterista del combo per sette anni e ora drummer di Pino Scotto, che prende possesso delle pelli, e Jack Lavatura alla voce, che nel Nodo ha militato per due anni: vengono eseguite “The Outpost” e “The East Ghost”, tratte da quel “Das Kapital”  che li ha fatti conoscere anche fuori dai confini nazionali. L’impatto è di quelli che lasciano il segno: Jack se la cava alla grande sulle parti di Daniel e Di Salvia è letteralmente una macchina da guerra, tanto che riesce alla fine di “The Outpost” a far cadere la cassa del drumkit dalla pedana! Qualche momento di panico sul palco che sfocia giustamente in grosse e sonore risate… Le battute non mancano, in quanto lo show, come ribatte D’Eramo più’ volte durante la performance, è sopratutto un modo per divertirsi e stare tutti insieme, e qui ecco entrare in scena un altro ospite ed ex membro dei Node, Beppe “Rex” Caruso, tagliente cantante degli Ira e dei Node all’epoca di “In The End Everything Is A Gag”, che in coppia con Sid esegue “The White Is Burning”. ‘Rex’ è indiavolato, Sid rincara la dose, possente l’impatto scenico e sonoro: partono i primi accenni di pogo, intensificatisi con i pezzi seguenti, “New Order” (con al basso Gabriel Pignata dei Destrage, anche lui ex componente dei Node, precisamente su “In The End…”) e “When I Believed In God”, con ancora Di Salvia alle drums. Il culmine del concerto viene raggiunto con l’esecuzione della cover di Billy Idol “Rebel Yell”, dove il pubblico canta a squarciagola il ritornello; la partecipazione ora è alta e intensa, spezzata solamente da qualche pausa e qualche problema tecnico prontamente risolto (giustificabile a causa dei continui cambi di musicisti). I Node proseguono con due track tratte dai loro primi lavori, tributando a Steve Minelli, il loro co-fondatore, un lungo applauso: “Children” (dall’album “Technical Crime”) e “Ask” (dal loro omonimo, e primo, EP), durante le quali viene accolto alle pelli lo storico batterista Oinos. A questo punto, Oinos e la band ricordano insieme con commozione un caro amico comune scomparso un anno fa, l’ex-chitarrista di Lacuna Coil e Cayne Claudio Leo: la serata, infatti, viene dedicata a lui con gran sentimento. Nonostante la già passata ora e mezza di spettacolo, i Node non danno segni di cedimento, sfoderando una lucidità e una tecnica notevole, a nostro avviso al di sopra delle precedenti formazioni. Anche quando l’ennesimo ex-drummer Mario Giannini, batterista su “Sweatshops”, sale sul palco e suona una arrabbiatissima “Jerry Mander” non ci sono sbavature, anzi…la tensione rimane alta e giusta per inoltrare al pubblico una versione straordinaria di “History Seeds”, pezzo che apre il succitato album. Da sottolineare lo stile di Sid a reinterpretare le parti di Daniel Botti, con un cantato che ne rispetta le metriche ma che si butta senza paura in una timbrica decisamente più growl, che secondo chi scrive calza benissimo in questo nuovo contesto, interpretando poi con cattiveria e passione estrema anche il loro cavallo di battaglia “As God Kills”, quando la formazione storica prende possesso del palco con l’ingresso di Klaus Mariani al basso e (di nuovo) Marco Di Salvia alla batteria. L’audience canta, poga, applaude…e appare anche una bambola gonfiabile tra i partecipanti, per sottolineare lo spirito goliardico e festoso della manifestazione. I Node chiudono con due pezzi inediti che faranno parte del nuovo album in preparazione, lasciando per ultima “Das Kapital”, eseguita tra gli applausi generali di tutti gli astanti. Gary ringrazia chiunque, discografici, giornalisti e amici con un “ci vediamo tra vent’anni!!”. Band solida e con ancora molto da dire in futuro, questi Node-nuova-era ci hanno fatto un’impressione più che positiva. Tutti sappiamo quali problemi abbiano dovuto affrontare e superare, eppure i Nostri sono ancora qui a dire la loro e a crederci con convinzione estrema. Un aspetto che non è mai mancato a questa band in tutti i loro cambi di formazione è la qualità, merito sicuramente di una costante ricerca fatta da un musicista, che di nome e cognome fa Gary D’Eramo, che da un ventennio mette la passione e la perseveranza davanti ad ogni altro obiettivo. Auguri Node, ci vediamo tra vent’anni!

Setlist:
Redrum
Old Nick
Watcher Of A Failed Generation
Shotgun Blast Propaganda
Sacristan Scorn Towards Water
Hellywood
The Outpost
The East Ghost
White Is Burning
New Order
When I Believed In God
Rebel Yell (cover Billy Idol)
Children
Ask
Jerry Mander
History Seeds
As God Kills
No Reason
Das Kapital

 

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