16/07/2013 - ORANGE GOBLIN + STONER KEBAB + GUM @ Cycle Sound - Calenzano (FI)

Pubblicato il 18/07/2013 da

Quando si parla di “botte di posteriore”, i metallari fiorentini avranno sicuramente a ricordare la sera dello scorso 16 luglio, perché – di rimbalzo dall’annullamento della data bolognese – hanno potuto ammirare a due passi da casa i grandi Orange Goblin, gruppo seminale (e longevo) della scena stoner europea. Dal momento che non è mai bello farsi mancare qualcosa, riportiamo volentieri che l’entrata costava soli 10 euro, che il locale (Cycle Club, Calenzano – FI) ha messo a disposizione una birra gratuita a testa per i primi 30 ad entrare e che i gruppi di supporto (Gum e Stoner Kebab) erano il meglio che la scena locale offriva per l’occasione. Leggete e fatevi un’idea, non solo della qualità live degli Orange Goblin, ma anche della bontà di alcune realtà nostrane.

ORANGE GOBLIN - Band - 2013

GUM

Originariamente un trio, divenuti in seguito un quartetto, probabilmente non molti di voi conosceranno questi ragazzi ed è un peccato. Il loro sludge è tanto viscerale nelle passioni, quanto pesante nelle intenzioni, oltre che eseguito magistralmente. Si tratta di un suono in qualche modo classico, ma molto personale nella mera espressione: potete immaginare il tutto come un ipotetico, fluido incontro tra i Crowbar più robusti in “botta” perenne e certa psichedelia morriconiana, polverosa e sudata, con il chiaro intento di mirare allo scontro, piuttosto che alla sintesi. La loro musica, infatti, non si concede soste nell’alternare questi due paradigmi portanti e stordisce il pubblico tanto con riffoni mastodontici (dal curioso e sincero sapore sudista, più che europeo) quanto a colpi di “cartoncini” sonori (si, dai, stiamo parlando di “acidi” in forma musicale, ndR). Come se non bastasse, nonostante sembrino dei “pericolosi sostenitori del degrado assoluto”, sul palco sanno starci con grande attitudine, diremmo proprio professionale: zero chiacchiere, zero pose, tutta greve sostanza che materializza un flusso continuo di canzoni. Finita una, ne comincia un’altra, e questo per tutta la durata della loro esibizione. Il pubblico, già avvezzo a questo tipo di attenzioni, si lascia coinvolgere senza problemi da quello che è un gruppo certamente maturo per esordire sul lunga distanza. Un plauso va certamente al batterista, che trascina poderosamente il gruppo “tenendolo per i capelli”, come un Homo Erectus farebbe con la propria compagna, e a tutti coloro che sono coinvolti nella scrittura dei pezzi, tanto organica e bilanciata da essere immediatamente apprezzabile anche in sede live.

STONER KEBAB

Da Prato, dinoccolati e dotati del perfetto physique du role per il genere, gli Stoner Kebab non sono certo venuti per scherzare. La loro musica è un poco meno fisica rispetto a quella dei Gum ma ha altre peculiarità, essendo decisamente affine a quel tipo di stoner che volge lo sguardo al doom. Si tratta di un suono tanto avvolgente quanto latore di gravoso coinvolgimento, anche se non del tutto rallentato come si potrebbe pensare: se, da un lato, si può incappare in ragionevoli momenti di fumosa e strascicata litania, dall’altro è frequente imbattersi in passaggi più sostenuti, che hanno il pregio di ravvivare e dare profondità alla loro rappresentazione. Gli elementi che risaltano maggiormente sono il lavoro delle chitarre, sempre in grado di spaziare tra più soluzioni (dall’immancabile paradigma sabbathiano, passando per gli anni 90, finendo a certe lontane eco della scena death-doom inglese di fine anni 80), e la doppia presenza vocale, adoperata maggiormente rispetto al passato e capace di creare un dialogo costruttivo tra rauche nenie e sferzate acide; il risultato è un pubblico ammaliato ed oscillante concordemente alle basse frequenze della band. Ricordiamo che poco più di un mese fa è stato pubblicato il loro nuovo album, “Simon”.

ORANGE GOBLIN

Com’era naturale che fosse, alla fine si palesano anche gli attesissimi Orange Goblin, vera e propria istituzione dello stoner europeo in tour a supportare l’ultima fatica “Eulogy For The Damned” (fuori da un anno e mezzo, a onor del vero). Nonostante avessero un membro, il chitarrista Joe Hoare, “infortunato” (per “avaria” ad un non precisato tendine della gamba destra) e costretto a suonare seduto, gli Orange Goblin hanno mostrato per tutta la sera una grande presenza scenica, incarnata principalmente nella figura del colossale cantante Ben Ward. La scaletta è completa e, nella sua durata superiore all’ora e venti, mostra tutta l’evoluzione del sound dai tempi di “Time Travelling Blues”, da cui hanno suonato la titletrack (particolarissima), fino all’espressione odierna, decisamente più orientata verso un suono stoner europeo classicamente novantiano e, quindi, connesso a doppio filo con gli anni settanta. Pezzi come “The Filthy & The Few” hanno reso evidente questo concetto e fotografano fedelmente la performance della band: sempre sopra le righe, è capace di inondare il locale di muscolose vibrazioni elettriche, a cavallo delle quali il cantante ha incessantemente strillato, agitato, coinvolgendo il pubblico alla grande e risultando, infine, il grande mattatore della serata. La conclusione dello spettacolo viene degnamente affidata a quel tripudio di riff mid-sabbathiani che è “Red Tide Rising”, capace con le sue ritmiche galoppanti di assestare l’ultimo esaltante colpo del gruppo. Unica nota negativa della serata è legata al guasto dell’impianto di condizionamento, con conseguente creazione di “microclima” invivibile all’interno al Cycle Club: chiaro che situazioni del genere possono capitare, ma ci stiamo ancora domandando perché non si potessero aprire le varie porte della sala… Vabbè, alla fine, senza copioso sudore che metallari saremmo?

3 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.