12/04/2013 - Pain Of Salvation + Anneke Van Giersbergen + Arstidir @ Magazzini Generali - Milano

Pubblicato il 17/04/2013 da

A cura di Matteo Cereda
Fotografie di Francesco Castaldo

Per il nuovo tour, Daniel Gildenlow e i suoi Pain Of Salvation non si accontentano del solito spettacolo, ma imbastiscono qualcosa di eccezionale, facendoci sentire a casa loro grazie ad un palco allestito a mo’ di appartamento con tanto di divano, poltrone, mobili e tappezzeria a rendere l’atmosfera particolarmente calda ed accogliente, in perfetta linea con lo spettacolo semi-acustico del gruppo svedese!

pain of salvation-tour-2013


ARSTIDIR

Siamo in pieno orario aperitivo allorché Daniel Gildenlow inizia la serata accogliendo un pubblico ancora ridotto ai minimi termini su un palco, come detto poc’anzi, allestito in pieno stile appartamento retrò, caratterizzato da una vistosa tappezzeria, mobilio in stile ’60-’70 e quadri sparsi, tra cui spicca il volto di Jimi Hendrix. Il monologo dell’artista svedese viene interrotto dal suono del campanello che introduce l’ingresso in scena di Ragnar Ólafsson, leader e chitarra baritona degli Arstidir, con la quale eseguirà una profonda versione acustica di “Road Salt” dei Pain Of Salvation. Al termine del pezzo, il resto degli Arstidir si catapulta sul palco e Daniel lascia la scena alla singolare band islandese. Il sestetto nordeuropeo comprende tre chitarre acustiche, un violoncello, un violino elettrico e le tastiere, oltre a coinvolgere tutti i membri nelle parti vocali, inscenando a tratti dei veri e propri intrecci corali di grande effetto. Difficile descrivere nella mezz’ora a disposizione la musica degli Arstidir: un mix dalle molteplici sfumature davvero personale, che ingloba influenze progressive rock, folk, ambient, e in cui perlopiù sognanti linee vocali si amalgamano alla perfezione con il clima intimo creato dal tappeto di tastiere e chitarre, senza dimenticare il fondamentale apporto di violoncello e violino in grado di donare al sound una profondità unica. Lo spettacolo scorre gradevole, nonostante le canzoni in lingua madre non siano propriamente di impatto immediato, grazie anche ai cambi di tempo che variano il tema e l’intensità della proposta. L’ingresso in scena dell’ospite Anneke Van Giersbergen, per dar vita ad una riuscita versione di “Everwake” (Anathema), rappresenta sicuramente uno dei picchi di un antipasto curioso e salutato con entusiasmo da un pubblico che pian piano aumenta in sala.

 

ANNEKE VAN GIERSBERGEN
Più semplice e tradizionale, il successivo spettacolo della sempre incantevole Anneke Van Giersbergen: la cantante olandese si presenta sul palco sola, accompagnata unicamente dalla sua chitarra acustica, per dar vita ad una manciata abbondante di canzoni tratte da tutto il  repertorio della sua carriera. Si passa dai The Gathering (“My Electricity” e “Locked Away”) agli Agua de Annique (“4 Years” e Beautiful One”), ed è impressionante come basti la splendida voce di Anneke ad ammaliare l’intera platea, letteralmente impressionata dalla tecnica, dalla dolcezza e dalla sensualità vocale della singer ‘orange’. Il finale è di quelli da ricordare, con una versione ‘strappa-boxer’ di “Circles” (direttamente dal suo ultimo disco solista “Everything Is Changing”) ed una personale “All I Want Is You” degli U2. Gli applausi, manco a dirlo, si sprecano ed un pubblico in estasi inizia ad inneggiare ai Pain Of Salvation.


PAIN OF SALVATION

A calcare per primi il palco dei Magazzini Generali milanesi sono il leader Daniel Gildenlow e il chitarrista-cantante Ragnar Zolberg che, dopo una breve introduzione, danno il via alle danze con l’inedito “Falling Home”, pezzo acustico in chiave ’70 sulla scia di certo repertorio degli ultimi “Road Salt”. Il resto della band non si fa attendere e diventa protagonista nell’esecuzione della successiva “Diffidentia”. Lo spettacolo dei Pain Of Salvation, come accennato nelle prime righe, è qualcosa di estremamente diverso da quanto siamo abituati a sentire da Daniel e soci. La band svedese in carriera ha già affrontato con grande successo la parentesi semi-acustica, ma per questo nuovo tour le canzoni proposte sono quasi tutte diverse rispetto agli spettacoli del 2003-2004, o comunque sono riarrangiate diversamente. Certo, rivisitare in veste acustica la struttura di brani anche molto complessi, originariamente concepiti per un’esecuzione diversa, non è impresa facile e in qualche circostanza, come la succitata “Diffidentia” e “Disco Queen”, il risultato è parso decisamente inferiore alla concezione primitiva del brano; tuttavia dobbiamo riconoscere che nella maggior parte dei casi i Pain Of salvation se la sono cavata alla grande, presentando delle versioni credibili delle proprie canzoni. “Linoleum” ad esempio è parsa estremamente efficace, così come la Morriconiana “To The Shoreline”, oppure “Stress”, eseguita in un’incredibile versione swing-jazz. Più scontati, se vogliamo, i successi di “Ashes” e “Second Love”, mentre tra gli episodi più intensi dell’intero spettacolo va ricordata senza dubbio l’esecuzione di “Iter Impius”. Durante lo show, trovano posto anche un paio di cover: “Help Me Make It Through The Night (Kris Kristofferson), baciata dalla presenza di Anneke a duettare sul divano con Daniel, e una particolarissima e stravolgente versione swing-jazz del classico “Holy Diver” (Ronnie James Dio). Nel finale, dopo una “Spitfall” un po’ forzata nel prolungato rappato della strofa, trova posto un’incredibile versione della splendida “The Perfect Elements”. Dopo una breve pausa è ancora tempo di una cover con l’ottima “Dust In The Wind” dei Kansas, prima del gran finale con la trascinante “Chain Sling” e una “1979” trasformata in un vero e proprio inno, con l’ingresso in scena di tutti i musicisti a supportare Daniel nel maestoso coro. Qualche canzone in più, per aumentare l’ora abbondante di spettacolo, non avrebbe guastato, ma nel complesso i Pain Of Salvation ci hanno regalato un’esibizione di ottima fattura con il consueto connubio di emozioni e tecnica a farla da padrone: i fan hanno potuto godere di uno show singolare che difficilmente avranno l’opportunità di rivedere in futuro!

 

3 commenti
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