31/03/2011 - Paradise Lost + Ghost – Londra @ London Forum - Londra (Gran Bretagna)

Pubblicato il 05/04/2011 da

Report a cura di Luca Pessina

La moda di proporre un album della propria discografia live per intero contagia anche i signori del gothic metal Paradise Lost. Per promuovere l’uscita di una nuova edizione di “Draconian Times” – indubbiamente il loro disco più famoso, avendo venduto ben oltre un milione di copie dal 1995 – il gruppo inglese ha infatti deciso di organizzare un mini-tour europeo con una setlist totalmente incentrata su quest’ultimo (più i bis). Inoltre, la data di Londra è stata scelta per essere filmata per la futura realizzazione di un ennesimo DVD, che presumibilmente vedrà la luce il prossimo anno. Date le premesse, non è una sorpresa vedere il Forum praticamente sold out: questa serata speciale ha infatti richiamato fan da vari angoli d’Europa, accorsi nell’area di Kentish Town già dalle prime ore del pomeriggio.

GHOST

Non siamo dei fan dei Ghost. Onestamente, li troviamo un bel po’ sopravvalutati. Tuttavia, seguiamo il loro show con un discreto interesse. Dopo tutto, il gruppo svedese ci sa fare: gli strumentisti si presentano sul palco incappucciati, mentre il frontman appare come una sorta di Papa malefico, con la sua tunica sgargiante e la tiara. Il palco viene tenuto con una certa sicurezza e il pubblico pare apprezzare non poco l’hard rock vecchio stampo misto a classic metal alla King Diamond dei nostri. Si vede che i Ghost hanno preparato le loro esibizioni dal vivo con grande cura: i movimenti sono ben studiati, l’esecuzione fedele a quanto udibile su "Opus Eponymous"… in generale, tutto ha un che di teatrale o comunque risulta assai poco improvvisato. Complice anche il grande palco del Forum, lo show assume quindi toni di un certo spessore. Persino la strumentale "Genesis" riscuote consensi, segno che non sono solo le pose e i vocalizzi del frontman a irretire gli astanti. In sintesi, i Ghost riescono a destare l’attenzione e, almeno in apparenza, se ne vanno portando a casa ampi consensi…

PARADISE LOST

Dopo un cambio palco non troppo lungo, è ovviamente "Enchantment" ad aprire la performance dei Paradise Lost. La band si presenta come sestetto, con Milly Evans dei Terrorvision alle tastiere e backing vocals, scelta che ben presto si rivelerà più che azzeccata. È infatti noto da qualche tempo che il punto debole dei nostri in sede live è il buon Nick Holmes, capace di alternare prestazioni sontuose ad altre assolutamente approssimative e/o svogliate; quindi, la presenza di una voce in più sul palco non può che fare bene, soprattutto in una serata come questa, dove poco o niente può essere sbagliato. Evans, in effetti, si rende subito protagonista di un lavoro egregio: non solo perchè aiuta Holmes (comunque più in forma rispetto a certe prove recenti) in numerosi chorus, mettendo questi ultimi maggiormente in evidenza, ma anche perchè suona effettivamente le tastiere, che ai concerti dei Paradise Lost sono solitamente pre-registrate. Già questi due aspetti contribuiscono a rendere l’avvio dello show piuttosto esaltante o comunque più curioso del solito, dato che si tratta tutto sommato di novità sia per il gruppo che per i fan. Il meglio, tuttavia, arriva a partire da "Elusive Cure". Se infatti i pezzi della prima parte di "Draconian Times" hanno più o meno sempre trovato posto nelle setlist dei tour degli ultimi anni, lo stesso non si può certo dire di quelli inclusi nella seconda parte, che in alcuni casi sono stati suonati soltanto nel corso del primissimo tour di supporto all’album, sedici anni fa. Tra questi, fa realmente un’ottima impressione "I See Your Face", traccia che se cantata bene – come in questo caso – ha tutte le carte in regola per diventare un cavallo di battaglia delle esibizioni dal vivo: epica, groovy e con delle linee vocali irresistibili. Senza dubbio fra le cose migliori dei Paradise Lost d’annata. La riproposizione di "Draconian Times", insomma, scorre via senza intoppi, infiammando la folla come ai vecchi tempi (o forse anche di più, considerata l’importanza dell’evento), la quale urla ogni singola parola e accende persino piccoli focolai di pogo. I frettolosi ringraziamenti e saluti al termine di "Jaded" non convincono nessuno e non è una sorpresa vedere la band tornare sul palco un paio di minuti dopo sulle note introduttive della title track dell’ultimo album, "Faith Divides Us – Death Unites Us". Questo ennesimo brano anthemico – il cui chorus viene cantato da fan vecchi e nuovi – avvia una prima sessione di bis di cui fanno parte anche l’immortale "True Belief", che ci fa davvero venire la pelle d’oca, e le immancabili "One Second" e "Say Just Words", sorrette come sempre dai battimani del pubblico all’altezza dei passaggi più ritmati. Quindi ancora dei saluti e infine un nuovo rientro in scena per quella che sarà l’ultima parte dello show. Si parte con "The Rise Of Denial", un altro dei pezzi migliori dell’ultima opera in studio, e si procede poi con il brano di culto "Sweetness", che oggi probabilmente il gruppo si pente di averlo utilizzato soltanto come b-side nel lontano 1994. "Sweetness", in effetti, è una delle tracce migliori di quel periodo dei Paradise Lost, eppure venne inclusa esclusivamente nell’EP "Seals The Sense". Un vero peccato, anche se i veri fan dei nostri la conoscono e apprezzano tanto quanto le canzoni contenute negli album ufficiali. Non a caso, è un vero boato quello che accoglie il giro di chitarra iniziale… ed è altrettanto rumoroso lo sgomento con cui molti astanti notano il vistoso errore del batterista Adrian Erlandsson nella parte centrale, che porta quasi la band a fermarsi completamente. Non ci voleva, soprattutto durante uno show filmato per un DVD, ma la band non fa drammi (almeno davanti al pubblico) e porta a termine lo spettacolo riattaccando subito con la monumentale "As I Die", che a distanza di diciotto anni dalla sua pubblicazione è ancora una delle canzoni più celebri e richieste del repertorio. Lo show si chiude dunque qui, fra una generale soddisfazione e un po’ di rimpianto per quanto accaduto durante "Sweetness". Chissà che cosa i nostri si saranno detti nel backstage… i fan, comunque, hanno apprezzato e probabilmente per molti di loro sarà un vero piacere rivedere la prestazione in DVD non appena quest’ultimo verrà reso disponibile.

Setlist:

Enchantment
Hallowed Land
The Last Time
Forever Failure
Once Solemn
Shadowkings
Elusive Cure
Yearn For Change
Shades Of God
Hands Of Reason
I See Your Face
Jaded

———-

Faith Divides Us – Death Unites Us
True Belief
One Second
Say Just Words

———-

The Rise Of Denial
Sweetness
As I Die

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