02/11/2009 - Paradise Lost + Katatonia @ Carling Academy - Londra (Gran Bretagna)

Pubblicato il 08/11/2009 da

A cura di Luca Pessina

Sull’onda del grande successo che sta riscuotendo il nuovo "Faith Divides Us – Death Unites Us", i Paradise Lost hanno dato il via al nuovo tour mondiale con un tour britannico che ha naturalmente fatto tappa anche a Londra. Di supporto ai padri del gothic metal, un ospite d’eccezione come i Katatonia (tra le band che negli anni ’90 più vennero influenzate dalle opere di Nick Holmes e compagni), oggi appena tornati sul mercato con l’attesissimo "Night Is The New Day" e ansiosi di iniziare a promuoverlo dal vivo. Infine, come opener del "pacchetto", gli svedesi Engel, che però questa sera non siamo riusciti a seguire perchè impegnati in un paio di interviste con le band principali proprio mentre i nostri erano on stage.

KATATONIA

Avendo ancora negli occhi e nelle orecchie la terribile performance offerta al Summer Breeze (letteralmente ai limiti della decenza), ammettiamo di aver nutrito un certo timore prima che le luci si abbassassero e che i cinque svedesi arrivassero sul palco. Sono però bastate un paio di canzoni, tra l’altro baciate da dei suoni all’altezza della situazione, per tranquillizzarci a dovere: lo show al Summer Breeze a quanto pare era stato solo un incidente di percorso. I Katatonia questa sera sono infatti apparsi in forma e ben affiatati. Jonas Renkse ha ritrovato la sua voce, si è espresso al meglio e ha condotto le trame confezionate dai suoi compagni con esperienza ormai consumata. Con tutta probabilità non sarà mai un grande frontman – è decisamente troppo timido – ma come cantante il nostro sta continuando a fare passi da gigante e stasera lo ha dimostrato alla grande. Davvero pregevole la sua prova, così come quella di Daniel Liljekvist alla batteria e di Anders Nystrom alla chitarra solista e alle backing vocals. Piuttosto prevedibile, ciò nonostante assolutamente gradevole, la setlist: accanto a numerosi estratti da "The Great Cold Distance" (ottima "Consternation"), il quintetto ha proposto la nuova "Forsaker" e, in chiusura, la datata "Murder", durante la quale Renkse è di nuovo sembrato assai a suo agio con il growl. Missione compiuta, insomma… lo scempio al quale avevamo assistito l’estate scorsa in Germania è stato cancellato!

PARADISE LOST

Per chi scrive, un concerto dei Paradise Lost non è più un vero e proprio evento da un po’ di anni. Avendoli visti esibirsi praticamente in tutte le situazioni possibili e immaginabili, il sottoscritto fa ormai fatica a esaltarsi propriamente. Tuttavia, ciò non gli impedisce certo di continuare ad apprezzare le qualità della band, che, così come su disco, dal vivo è ancora capace di regalare grandi emozioni nonostante la carriera ormai ventennale. Dello show di questa sera, ad esempio, va segnalata in primis la performance del nuovo arrivato Adrian Erlandsson alla batteria. Avendo un bagaglio prettamente extreme metal dalla sua (At The Gates, Cradle Of Filth, The Haunted…), il drummer svedese è infatti riuscito a donare ai pezzi dei Paradise Lost un tiro e una solidità praticamente inediti. Non avevamo mai sentito una "Pity The Sadness" tanto incisiva prima d’ora e lo stesso discorso va allargato a tracce come "Eternal" o "Requiem", che in una Academy letteralmente stra-piena hanno scatenato un pogo d’altri tempi. Inoltre, si è rivelata azzeccatissima anche la recente scelta di Greg Mackintosh e Aaron Aedy di adottare delle chitarre a sette corde: i momenti heavy del repertorio sono diventati molto più pesanti, tanto che a livello di impatto complessivo in alcuni passaggi ci è quasi sembrato di avere di fronte un gruppo thrash-death. Un po’ meno poderosa, invece, la prova di Nick Holmes al microfono, ma ormai è cosa nota che il frontman sia solito alternare serate di grazia ad altre nella media. Nel complesso, comunque, lo show dei Paradise Lost è risultato molto divertente, anche perchè ben bilanciato tra vecchio e nuovo materiale. A proposito di quest’ultimo… se avete apprezzato "Faith Divides Us – Death Unites Us", cercate di non lasciarvi sfuggire le date italiane dei nostri: brani come "The Rise Of Denial" e "I Remain" dal vivo acquistano un’ulteriore marcia in più!

Setlist:

The Rise Of Denial
Pity The Sadness
Erased
I Remain
As I Die
Eternal
The Enemy
First Light
Enchantment
Frailty
One Second
Forever Failure
Requiem
—————
Faith Divides Us – Death Unites Us
The Last Time
Say Just Words

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