12/03/2003 - Paradise Lost + Within Temptation + Tapping The Vein @ Transilvania Live - Milano

Pubblicato il 19/03/2003 da

Abbiamo assistito alla recente calata italica dei gothic god Paradise Lost,  protagonisti di un ottimo show al Transilvania Live di Milano con gli olandesi Within Tempation, al primo concerto italiano della loro storia, e con i Tapping The Vein, giovane band statunitense che ha da poco realizzato il proprio disco d’esordio…

TAPPING THE VEIN

I Tapping The Vein sono la classica band che non riesce a farsi apprezzare troppo dal vivo: la loro frontgirl ha una voce molto particolare e le loro composizioni, pur lineari, non hanno quasi mai quel ritornello, quella melodia e, soprattutto, quell’impatto che in sede live dovrebbe catturare chi non ha mai ascoltato prima la loro musica. Sono senza dubbio musicisti validi, ma il loro dark rock, ora come ora, vista anche la loro scarsa esperienza on stage, rende forse molto di più su disco. Questa sera hanno presentato alcuni brani tratti dal loro debut album e, nonostante il pubblico fosse già discretamente numeroso, non hanno mietuto particolari consensi anche se le prime file hanno comunque tributato loro i dovuti applausi. Non del tutto disprezzabili, ma da rivedere e risentire in altra sede.

WITHIN TEMPTATION

Bellissimo concerto invece quello dei Within Tempation, i quali, capitanati dalla solita bravissima Sharon, hanno proposto sette dei loro brani migliori tra cui “Ice Queen”, giustamente posto in chiusura! E’ stata presentata anche una nuova composizione, ancora senza titolo, la quale non mi è parsa particolarmente distante dal materiale contenuto in “Mother Earth”. Senza sbavature l’esecuzione della band, e semplicemente perfetta la prova di Sharon, che ha dimostrato di essere una delle frontgirl più dotate attualmente in circolazione e di meritare senza dubbio maggior considerazione. Il pubblico, dal canto suo, non ha cessato un secondo di incitare la band che è apparsa molto soddisfatta dei responsi ottenuti. Uno show soddisfacente sia per Sharon e compagni che per i presenti, quindi… e sono convinto che non sarà certo l’ultimo dalle nostre parti per la band olandese.

PARADISE LOST

In tour in Italia nonostante il loro ultimo album, “Symbol Of Life”, si trovi qui solo di importazione (e quindi a prezzi davvero poco convenienti), i Paradise Lost hanno dimostrato per l’ennesima volta di essere ancora una validissima band live e, visto l’inaspettatamente numeroso pubblico accorso stasera, di essere ancora nei cuori di tanti gothic fan italiani, al di là di qualche recente mezzo passo falso. Nick Holmes e soci hanno attaccato con la coinvolgente “Isolate” per poi passare in rassegna tutti (o quasi) gli episodi migliori degli ultimi album, prediligendo, ovviamente, l’ultimo lavoro ma dimostrando anche di essere ancora legati ai loro vecchi dischi come “Draconian Times”, da cui sono state estratte “Enchantment” ed “Hallowed Land”, e “Shades Of God”, con l’immancabile “As I Die”, forse il brano più celebre della band albionica. Il ritmo durante il concerto è stato altissimo, i nostri hanno infatti evitato lunghe pause, suonando un brano dopo l’altro senza alcuna sosta e mettendo in mostra un coinvolgimento e una partecipazione a dir poco inaspettate. Purtroppo il concerto è stato a mio avviso un po’ breve: avrei infatti gradito l’esecuzione un paio di brani in più, tra cui il classico “True Belief” (che era stato suonato ad agosto Summer Breeze), ma non ho comunque troppo da lamentarmi visto che i due bis proposti, “Say Just Words” e “One Second”, mi hanno lasciato ugualmente soddisfatto. Nonostante le loro prove in studio non siano state ultimamente molto ben accolte, i nostri, almeno dal vivo, continuano a dar prova di essere una band leggendaria e meritevole della considerazione e del rispetto di tutti gli appassionati. In fin dei conti stiamo parlando di una delle band più influenti della scorsa decade. Avanti così, Paradise Lost.

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