19/10/2025 - PENDULUM + ALT BLK ERA @ Alcatraz - Milano

Pubblicato il 22/10/2025 da

La contaminazione del metal con l’elettronica non è certo una novità in senso assoluto – dai capostipiti dell’industrial a fenomeni più recenti come Enter Shikari ed Electric Callboy, passando per gli innumerevoli sottogeneri che hanno aggiunto la potenza dei synth alle chitarre – ma poche band hanno saputo spingere questa commistione agli estremi come i Pendulum, capaci di portare avanti la lezione dei The Prodigy nell’offrire uno spettacolo in grado di unire rave party e moshpit.

Se l’esordio di vent’anni fa (“Hold Your Colors”) era ancora molto legato alla drum ‘n’bass, con i successivi “In Silico” e “Immersion” il quartetto australiano ha saputo conquistare i favori del pubblico rock e metal grazie anche alle collaborazioni con diversi artisti di questo genere (celebre il loro featuring degli In Flames su “Self VS Self”); un sodalizio confermato con l’ultimo “Inertia”, in cui figurano tra gli altri Bullet For My Valentine e Wargasm.
E proprio l’uscita del quarto album, dopo una lunga pausa discografica, rappresenta l’occasione per vederli di nuovo in azione sui palchi dell’Alcatraz di Milano, dove mancavano dal lontano 2010; anche se erano tornati in Italia poco più di un anno fa, nella pittoresca cornice dello Sherwood Festival di Padova, lo storico club milanese risulterà comunque ben affollato durante l’esibizione degli headliner, anche se nel momento in cui sale sul palco il gruppo di supporto si presenta ancora mezzo vuoto.
Partiamo dunque nel racconto della serata dalle Alt Blk Era, giovane duo tra i principali esponenti – insieme a Nova Twins e ai già citati Wargasm – della Nu Gen d’oltremanica, ovvero quella corrente musicale che mescola rock/alternative, elettronica e hip hop…

Sono le 20.15 in punto quando salgono sul palco le ALT BLK ERA, ovvero le due sorelle cantanti Becket-Messam con il supporto di un batterista e un chitarrista live. Quest’ultimo, in particolare, risulta particolarmente scenografico, ma la sua chitarra si sente poco sotto il wall of sound di basi elettroniche che costituisce l’ossatura dei pezzi, in linea con il mood danzereccio della serata.
Superata un po’ di diffidenza iniziale, ed aggiustato meglio il mix all’inizio un po’ impastato, a partire dalla seconda canzone, “Rave Immortal”, si scatena la bolgia a colpi di synth scanditi dalle due frontwomen, come se stessimo assistendo in diretta ad un reboot in salsa woke dei The Prodigy.
Nyrobi (in total white) si conferma la più spigliata delle due sorelle, incitando il pubblico e sputando barre come Missy Elliot, mentre Chaya (in total black) risulta più timida ma egualmente efficace nelle sue linee vocali pulite.

L’accoglienza un po’ timida del singolo “My Drummer’s Girlfriend” (il cui ritornello viene fatto cantare dal pubblico senza però troppa partecipazione) non frena il dinamico duo, che sul finale scatena il locale con qualche vecchio trucco (tutti giù per terra prima del salto liberatorio, dito medio alzato in aria, etc.), chiudendo in bellezza la mezz’ora a loro disposizione.
L’uso massiccio delle basi e un po’ di acerbità dal vivo rappresentano i limiti principali della loro esibizione, comunque divertente nel complesso e utile a farsi conoscere dal pubblico nostrano. A concerto finito, mentre i roadie sono intenti a smontare il palco, Nyrobi scende in transenna a distribuire adesivi della band con annesso QR code, segno che le ragazze hanno ancora la giusta umiltà e voglia di fare. L’impressione è che sentiremo ancora parlare di loro.

Un concerto dei PENDULUM è sempre un qualcosa da ricordare e, anche se la location indoor forse si presta meno al loro rituale collettivo, possiamo comunque parlare di uno spettacolo abbastanza unico nel suo genere. Allo spegnimento delle luci veniamo infatti proiettati in un disco club, con un impianto luci e ritmiche EDM martellanti degne della migliore Zarro Night, sebbene quella che si pone davanti ai nostri occhi sia la classica formazione di un concerto rock/metal (cantante, due chitarre, basso e batteria).
Allo stesso modo, a partire dall’iniziale “Napalm”, assistiamo alle classiche scene di pogo e moshpit nelle prime file, ma è praticamente tutto il locale (compresi i palchetti posti ai lati e le terrazze rialzate) a saltare senza sosta, a maggior ragione quando la band ripesca dal suo catalogo vecchie hit come “Propane Nightmares” o “Granite”.

Il frontman e mastermind Rob Swire, che alterna i pezzi con la chitarra a quelli solo al microfono, si conferma in forma smagliante e mattatore della serata, ma allo stesso modo il bassista/MC Gareth McGrillen intrattiene gli astanti tra pose plastiche ed inviti a fare casino, così come il chitarrista Peredur ap Gwynedd.
Peccato per l’assenza del DJ Paul Harding – se c’era era nascosto bene nelle retrovie – al punto che le tastiere comunque presenti sul palco vengono suonate dal solo Rob durante l’esecuzione di “Voodoo People”, brano dei Prodigy remixato dai Pendulum con la collaborazione di Tom Morello, che anche stasera fa tremare le pareti di un Alcatraz non pienissimo ma comunque vibrante in ogni sua mattonella.
La scaletta incentrata per metà sull’ultimo disco regge bene il confronto con la produzione più datata – per quanto faccia un po’ senso sentire la voce di Matt Tuck dei Bullet For My Valentine o dei Wargasm in base durante l’esecuzione di “Halo” e “Cannibal” – ma come prevedibile il delirio maggiore si scatena quando vengono ripescate le hit di maggior successo quali “The Island – Pt.1 (Dawn)”, “Witchraft” o “Watercolour”, queste ultime strategicamente tenute per l’ultima parte di show e cantate a gran voce da tutto il pubblico in un tripudio di battimani.
Il gran finale con “Tarantula”, unico encore ripescato dal disco di debutto, fa calare il sipario su una serata a suo modo memorabile, autentico crocevia tra rock duro e drum ‘n’bass: per qualcuno una contraddizione in termini, per altri (compreso chi scrive) un inno alla gioia a colpi di big beat.

ALT BLK ERA

PENDULUM

 

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