Il 27 giugno 2024 resterà una data memorabile per i fan dei Poison The Well che hanno avuto la fortuna di assicurarsi uno dei pochi biglietti disponibili per l’intima esibizione al New Cross Inn di Londra.
La storica hardcore/metalcore band statunitense, riformatasi nel 2020, è tornata in Europa per la prima volta dal 2009, cogliendo l’occasione dell’invito al noto Outbreak Festival di Manchester per organizzare questo concerto di riscaldamento. Lo scorso mese, l’annuncio della data londinese ha subito generato una grande onda di entusiasmo, e non sorprende che i biglietti siano andati esauriti in meno di cinque minuti dall’apertura delle prevendite.
Il New Cross Inn, con la sua capienza di circa duecento persone, è diventato negli ultimi anni il punto di riferimento per il circuito punk, hardcore e metal underground della capitale britannica. Questo piccolo locale ha visto numerose esibizioni intense e ravvicinate, ma la serata con i Poison The Well va sicuramente annoverata tra le più speciali della sua storia…
L’energia nell’aria è palpabile quando Jeffrey Moreira e compagni salgono sul palco, facendosi letteralmente largo tra la folla, visto che nel piccolo club non esiste un passaggio che dal camerino porti direttamente sul palco. L’atmosfera a questo punto è un misto di nostalgia e adrenalina pura, con la band che sembra aver fatto un salto indietro nel tempo di vent’anni, quando agli esordi si esibiva in contesti simili. Nonostante il passare del tempo sia evidente nella corporatura più massiccia del cantante Jeffrey Moreira e nei capelli grigi del chitarrista e leader Ryan Primack, si può dire che la passione e l’energia della band siano fortunatamente rimaste intatte. Del resto, non sappiamo quante realtà di questo calibro avrebbero oggi voglia di esibirsi in un contesto così umile.
In ogni caso, la setlist della serata si rivela ben presto un regalo per i fan di lunga data, con numerosi brani tratti dall’album più venduto della discografia, “You Come Before You”, che ha da poco celebrato il ventennale della sua pubblicazione. Tuttavia, è l’inizio della carriera del gruppo a dominare la performance, con ogni pezzo da “The Opposite of December” e “Tear From The Red” capace di far letteralmente esplodere la sala.
Brani come l’iniziale “Botchla”, dall’inconfondibile incipit acustico, e “Parks and What You Meant to Me”, passando per la clamorosa “Slice Paper Wrists”, vengono accolti con enorme entusiasmo dal pubblico, che, senza farsi pregare, risponde con stage diving, crowd surfing e cori collettivi. L’età media degli astanti è grosso modo simile a quella della band, quindi è evidente che nel locale siano presenti quasi esclusivamente fan della cosiddetta prima ora, ovvero gente che è invecchiata con il gruppo e che ha atteso almeno quindici anni per rivederlo dal vivo da queste parti.
Moreira, con il suo carisma, passa spesso il microfono ai fan per cantare insieme, creando un senso di comunione e unità che è fondamentale per show di questo tipo. Negli anni il cantante ha sviluppato un minimo di tecnica per gestire il suo pulito, ma i cori del pubblico coprono comunque ogni suo sforzo in questo senso, tanto che spesso al frontman scappa una risata.
La performance di tutti i Poison The Well è comunque superlativa per intensità, partendo naturalmente dalla solita grande prova di Chris Hornbrook, batterista solidissimo e abile nel fornire finezze anche dietro un kit piuttosto minimale. Nonostante le limitazioni dello spazio, la band sa sfruttare ogni centimetro del palco, offrendo uno spettacolo carico di emozioni. Il pubblico, sudatissimo e urlante, risponde appunto con un’energia palpabile, alimentando una serata di pura catarsi collettiva che raggiunge i suoi apici nel triste chorus di “Apathy Is a Cold Body” e nella doppietta vecchia scuola di “Artist’s Rendering of Me” e “Nerdy”, il cui muro sonoro travolge i presenti, chiudendo il concerto dopo cinquanta minuti praticamente privi di pause.
Questa sera, i quindici anni di attesa vengono insomma ampiamente ripagati con una performance che dimostra come i Poison The Well, nonostante siano fermi a livello discografico ormai da tanti anni, siano ancora una band vera e rilevante nel filone che hanno contribuito a creare, ormai più di due decenni fa. Una serata che ha celebrato il passato, vivendo pienamente il presente e lasciando tutti con la speranza di un futuro altrettanto luminoso per il gruppo.
Setlist:
Botchla
Zombies Are Good for Your Health
The Realist
Parks and What You Meant to Me
Slice Paper Wrists
Run Desire Gone Clean
Apathy Is a Cold Body
My Mirror No Longer Reflects
Crystal Lake
Rings From Corona
Ghostchant
Loved Ones (Excerpts From Speeches of How Great You Were, and Will Never Be Again)
Artist’s Rendering of Me
Nerdy

