27/02/2011 - Rhapsody Of Fire + Visions Of Atlantis + Vexillum – Milano @ Alcatraz - Milano

Pubblicato il 07/03/2011 da

Live report a cura di Alessandro Corno

Foto a cura di Francesco Castaldo

 

La lunghissima pausa, determinata anche da questioni legali con l’ex management, che ha tenuto lontani i Rhapsody of Fire dai palchi è finalmente terminata e la symphonic metal band italiana ha potuto riabbracciare i propri fan italiani con tre date nel nostro paese. Abbiamo seguito l’ultimo show del tour, tenutosi a Milano ad un Alcatraz praticamente pieno di sostenitori di tutte le età: da ragazzini pieni di entusiasmo che hanno animato le prime file fino a tranquilli cinquantenni appostatisi nelle retrovie. Un successo che il gruppo ha saputo ampiamente ripagare con una prestazione maiuscola. Prima di addentrarci  nel racconto delle singole esibizioni, un ringraziamento e un saluto ai ragazzi del fan club www.rhapsodyoffire.it con cui Metalitalia.com ha avuto il piacere di organizzare i meet & greet che hanno permesso ad alcuni di voi di incontrare i membri della band. Un plauso anche ai Vexillium, di cui abbiamo visto solo un paio di pezzi in chiusura, sufficienti solo per darci prova delle più che discrete qualità di una giovane power/epic metal band musicalmente un tantino legata ai canoni del genere ma ad ogni modo convincente e coinvolgente nella prestazione.

 

VISIONS OF ATLANTIS

Il compito di precedere gli headliner spetta a questo gruppo austriaco con all’attivo ben quattro album. La poca notorietà della symphonic power metal band è però purtroppo motivata da una altrettanto non esaltante carriera discografica, fatto che pone qualche dubbio circa la scelta di dedicare alla formazione una vetrina così importante come questo tour. I nostri timori di trovarsi di fronte un gruppo preparato dal punto di vista tecnico ma non molto ispirato vengono infatti confermati dopo pochi brani. Ad esclusione della convincente "Seven Seas" infatti, i pezzi proposti questa sera non convincono e stentano a smuovere una platea che si fa via via più affollata. Dal mid tempo "At The Back Of Beyond" fino alle incursioni più power delle nuove "Elegy Of Existence" o "Black River Delta" e passando per l’appena discreta e catchy "New Dawn" non si va oltre all’ordinario livello della miriade di band power in circolazione prive di un songwriting realmente brillante. I duetti tra il cantato femminile della brava Maxi Nil e quello maschile più ruvido di Mario Planck stentano a dare quello spunto di cui le linee vocali dei brani avrebbero bisogno e le capacità dei due come frontman non appaiono certo irresistibili. Risultato: non tardano a levarsi dal pubblico voci che inneggiano agli headliner. Prestazione dunque tecnicamente buona ma inficiata da brani privi di mordente che il pubblico italiano pare aver applaudito più per "fair play" che per reale apprezzamento.

 

 

RHAPSODY OF FIRE

Quando in Italia si parla di Rhapsody c’è ancora chi non risparmia attacchi alla band triestina, riesumando i ricordi delle prime e incerte esibizioni live. Sono passati più di dieci anni dal criticato tour con gli Stratovarius e quasi nove dall’ultima performance tentuta dai Nostri proprio qui, all’Alcatraz di Milano. Poche in effetti le occasioni in cui Luca Turilli, Alex Staropoli, Fabio Lione e compagnia hanno avuto modo di dimostrare il loro valore ai fan italiani e dunque questa sera sono più che lecite le grandi aspettative che il numeroso pubblico nutre verso la band. A rompere gli indugi la intro “Dar-Kunor” a cui segue “Triumph Or Agony”. L’inizio è fulminante e la band da subito mette in evidenza uno stato di forma mai sfoggiato prima, con Luca Turilli e gli altri strumentisti che danno prova di essere una band ora coesa e preparatissima. I suoni a centro sala dapprima discreti migliorano col passare dei minuti e solo le tastiere in certe occasioni appaiono leggermente basse come volume. Molto in risalto la voce di Fabio, questa sera una vera forza della natura, ottimo su ogni tonalità e rarissimamente impreciso. Seguono “Knightriders Of Doom”, i cui cori in italiano dal vivo hanno una presa incredibile, e la danzereccia “Village Of Dwarves”. Tra applausi e grida di approvazione, spazio anche al nuovo album “The Frozen Tears Of Angels” con il singolo “Sea Of Fate” e qualche brano dopo l’epica “On The Way To Ainor”. Suggestiva la ballata folk “Guardiani Del Destin”o e invece esaltante la vecchia “Land Of Immortals”, anche se il massimo della partecipazione si registra con i cori da stadio di “Dawn Of Victory” e sui ritmi terremotanti di “Holy Thunderforce”. Non da meno “Lamento Eroico”, cantata in maniera impeccabile da Fabio accompagnato da quasi tutta la platea. Il coinvolgimento è alto, grazie a anche all’attitudine positiva del frontman, e la tensione non cala nemmeno con gli immancabili soli di batteria e basso, fortunatamente non troppo lunghi. Si va verso la chiusura con il mid-tempone “March Of The Swordmaster” a precedere la consueta pausa prima della doppietta conclusiva. Soprendente la scelta di proporre la complicata ma al contempo convincente “Reign Of Terror” con tanto di cantato in screaming, mentre più che annunciato il successone finale della punta di diamante “Emerald Sword”. Questa ultima data del tour si chiude con la band che ringrazia i tanti presenti e lascia il palco tra i meritati applausi di un pubblico finalmente ritrovato. A noi resta la convinzione che i Rhapsody Of Fire siano ora una delle migliori power symphonic metal band in circolazione e che col tempo avranno modo di dimostrarlo anche ai più incalliti detrattori.

 

SETLIST:

Dar-Kunor
Triumph or Agony
Knightrider of Doom
The Village of Dwarves
Sea of Fate bellaparte soli
Guardiani Del Destino
Land of Immortals
fabio fa cantare
On The Way To Ainor
Tharos Holy Rage (Drum Solo)
Dawn of Victory
Lamento Eroico
Holy Thunderforce
Dark Prophecy (Bass Solo)
Unholy Warcry
The March of the Swordmaster
Reign of Terror
Emerald Sword
Sea of Fate (outro)

 

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