03/02/2015 - Sabaton + Delain + Battle Beast @ Alcatraz - Milano

Pubblicato il 20/02/2015 da

Introduzione a cura di William Crippa
Report a cura di Luca Corbetta e William Crippa
Fotografie di Federico Rucco

Arriva finalmente a Milano il tour a supporto di “Heroes”, l’ultimo bellissimo album degli svedesi Sabaton, tour che dal 25 novembre scorso mette a ferro e fuoco i palchi di tutta Europa. Ad accompagnare la band guidata da Joakim Broden e Par Sundstrom, i Delain di Martijn Westerholt, anche loro autori nel 2014 di un grande album qual è “The Human Contradiction”, ed i Battle Beast della grintosissima Noora Louhimo. All’apertura porte, il locale di via Valtellina offre la prima sorpresa della serata, in quanto diviso a metà come di consueto ma stavolta al pubblico è riservata l’area del palco principale, ovviamente per permettere agli headliner di poter sfruttare al meglio, come promesso in precedenza, l’imponente scenografia di questo tour, che prevede nientemeno che un enorme carro armato come base della batteria di Hannes Van Dahl. Sin dall’ingresso nell’Alcatraz, il pubblico è numeroso e caldo, e si prospetta una gran serata, anche a dispetto della contemporanea presenza a Milano degli Slipknot. Ma vediamo come è andata.

 

Sabaton - tour 2015 - locandina

 

BATTLE BEAST

Ore 19 precise, giù le luci, e dopo una intro ecco i Battle Beast irrompere sul palco A del locale sulle note di “Far Far Away”, direttamente dall’ultimo album “Unholy Saviour”, uscito ormai un anno fa. Si intuisce da subito che la band stasera ha davvero poca voglia di scherzare e tutta l’intenzione di non fare prigionieri. Noora Luohimo, a centro palco immobile, guarda grintosa il pubblico prima di ruggire nel microfono il titolo del secondo brano in scaletta oggi, “Black Ninja”, che riversa una colata di metallo rovente sui presenti, prima della tamarrissima e danzereccia “Touch In The Night”, che inserita in una setlist tirata come quella dei Battle Beast fa davvero simpatia negli astanti. La band si dimostra all’altezza delle aspettative della vigilia, con la coppia di chitarre Anton Kabanen e Juuso Soinio sugli scudi, per quella che dal vivo si dimostra una gran macchina da guerra, supportata al meglio da suoni ottimi. “Madness” e ancora “Iron Hand”, al termine della quale il combo finlandese si presta in un rapido intermezzo strumentale sul tema di Star Wars. Noora invita il pubblico a perdere il controllo per la conclusiva “Out Of Control”, accolta magnificamente dai fan, prima della conclusione del set. Supporto davvero caloroso per i Battle Beast, i quali hanno ricambiato i presenti fornendo una prestazione del tutto convincente.
(William Crippa)

DELAIN

Nel corso degli anni, noi di Metalitalia.com abbiamo avuto modo di assistere ad ogni precedente esibizione degli olandesi Delain in terra italica, quindi ci approcciamo con relativa tranquillità al set della band guidata dall’ex Within Temptation Martijn Westerholt, convinti di stare per assistere al classico show da parte di questo gruppo, basato su un clima rilassato e per nulla forzato, dettato nei tempi da una frontgirl tranquilla ed abbastanza timida nei confronti del pubblico; beh, a volte ci si sbaglia, e non appena inizia “Mother Machine” la domanda che nasce spontanea è ‘ma è Simone Simons quella sul palco?’. Charlotte si presenta ai propri fan completamente rinnovata, nell’aspetto oltre che nel proprio stare on stage: notevolmente dimagrita, la cantante ora appare in perfetta forma e i capelli, ora lunghi e stirati, sono dello stesso colore e della stessa lunghezza di quelli della cantante degli Epica, tanto che da lontano si potrebbero anche confondere. Ma la sorpresa è un’altra: Charlotte, che abbiamo sempre visto quasi intimidita trascorrere i concerti ferma a centro palco, ora si agita, incita i fan, strilla ed aizza la folla spronando a cantare tutti i presenti. Davvero una grande sorpresa vederla così dinamica, così come è una gran sorpresa vedere all’opera la piccola ma grintosa e capace Merel Bechtold, per questo tour con la band in sostituzione del titolare Timo Somers, troppo impegnato in progetti paralleli per partire per un intero tour. Si prosegue curiosamente con il secondo brano di fila dal passato, “Get The Devil Out Of Me”, ancora da “We Are The Others”, prima che finalmente il nuovo “The Human Contradiction” faccia il suo debutto live in suolo italiano con “Army Of Dolls”. Stasera è anche possibile ammirare la tecnica e la potenza del nuovo membro dei Delain, l’ex turnista Ruben Israel, il quale ha preso il posto alla batteria di Sander Zoer dopo le registrazioni dell’ultimo album; grande la prova strumentale di tutto il gruppo, che dimostra grande coesione con i nuovi compagni di tour Merel e Ruben, e grandissimo Martijn, seppur stasera considerevolmente più tranquillo del solito nella sua postazione. “Go Away” e “Pristine”, prima di una curiosa “Sleepwalker’s Dream”, con Charlotte che spinge maggiormente le proprie corde vocali per cantare a mo’ di soprano. La cantante annuncia un ospite speciale per il brano seguente, ed Anton Kabanen sale sul palco per “Here Come The Vultures”, accolto molto bene dal pubblico. “Not Enough” e “We Are The Others”, che accompagna la band alla fine del concerto. Grandissima prestazione degli olandesi e della rinnovata cantante, che a conti fatti ci piace da morire e che esce dallo stage tra l’ovazione convinta dei fan. Al solito va segnalata l’assenza totale in setlist dei singoli che hanno fatto grandi i Delain, ad eccezione ovviamente di “We Are The Others”, per una scaletta composta come da tradizione da brani ‘secondari’, ed al solito il nuovo album è stato trattato esattamente come i precedenti, con solamente due estratti. Ma va bene anche così, almeno in questo i Delain si sono confermati.
(William Crippa)

SABATON

Ore 21, il campo di battaglia all’interno dell’Alcatraz di Milano viene scaldato da una registrazione di “The Final Countdown” degli Europe, mentre i tecnici delle luci prendono posto e dalla platea si alzano le urla dei fan. I Sabaton fanno irruzione sul palco con una potentissima “Ghost Division”, che dà ancora maggior risalto al mastodontico tank che funge da pedana per la batteria di Hannes Van Dahl, perfettamente in tema con il resto della scenografia costituita da cannoni, tute mimetiche e tracolle fatte con bandoliere di munizioni. La carica di energia del vocalist Joakim Brodèn è ben visibile a tutto il pubblico, che risponde a tono cantando a gran voce il ritornello del brano. Segue una lunga carrellata di pezzi che rappresentano al meglio i nuovi e i vecchi album. Sotto quindi con le più recenti “To Hell And Back”, “Carolus Rex”, “Gott Mit Uns”, cantata in svedese, “The Art Of War” e “Swedish Pagans”. La prestazione della band è più che buona, piena di tiro e senza che i suoni lascino a desiderare. Tra i momenti da annoverare, sicuramente vi è lo spirito scherzoso con cui il pubblico viene intrattenuto durante lo show, dal momento in cui Joakim, sei-corde alla mano, sfida entrambi i chitarristi Chris Rörland e Thobbe Englund in una gara di “velocità”, fino alla versione di “Master Of Puppets” eseguita dallo stesso Joakim. Per l’esecuzione di “The Lion From The North” i Sabaton chiamano addirittura sul palco il piccolo Tristan, dodici anni, che da anni pubblica i suoi filmati su Youtube mentre esegue cover della band ed è proprio sul canale Youtube che la band si è accorta della sua bravura, che questa sera sfoggia anche sul palco. Terminata l’esecuzione, Tristan ha l’onore di scegliere il brano successivo, selezionando “Uprising”, seguita immediatamente da “Far From The Fame” e da una potentissima “40: 1”. È la volta di “Night Witches”, il miglior estratto dal nuovo album “Heroes”, che è ben contraddistinta anche in sede live sia nella ritmica, sia soprattutto nelle liriche dallo stile della band svedese, e che dimostra la buona qualità del recente lavoro discografico. La forsennata corsa sul campo di battaglia vede la sua conclusione con due brani in successione, “Primo Victoria” e “Metal Crue”, che, come un colpo di cannone, segnano il momento di porre fine alle ostilità. In un vociare che pare irreale paragonato alle potenti note appena terminate, tutta la gente della sala si avvia verso le uscite, come un esercito stanco al calar della sera.
(Luca Corbetta)

 

Setlist

Ghost Division
To Hell And Back
Carolus Rex
Soldier Of 3 Armies
Gott Mit Uns
The Art Of War
7734
Swedish Pagans
Resist And Bite
The Lion From The North
Uprising
Far From The Fame
40:1
Night Witches
Primo Victoria
Metal Crue

 

2 commenti
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