10/11/2004 - SAMAEL + Flowing Tears @ Gala Hala - Lubiana (Slovenia)

Pubblicato il 16/11/2004 da

Andare stasera in Slovenia vuol dire fare un salto indietro nel tempo e riportare l’orologio esattamente al 1994, mese più, mese meno. Sempre nella capitale slovena esattamente dieci anni fa c’era la prima data dei Samael nella neonata repubblica dell’ex-Yugoslavia. Il tour, favoloso, era quello del capolavoro assoluto “Ceremony Of Opposites”. Assieme a quel concerto si potevano anche ammirare i grandi Desultory e i Cannibal Corpse, band che non ha certo bisogno di presentazioni e nemmeno ne aveva a quel tempo. I Samael furono la band più infernale vista dal vivo e lo spettacolo fu strepitoso. Stavolta il concerto era ben diverso, i Samael sono praticamente un altro gruppo, hanno seguito un’evoluzione importante. La curiosità era molta, ma avendo rivisto la band anche durante il tour di “Passage” già si poteva immaginare l’impatto dal vivo che avrebbero avuto anche stavolta Vorph e soci. A pochi giorni dall’uscita del bellissimo “Reign Of Light” ci si aspettava un discreta calca per vedere il concerto, come quasi sempre accade da queste parti, ed invece sconsolatamente la serata non ha registrato il tutto esaurito, anzi, c’era un centinaio di persone soltanto. Comunque ‘poche ma buone’, come si dice in certi frangenti…

FLOWING TEARS

Ad aprire le danze sono stati i tedeschi Flowing Tears, band gothic dai suoni non troppo moderni e dal sound piuttosto soft che ha avuto l’aruo compito di scaldare l’ambiente. Credevo che toccasse al supergruppo sloveno, i Noctiferia, aprire le danze, ma di loro questa sera non s’à vista traccia. Sono andato allora a parlare con Bastian, il ragazzo della Master Of Metal con il quale Metalitalia.com ha un ottimo rapporto, organizzatore del concerto, per saperne di più sui Noctiferia, e così apprendiamo che la band è attualmente in Svezia nei famigerati Abyss Studio per registrare il nuovo album. Cosa hanno a che vedere i Noctiferia con questa serata? Be’, sono uno dei pochi gruppi che in alcuni punti ricordano proprio i Samael dei tempi di “Blood Ritual”, e soprattutto “Ceremony Of Opposites”. Il concerto dei Flowing Tears non è stato lunghissimo, ma i tedeschi hanno fatto la loro onesta parte di apripista anche se sono sembrati eccessivamente smorti, forse ancora sotto shock per la notizia della tragica perdita di due membri fondatori della band ricevuta pochi giorni prima.

SAMAEL

L’attesa non è molta e presto salgono sul palco i Samael con alle spalle della drum machine un video minimale, ma che fa sempre la sua bella presenza. Si inizierà con l’opener del nuovo e tanto atteso “Reign Of Light”? Nemmeno per sogno! I Samael sono una grande band sotto tutti i punti di vista ed iniziano con un cavallo di battaglia che ha quasi dieci anni alle spalle: la distruttiva “Rain”. La sorpresa è così elettrizante e l’energia dei Samael così viva che la platea si scalda subito ed è tutta per i geniali svizzeri. Lo spettacolo è un revival della carriera della band, in pratica dalle origini ai giorni nostri. E così si alternano “Black Trip” a “The Shining Kingdom”, “Year Zero” alla blasfema ed infernale “Baphomet Throne”. Chi è venuto per vedere i nuovi Samael ha potuto apprezzare i trascorsi di una band davvero unica, mentre gli scettici che volevano fare il funerale agli ormai ‘troppo elettronici’ Samael si sono dovuti ricredere in fretta e hanno potuto godere sotto il palco durante le riproposizioni di “Jupiterian Vibe” e “My Saviour”. Bella e spiazzante la scelta di suonare brani poco acclamati da “Eternal”, ma incredibilmente suggestivi; a questi ovviamente si sono intervallati i superlativi brani dell’ultimo “Reign Of Light” tra cui la titletrack favolosa,  il singolo “Telepath” o la bellissima “On Earth”. Il sound dei Samael è devastante, la drum machine è distruttiva e le chitarre, anche se avrebbero potuto essere più alte di volume secondo il parere di chi scrive, terminano un’esplosione sonora di rara intensità. I bis offerti dalla band sono stati davvero tanti e tutti apprezzatissimi, i fan si sono divertiti e hanno a lungo ringraziato la performance perfetta dei Samael. Che un feeling positivo scorra ormai negli animi tranquilli della band è evidente, dall’abbigliamento sobrio e un po’ orientale (di Vorph), alle nuove canzoni dai testi più positivi, all’atteggiamento sul palco, più amichevole che indiavolato. Chi si ricorda di un Masmiseim al basso tetro ed immobile di qualche anno fa? Ora sembra un vero e proprio folletto che non disdegna i ritmi dance, una vera trasformazione! Più quadrati invece gli altri componenti della band, l’ottimo Vorph su tutti, grandissimo cantante che ha rispolverato la sua voce incredibilmente indemoniata durante le vecchie canzoni riproposte live. Il concerto ha anche dimostrato quanto siano distanti i Samael dai Rammstein, così spesso tirati in ballo come secondo termine di paragone per l’ultima release degli svizzeri: qui l’elettronica rimane al servizio del metal, sia quello duro che quello poetico. I ragazzi poi sono disponibilissimi prima e dopo la prestazione sul palco ad interagire con i fan, e Vorph si dimostra uomo di parola quando promette nell’intervista di autografare il libretto di un suo cd, e poi mantiene la promessa. I Samael sono una grande band che purtroppo ha perso un po’ di fama stando ferma parecchi anni, ma la qualità della loro musica li riporterà presto nuovamente ai vertici della scena metal. Un dato è certo: da quando si sono formati, i Samael, dal vivo o in studio, fanno sempre sognare i propri fan!

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