22/10/2007 - Sanctity + Evile + Romeo Must Die @ Camden Barfly - Londra (Gran Bretagna)

Pubblicato il 26/10/2007 da
A cura di Luca Pessina
 
Visto il grande successo dei Trivium in Gran Bretagna, la Roadrunner Records pare essere intenzionata a promuovere da queste parti in maniera massiccia anche i loro amici Sanctity, musicalmente affini agli autori di “The Crusade” e quindi potenzialmente in grado di destare l’attenzione dello stesso tipo di pubblico. La politica sembra essere quella dei piccoli passi: prima il tour di supporto proprio ai Trivium, poi una performance al Download Festival e ora una dozzina di date da headliner in piccoli club per cercare di smuovere ulteriormente le acque. Ecco così che i Sanctity hanno calcato nuovamente il palco del Barfly di Londra a pochi mesi dalla loro ultima apparizione (avevano infatti tenuto qui uno show di riscaldamento pre-Download assieme agli As I Lay Dying), accompagnati, tra l’altro, dai nuovi paladini dell’old school thrash in terra d’albione, quegli Evile che con il debut “Enter The Grave” stanno spopolando tra gli appassionati locali. Insomma, un concerto che sulla carta poteva richiamare tutti i fan del nuovo-vecchio thrash… e che, infatti, è stato preso da assalto da circa duecento persone, la capienza massima del piccolo Barfly. Il compito di dare fuoco alle polveri è spettato ai Romeo Must Die, ovvero la nuova incarnazione dei vecchi metal-corers inglesi Stampin’ Ground, oggi dediti ad un thrash moderno influenzato da Devildriver e dal materiale più recente degli stessi Stampin’ Ground. Poco originale la loro proposta, ma i nostri si sono comunque resi protagonisti di una performance coinvolgente, che ha visto anche l’esecuzione di una cover del classico dei Pantera “A New Level”.

EVILE

La folla, tuttavia, attendeva con trepidazione gli Evile ed è stato proprio quando il concerto di questi ultimi ha preso il via con “First Blood” che il pit ha iniziato ad animarsi seriamente con del pogo vecchio stampo e qualche crowd-surfing. Ancora una volta, il Barfly si è rivelato dotato di un’ottima acustica nonostante la sua aria un po’ dimessa e ciò ha permesso ai fan di godere pienamente della fenomenale prova di Matt Drake e compagni, davvero motivati e a loro agio sul palco a dispetto della giovane età. Pur non muovendosi tantissimo, il quartetto ha dato prova di avere già una certa esperienza in materia concertistica, suonando con precisione e aizzando la folla quanto basta per farla muovere costantemente per tutta la durata del set. Soprattutto Matt si è rivelato un buon frontman, già abbastanza carismatico e particolarmente divertente nei suoi interventi fra un brano e l’altro. La qualità del materiale di “Enter The Grave” ha quindi fatto il resto: si può infatti senz’altro dire che i pezzi dal vivo acquistino una marcia in più e guadagnino ulteriormente in cattiveria. Il set non ha dato respiro e siamo ancora doloranti per tutte le mazzate prese durante le esecuzioni di “Bathe in Blood” e “Armoured Assault”! Davvero un buon concerto, insomma. Questa band pare destinata soltanto a migliorare.

SANCTITY

Maggiormente per palati fini è invece stata l’esibizione dei Sanctity, che si sono presentati on stage poco dopo e hanno proposto praticamente tre quarti della tracklist del loro album di debutto “Road To Bloodshed”. Come ormai noto, alla band piace molto condire i suoi brani con chorus melodici e qualche spunto prettamente rock, di conseguenza l’impatto dei nostri non è stato devastante tanto quanto quello degli Evile. Poco male, comunque, visto che la dimensione live è senza dubbio congeniale al quartetto americano e che il suo materiale è sempre piuttosto gradevole da ascoltare. Si è visto che negli ultimi tempi i Sanctity hanno suonato spessissimo dal vivo: al di là della tecnica strumentale, i nostri sono migliorati molto soprattutto a livello di presenza scenica. Non li avevamo visti così mobili sul palco e spigliati nelle occasioni precedenti. Anche il frontman Jared MacEachern è parso più sicuro di sè e maggiormente loquace. In definitiva, hanno tutt’altro che deluso, i Sanctity. Certo, magari si poteva evitare la riproposizione di qualche filler del CD, ma, essendo i nostri headliner pur avendo alle spalle un solo full-length, era normale che la setlist includesse anche gli episodi un po’ meno brillanti del repertorio. Nel complesso, comunque, si è trattato di un buon concerto… non sui livelli di quello degli Evile, ma indubbiamente piacevole.

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