EVILE
La folla, tuttavia, attendeva con trepidazione gli Evile ed è stato proprio quando il concerto di questi ultimi ha preso il via con “First Blood” che il pit ha iniziato ad animarsi seriamente con del pogo vecchio stampo e qualche crowd-surfing. Ancora una volta, il Barfly si è rivelato dotato di un’ottima acustica nonostante la sua aria un po’ dimessa e ciò ha permesso ai fan di godere pienamente della fenomenale prova di Matt Drake e compagni, davvero motivati e a loro agio sul palco a dispetto della giovane età. Pur non muovendosi tantissimo, il quartetto ha dato prova di avere già una certa esperienza in materia concertistica, suonando con precisione e aizzando la folla quanto basta per farla muovere costantemente per tutta la durata del set. Soprattutto Matt si è rivelato un buon frontman, già abbastanza carismatico e particolarmente divertente nei suoi interventi fra un brano e l’altro. La qualità del materiale di “Enter The Grave” ha quindi fatto il resto: si può infatti senz’altro dire che i pezzi dal vivo acquistino una marcia in più e guadagnino ulteriormente in cattiveria. Il set non ha dato respiro e siamo ancora doloranti per tutte le mazzate prese durante le esecuzioni di “Bathe in Blood” e “Armoured Assault”! Davvero un buon concerto, insomma. Questa band pare destinata soltanto a migliorare.
SANCTITY
Maggiormente per palati fini è invece stata l’esibizione dei Sanctity, che si sono presentati on stage poco dopo e hanno proposto praticamente tre quarti della tracklist del loro album di debutto “Road To Bloodshed”. Come ormai noto, alla band piace molto condire i suoi brani con chorus melodici e qualche spunto prettamente rock, di conseguenza l’impatto dei nostri non è stato devastante tanto quanto quello degli Evile. Poco male, comunque, visto che la dimensione live è senza dubbio congeniale al quartetto americano e che il suo materiale è sempre piuttosto gradevole da ascoltare. Si è visto che negli ultimi tempi i Sanctity hanno suonato spessissimo dal vivo: al di là della tecnica strumentale, i nostri sono migliorati molto soprattutto a livello di presenza scenica. Non li avevamo visti così mobili sul palco e spigliati nelle occasioni precedenti. Anche il frontman Jared MacEachern è parso più sicuro di sè e maggiormente loquace. In definitiva, hanno tutt’altro che deluso, i Sanctity. Certo, magari si poteva evitare la riproposizione di qualche filler del CD, ma, essendo i nostri headliner pur avendo alle spalle un solo full-length, era normale che la setlist includesse anche gli episodi un po’ meno brillanti del repertorio. Nel complesso, comunque, si è trattato di un buon concerto… non sui livelli di quello degli Evile, ma indubbiamente piacevole.
