09/01/2014 - Saturnus + The Foreshadowing @ Traffic Live Club - Roma

Pubblicato il 11/01/2014 da

A cura di Sara ‘SavageNemesis’ Sostini

A memoria, mai anno nuovo è iniziato meglio di questo dal punto di vista musicale. In una fredda sera di inizio gennaio il Traffic di Roma ospita una vera e propria serata di culto per gli appassionati del lato più malinconico e desolato del metal: dalla Danimarca arrivano i Saturnus, per la prima di tre date in terra italica e ad accompagnarli, unici ospiti della data romana, i nostrani The Foreshadowing, che nella Capitale giocano proprio in casa. Ci si prospetta davanti una serata che, per rarità e bellezza, vale assolutamente la pena di raccontare ai posteri (esageriamo!). L’attesa era tanta nonostante l’impronta abbastanza “underground” della data, per cui all’apertura dei cancelli troviamo già un discreto gruppo di persone ad aspettare la propria adorata dose di “sano doom quotidiano”. Per molti dei presenti questo è il primo concerto dopo le festività natalizie, per cui si respira un’atmosfera “stranamente” serena e quasi allegra (vista la proposta dei gruppi in questione) ed è con questo stato d’animo che ci disponiamo all’ascolto di queste tre lunghe, magnifiche ore di musica.

saturnus tour 2014

 

THE FORESHADOWING
Nell’ultimo periodo, chi scrive ha sviluppato un notevole interesse per la band romana, quindi è con crescente trasporto e curiosità che ci sistemiamo al lato del pit per goderci lo show. Nonostante qualche problemino tecnico a livello sonoro durante tutta l’esibizione, i The Foreshadowing regalano un concerto che valeva la pena gustare dall’inizio alla fine. “Aftermaths” cattura da subito, il Traffic discretamente affollato muove la testa all’unisono come ipnotizzato dalla voce baritonale di Marco Benevento, che, nonostante un lieve abbassamento di tono in sede live, è sicuramente uno dei punti di forza del gruppo. Passando da “The Forsaken Son” e “Fallen Reign”, suonate con un trasporto quasi rituale, per arrivare ai due estratti del primo disco “Days Of Nothing” (rispettivamente “Departure” ed “Eschaton”), i Nostri si dimostrano una band coesissima sul palco, inscalfibile, rodata da anni di show: la batteria di Giuseppe Orlando (qualcuno ha detto Novembre?) è tiratissima, le chitarre tessono una trama pietrosa sugli splendidi controcori di Marco e Francesco Sosto durante “Reverie Is A Tyrant”… Poco spazio per le chiacchiere, solo tanta voglia di suonare e vedere il pubblico seguire rapito questa Cerimonia che ci parla di polvere, cose andate, sfumate nel grigio del Tempo. Così passa “Ground Zero” e arriva “Havoc”, che assurge a splendido finale per l’occasione. Niente da fare, i The Foreshadowing hanno operato l’incantesimo ancora una volta, stregando tutti. Con la speranza di vederli presto da headliner (e di sentire magari qualcosa di nuovo), l’eco di questo concerto tarderà non poco a spegnersi nei ricordi.

“Gloria in excelsis Deo
Et in terra Infernum”.

Setlist:

Aftermaths
The Forsaken Son
Fallen Reign
Departure
Eschaton
Ground Zero
Reverie
Havoc

SATURNUS
L’intro di “Litany of Rain” richiama dentro il locale il pubblico per la doom-apnea di due ore: tanto suoneranno infatti i Saturnus. A distanza di tre anni dalla loro ultima calata italica, i danesi sono contenti di essere qui e si vede: sul palco i sorrisi si sprecano a dispetto di qualsiasi cliché sui metallari e sulla “tristoneria” del doom. Nonostante i suoni non proprio ottimali (una strana eccezione perché nell’ultimo periodo il Traffic aveva dato più volte riprova di una più che discreta qualità audio) la doppietta “A Father’s Providence” e “Wind Torn”, entrambe estratte dall’ultima fatica del gruppo,”Saturn In Ascension” (datata 2012), viene accolta con passione dal pubblico: la chitarra di Rune Stiassny, che duetta con la voce di Thomas Jensen, è qualcosa di bellissimo e straziante; è guardare lo splendore devastante e terribile del mondo che ascende e muore in un secondo, è ghiaccio e freddo e qualsiasi cosa trasmetta quel brivido unico di terrore e piacere. E mentre l’ultima nota si spegne siamo sicuri che, sotto sotto, più d’uno tra gli spettatori si sarà commosso. I Nostri però non vogliono lasciare nulla di incompiuto e inchiodano gli astanti sul posto con “Inflame Thy Heart”, da “Martyre”… interrotta bruscamente a causa di una quanto mai inopportuna scazzottata sotto al palco tra due spettatori. Il commento dei Saturnus: “We spread love in here and people are fighting?”… come non voler loro bene? Con “Forest of Insomnia” nel pubblico si scorgono le prime avvisaglie di cedimenti, poiché il Traffic appare un po’ più vuoto. Ma chi resiste è in uno stato di catatonica adorazione, dato che poter sentire un gruppo del genere suonare due ore filate è veramente un’occasione unica, specie perché i suoi tour non sono esattamente frequentissimi; ecco quindi spiegati gli sguardi sognanti e i lunghi scrosci di applausi alla fine delle canzoni. Purtroppo, dopo la lunga e toccante “I Long”, è arrivato il momento del finale con la doppietta che molti aspettavano, quella insomma che fa piegare le ginocchia per la troppa emozione: “Christ Goodbye” e “Pretend” e il ghiaccio si rompe, la terra trema e rimane solo il Nulla. Ci si riprende lentamente, si vedono in giro i volti sconvolti ma in pace col mondo di chi ha la mente ed il cuore letteralmente colmi di musica. L’anno è appena cominciato, ma questa serata già si candida fra le migliori del 2014. Doom on.

“Christ goodbye… Christ goodbye…
I am god, the human eye.”

Setlist:

Litany of Rain
I Love Thee
Softly On The Path You Fade
A Father’s Providence
Wind Torn
Inflame Thy Heart
Murky Waters
Forest of Insomnia
Empty Handed
I Long
Christ Goodbye
Pretend

7 commenti
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