08/04/2015 - Satyricon + Oslo Faenskap + Vredehammer @ London Scala - Londra (Gran Bretagna)

Pubblicato il 12/04/2015 da

Partito da pochi giorni, il “The Dawn Of A New Age 2015” tour dei Satyricon fa come prevedibile tappa anche a Londra. Il gruppo norvegese può da sempre vantare un grosso seguito nella capitale britannica e la Scala, storico locale situato a pochi metri dall’importante stazione di Kings Cross, si è rivelata la venue perfetta per ospitare la legione dei Satyricon fan, i quali hanno formato una lunga fila lungo il marciapiede antistante già dal tardo pomeriggio. Il colpo d’occhio all’interno della sala si è di conseguenza rivelato quello dei cosiddetti tempi d’oro: forse in studio la band sta iniziando a perdere qualche colpo, ma la sua fama sul fronte live almeno da queste parti è rimasta intatta. Peccato solo che per un evento speciale come il tour in oggetto Satyr e Frost abbiano deciso di farsi accompagnare da un paio di gruppi di scarsa caratura: le danze sono state aperte dai norvegesi Vredehammer, i quali hanno offerto una prova quantomeno onesta, incentrata su un death-black metal melodico che, almeno live, ha ricordato certe cose dei Keep of Kalessin. A seguire, per un quarto d’ora scarso, il palco è stato occupato da tali Oslo Faenskap, artefici di un metal-core che in qualche cadenza ha fatto venire alla mente persino gli Slipknot. Quasi superfluo sottolineare come il pubblico dei Satyricon abbia osservato questi ragazzi norvegesi con un misto di curiosità e disgusto. Nel giro di tre brani il gruppo si è congedato tra qualche timido applauso di circostanza. Ora non sappiamo se l’intenzione dei Satyricon fosse esclusivamente quella di dare una chance a delle nuove realtà del loro Paese, ma ai più questa mossa magari onesta e lodevole è apparsa come il desiderio di non avere troppa concorrenza sia in termini di resa dal vivo che di vendite al banco del merchandise. Di certo, comunque, degli opener così deboli hanno fatto sì che l’attesa per l’arrivo degli headliner diventasse spasmodica. Finito il tragico set degli Oslo Faenskap, la sala è stata infatti presa d’assalto da dozzine di persone che sino a quel punto erano rimaste nei pressi del bar o addirittura all’esterno…

Satyricon_Tour_2015

SATYRICON

Serve poco meno di mezzora affinchè il palco sia finalmente pronto per accogliere i Satyricon. Come ovvio, la lineup dei Nostri è ampiamente allargata per le esibizioni live: sono proprio i turnisti – tra cui troviamo Anders Odden dei Cadaver al basso e Steinar “Azarak” Gundersen di Sarke e ICS Vortex alla chitarra – ad entrare per primi, seguiti poi dal tenebroso Frost e quindi dal leader indiscusso Satyr, che inizia ad incitare la folla mentre le note dell’intro “Voice of Shadows” stanno ancora fuoriuscendo dagli amplificatori. Vi è molta attesa per questo show perchè il gruppo ha fatto intendere che la scaletta presenterà qualche sorpresa e infatti l’apertura viene affidata a “The Rite Of Our Cross”, uno dei brani meno noti di “Now, Diabolical”. I Nostri hanno certamente potuto eseguire il sound check e preparare il concerto con tutta calma e non è quindi un caso che i suoni si dimostrino pieni e perfettamente calibrati sin dalle primissime note: Satyr è un professionista attentissimo ai dettagli e questa sera non si smentisce. L’impatto e la ruvidezza tipica dei live sono evidenti, ma è anche lampante come dal mixaggio emergano tutti i dettagli degli interventi di tastiera, ad esempio. Dal canto suo, la lineup della band appare affiatatissima e particolarmente a proprio agio: chitarristi e bassista hanno modo di esprimersi per tutta l’ampiezza del palco, tutti hanno la possibilità di muoversi e di mettersi in mostra e l’atmosfera in diversi momenti prende una piega euforica. Satyr si sta chiaramente divertendo a innescare cori da stadio a ripetizione, ma anche i suoi compagni non si tirano indietro, dando appunto l’impressione di non essere dei semplici musicisti al soldo del leader. Hit come “Now, Diabolical” vengono eseguite con degli arrangiamenti tastieristici che richiamano i cori del “Live At The Opera”, mentre la leggendaria “The Dawn of a New Age” aderisce in toto alla tradizione, sbattendo in faccia al pubblico suoni e atmosfere di un’epoca della band che forse alcuni avevano dimenticato. Favolosa questa pillola old school, bissata poco dopo dall’altrettanto mitica “Walk the Path of Sorrow”, la quale viene suonata anche da Satyr alla chitarra. A questo punto sarebbe stato perfetto poter ascoltare un estratto da “The Shadowthrone”, ma per il resto del set – ad eccezione naturalmente dell’immancabile “Mother North” – i Satyricon optano per pezzi più recenti. Fa piacere comunque notare come la svolta “groovy/black’n’roll” degli anni 2000 sia stata ormai pienamente metabolizzata da buona parte dei fan: “The Pentagram Burns” e “The Wolfpack”, per non parlare dei singoloni “Fuel for Hatred” e “K.I.N.G.”, ricevono ovazioni identiche a quelle dei classici appartenenti al passato remoto dei norvegesi, cosa che pare galvanizzare non poco il frontman. Tra i momenti topici del set, citiamo poi una jam strumentale che vede protagonista anche il batterista britannico Jason Ludwig: una parentesi dal sapore settantiano che viene accolta benissimo dagli astanti e che genera curiosità sul materiale futuro della formazione. A conti fatti, i Satyricon restano sul palco per ben due ore, dando prova di essere ancora una notevole live band; oggigiorno sono pochi i gruppi che osano cimentarsi con set tanto lunghi: questa sera con i black metaller norvegesi siamo tornati ai concerti degli anni Ottanta e Novanta, quando le band andavano in tour da sole o con un solo gruppo di supporto e ogni performance era un vero e proprio show, non una sorta di mini-saggio. Da questo punto di vista, onore ai Satyricon per essersi impegnati come pochi altri: una volta tanto, il prezzo del biglietto è stato ampiamente giustificato dal calibro dell’esibizione.

Setlist:

Act I

Voice of Shadows
The Rite of Our Cross
Our World, It Rumbles Tonight
Now, Diabolical
Black Crow on a Tombstone
Filthgrinder

Act II

The Dawn of a New Age
Ageless Northern Spirit
Walk the Path of Sorrow
A New Enemy
Die by My Hand
The Infinity of Time and Space

Act III

The Pentagram Burns
The Wolfpack
With Ravenous Hunger
Jam (con Jason Ludwig)
Mother North

Act IV

Fuel for Hatred
K.I.N.G.

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