10/11/2004 - Saxon @ Auditorium Flog - Firenze

Pubblicato il 12/11/2004 da

Non ci sono sufficienti parole, ancora una volta, per descrivere ciò a cui abbiamo assistito in quel della Flog in una delle tre date del nuovo Lionheart tour: ogni volta i cinque leoni inglesi sanno infatti regalare al pubblico nuove emozioni, ed anche questa volta non sono stati da meno!

SAXON

Cominciamo a parlare del concerto dei Sassoni descrivendo l’atmosfera che si respirava in questa magica sera a Firenze: sembrava semplicemente, entrando nell’auditorium, di fare un salto di almeno dieci anni nel passato, dato che i Saxon questa volta, più che nuove leve, hanno attirato tutta la vecchia guardia di defender della zona, che hanno ulteriormente contribuito a rendere questo concerto qualcosa di incredibile e, per certi versi, unico. Ma non tergiversiamo, ed andiamo subito a rendervi noto del boato che ha accompagnato la band quando, dopo una breve intro, si è presentata sul palco ed ha attaccato con le note della title-track dell’ultimo “Lionheart”, già cantata all’unisono dal pubblico, che si dimostra preparato anche sui nuovi pezzi (nonostante di ben altra caratura rispetto ai vecchi!), che però vengono (per fortuna, credo, di tutti i presenti) abbastanza risparmiati al pubblico toscano rispetto alle altre date del tour dei Saxon, visto che oltre alla menzionata “Lionheart” dall’ultimo disco vengono estratte solo “Beyond The Grave”, “Man And Machine” e l’ottima “Witchfinder General”, che ha visto molti dei presenti, per quel che lo spazio consentiva, alzare un pogo abbastanza sostenuto ed un headbanging furioso. Al di là di questo, solo classici, visto che anche le ultime prove della band sono state sufficientemente trascurate; e nonostante il sottoscritto avrebbe fatto salti di gioia all’ascolto di una “Rock Is Our Life” o di una “Dragon’s Lair”, non può altro che complimentarsi con la band per la scelta di una scaletta che ha veramente spaziato su tutto il repertorio, partendo dalla rivisitata e energicissima “Backs To The Wall” alla più recente “Dogs Of War”, passando per la rocciosissima “Solid Ball Of Rock”, l’ottima “Ride Like The Wind” (tratta da “Destiny”), le melodie di “Broken Heroes” e la marzialità di “Rock The Nations”. Quello che rimane, oltre a queste piccole perle delle quali i Saxon ci omaggiano sempre ad ogni concerto, è un incredibile pletora di classici che hanno mandato letteralmente in visibilio tutto il pubblico: e se questa volta la band ha trascurato alcuni dei suoi cavalli di battaglia (“747”, “Dallas 1 P.M.”, “And The Bands Played On”), non c’è da rammaricarsi, perché ci pensa un infuocatissima “Crusader” a riscaldare gli animi a dovere, e tra le immancabili (ed omaggiate da grandissime ovazioni!) “Motorcycle Man” (questa, si pensi, immediatamente eseguita tra i primi pezzi del repertorio), “Princess Of The Night” e “Strong Arm Of The Law”, insieme alla sempre apprezzatissima “Never Surrender”, ecco arrivare il rocambolesco finale sulla storica “Wheels Of Steel”, che si fa veicolo di un entusiasmante dialogo, con tanto di cori, verso tutto il pubblico. In definitiva, questa è una serata che non verrà dimenticata tanto facilmente anche da chi, come tutti i vecchi defender, ha visto concerti la cui visione oggigiorno sembra ineguagliabile: si mangino dunque le unghie tutti coloro che hanno mancato l’appuntamento, perché i Saxon nel 2004 (nonostante l’interlocutoria parentesi dell’ultimo album) sono più in forma che mai!

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