01/09/2008 - Scars On Broadway + Belladonna @ Rolling Stone - Milano

Pubblicato il 05/09/2008 da
Introduzione a cura di Riccardo Plata
Report a cura di Raffaele “Salo” Salomoni

Mentre le città vanno di nuovo riempiendosi dopo l’esodo vacanziero prende finalmente il via una stagione concertistica autunnale che, dopo l’abbuffatta festivaliera, si preannuncia altrettanto ricca di eventi da non perdere. Tra questi va sicuramente annoverata la calata milanese degli Scars on Broadway, attesi alla presentazione dell’omonimo album da un Rolling Stone per la verità non troppo gremito ma quanto mai partecipe, a testimonianza di come il verbo dei seminali System of a Down mantenga intatto il suo appeal pur se coniugato nelle sue forme monche a nome Serj Tankian e, appunto, Scars on Broadway…
 
 
 

BELLADONNA

Tocca ai romani Belladonna aprire le ostilità in un Rolling Stone che lentamente si comincia a riempire di fan. Autori di un rock dalle tinte oscure, da loro stessi definito ‘Rock Noir’, i Nostri, capitanati dalla carismatica Luana si danno da fare per catturare l’attenzione del pubblico, sfoderando una performance tutto sommato buona, seppur con qualche riserva sulla qualità oggettiva dei pezzi proposti. Insomma apparentemente tutto sembra filare liscio, tuttavia a causa della voce di Luana, tanto intonata quanto poco convincente sulla lunga distanza, i pezzi stentano a decollare, assestandosi su una sufficienza comunque meritata, grazie ad una band di elevato spessore tecnico. L’unica cosa da fare, forse, è aspettare, e conoscere la band magari in una situazione meno emozionante.

SCARS ON BROADWAY

Le premesse erano chiare fin da subito: “questa sera Daron non si degnerà di suonare nessun pezzo dei System Of A Down”. Con questa frase riecheggiante nella nostra testa già eravamo pronti a goderci un concerto di breve durata, ovvero circa tre quarti d’ora, la lunghezza dell’unico album pubblicato dalla band. E raramente un concerto così breve ha lasciato davvero soddisfatto qualcuno. Ma non avevamo considerato che Daron Malakian, nel suo genere, è un genio. Ed oggi ne abbiamo avuto la prova. Le luci si abbassano, i fan ora numerosi vanno in delirio, ed eccolo, barbuto ed occhialuto, che attacca con “Serious”, l’opener dell’album. E’ già delirio: gente che salta, che balla, che canta. L’attitudine pseudo-punk che permea l’album diventa l’unico credo di una band che è venuta con l’unico intento di spaccare tutto. Daron si dimostra tanto poco comunicativo a livello verbale (i suoi intermezzi parlati saranno due in tutto il concerto) quanto assolutamente in sintonia con i suoi fan. I pezzi dell’album si susseguono qui con una furia espressiva davvero degna di nota, praticamente collegati tra di loro in modo indissolubile. Tutto questo per tre quarti d’ora. Pochissimo, direbbe qualcuno. Ma non è forse vero che spesso le cose davvero belle durano così poco? Siamo così sicuri che ‘tutti’ i concerti debbano durare due ore? Nessuno sa la risposta. L’unica cosa che sappiamo è che questa sera gli Scars On Broadway hanno suonato egregiamente, hanno emozionato, e ci hanno permesso, perchè no, di vedere l’album appena pubblicato sotto un’altra luce.

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