18/07/2014 - Scorpions + H.E.A.T. @ Villa Contarini - Piazzola Sul Brenta (PD)

Pubblicato il 24/07/2014 da

A cura di Andrea Raffaldini
Foto di Francesco Castaldo

Per la calata degli Scorpions all’Hydrogen Festival, unica data italiana del tour, la piazza sovrastata da Villa Contarini viene riempita da migliaia di fan provenienti da tutta Italia. Un evento davvero imperdibile, perchè da molti anni Rudolf Schenker e compagni non presenziano nel Belpaese. Il Sole splendente ha comunque pietà dei presenti ed il caldo è sopportabile, soprattutto grazie ad un paio di buone birre gelate. Ancora una volta Piazzola Sul Brenta richiama un pubblico eterogeneo, tra cui molti abitanti del posto che, pur non conoscendo le vicende di casa Scorpions, decidono di presenziare all’evento per dare man forte all’organizzazione locale.

scorpions - locandina - 2014


H.E.A.T.

Gli svedesi H.E.A.T., già visti insieme agli Scorpions durante la data dello scorso marzo a Barcellona, si confermano un opening act molto valido per energia e capacità di intrattenimento. “Point Of No Return” e “A Shot Of Redemption” partono subito scoppiettanti grazie a riff decisi, ma un po’ ruffiani, e ritornelli melodici in grado di coinvolgere i presenti. Il cantante Erik Gronwall si destreggia on stage come un vero animale da palcoscenico, non sta fermo un attimo per alzare il tasso di adrenalina dello show. Particolarmente apprezzate “The Wreckoning” e “Tearing Down the Walls”, la title track dell’ultimo disco in studio firmato H.E.A.T., che, grazie a Gronwall e alla sua chitarra acustica, dona un tocco di atmosfera e dolcezza al concerto. Durante l’esecuzione di “Beg Beg Beg” gli svedesi hanno un colpo di genio nel proporre un passaggio della celebre “Rock’n’Roll” dei Led Zeppelin, grazie alla quale migliaia di presenti si mettono a cantare questo inno alla nostra musica preferita. L’unica nota stonata, ma solo a nostro parere, il sound un po’ troppo patinato e pulito della band, che si dimostra spesso e volentieri molto ammiccante grazie ai suoi ritornelli catchy, mentre li avremmo preferiti più graffianti e sporchi, quantomeno dal vivo. Chiusa questa parentesi, dobbiamo dare atto agli H.E.A.T. di essersi comportati egregiamente e di aver saputo tenere belli carichi tutti gli avventori, compresi quelli giunti solo per vedere all’opera Rudolf Schenker e compagni. Non a caso gli Scorpions li hanno voluti nuovamente come band di apertura.

Scaletta:

Point of No Return
A Shot At Redemption
Better Off Alone
It’s All About Tonight
The Wreckoning
Tearing Down the Walls
Mannequin Show
Late Night Lady
Beg Beg Beg
Downtown
Emergency
Breaking the Silence
Living on the Run

 

SCORPIONS
Piazzola Sul Brenta si tinge di nero, rosso e giallo, gli Scorpions si presentano sul palco dell’Hydrogen Festival ed attaccano subito con “Sting In The Tail” e “Make It Real”. La band tedesca inizialmente appare in forma, soprattutto Rudolf Schenker, una potenza on stage che, nonostante i quasi sessantasei anni, ha la carica di un teenager. La voce di Klaus Meine è potente e squillante, la sua performance su “Is There Anybody Here?” e “The Zoo” carica le canzoni della giusta energia. Alle pelli, il sostituto temporaneo di James Kottak, lo svedese Johan Franzon, purtroppo dimostra sin da subito di non possedere la ‘pacca’ e la carica omicida del picchiatore americano, ma si limita ad eseguire il compito per cui è pagato senza particolari guizzi o momenti degni di essere menzionati. Dopo la prima manciata di brani ci si accorge che gli Scorpions, pur avendo suonato fino ad ora in modo impeccabile, sembrano quasi trattenersi e si dimostrano carenti di quel tiro che li ha sempre contraddistinti. A smorzare l’atmosfera ci pensano due ballad suonate a fila, “The Best Is Yet To Come” e la stupenda “Send Me An Angel”, dove la chitarra acustica di Matthias Jabs e la voce sognante di Klaus Meine arrivano dritte al cuore, tanto che migliaia di presenti cantano a squarciagola il suo famoso ritornello. Si torna a rockeggiare pesante con “Raised To Rock”, Schenker continua a saltare da una parte all’altra del palco senza mostrare il minimo segno di stanchezza, sempre sorridente, a dimostrazione che anche dopo una vita sul palco ci si può ancora divertire alla grande. L’assolo di batteria suonato da Franzon, seppur utile per far riprendere fiato alla band, è di una noia mortale; per fortuna dopo pochi minuti tuonano le note di “Blackout” e finalmente gli Scorpioni tornano a pungere. Questa volta il brano è suonato come il Dio del rock comanda, potente e vigoroso! Rudolf Schenker appare con la testa fasciata ed un paio di baffi finti, a rappresentare la copertina del disco da cui è tratto il pezzo; in più presenta una chitarra dotata di marmitta spara fumo con cui ci catapulta negli anni Ottanta, quando queste ‘tamarrate’ (nel senso buono del termine) andavano tanto di moda. Direttamente dal disco “Crazy World” arriva “Hit Between The Eyes”, la sua melodia è irresistibile, impossibile non lasciarsi andare e cantarla a pieni polmoni. Altra breve pausa e questa volta tocca a Matthias Jabs proporci un assolo di chitarra, a dire il vero agghiacciante e senza capo nè coda, il momento più brutto dell’intero concerto. “Big City Nights” chiude lo show, gli Scorpions suonano in modo ineccepibile, ma ancora una volta senza la botta che ci piacerebbe sentire. Senza tante sorprese, la corazzata teutonica si ripresenta sul palco per i consueti bis, ovvero le toccanti ballate “Still Loving You” e “Wind Of Change”, quest’ultima purtroppo segnata da un errore nemmeno tanto nascosto di Schenker durante il suo assolo. Gran finale con “Rock You Like A Hurricane” per un concerto sì più che discreto, ma non da ricordare negli annali del metallo. Bisogna ovviamente tener conto che gli Scorpions non sono più ragazzini e pochissime sono le band che, a quest’età, possono permettersi spettacoli di tale livello. Le impressioni post-show sono comunque tutte positive, fan di tutte le generazioni hanno tessuto le lodi di Schenker e compagni che, meritatamente, sono riusciti a lasciare il segno anche questa volta.

Scaletta:

Sting in the Tail
Make It Real
Is There Anybody There?
The Zoo
Coast to Coast
Loving You Sunday Morning
The Best Is Yet to Come
Send Me an Angel
Holiday
Raised on Rock
Tease Me Please Me
Hit Between the Eyes
Drum Solo
Blackout
Six String Sting
Big City Nights
Still Loving You
Wind of Change
Rock You Like a Hurricane

8 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.