15/06/2014 - Slayer + Anthrax – Trezzo sull’Adda @ Live Music Club - Trezzo Sull'Adda (MI)

Pubblicato il 24/06/2014 da

A cura di William Crippa

15 giugno 2014, Slayer ed Anthrax al Live di Trezzo. Basterebbe questa frase semplice e concreta ad introdurre il report, perchè nulla di più importante e solenne si può dire a proposito. Il locale è sold-out e fin da molto prima dell’apertura delle porte il pubblico è già diligentemente in fila fuori dalle porte. Al nostro ingresso nella venue il colpo d’occhio dei fan assembrati è annichilente e la temperatura interna del locale è decisamente spaventosa rispetto a quella all’esterno. C’è gran voglia di violenza nei fan, anche alimentata dai fiumi di birra che da subito scorrono. Le 20 arrivano in fretta ed è già ora di Scott Ian e compagni!

Slayer - locandina - 2014
ANTHRAX
Le luci si spengono sul Live Club ed il pubblico inizia con il coro insistente ‘Anthrax! Anthrax!’; Jon Dette, batterista della band per questo tour per la pausa da convalescenza di Charlie Benante, siede alla batteria, lancia una rullata ed il resto della band irrompe sulle note di “Caught In A Mosh”. Subito scatta un pogo violentissimo nelle prime file, con Joey Belladonna costantemente ad incitare i fan al mosh. “Madhouse” ed una potente “Indians” arrivano prima di “Got The Time”; Belladonna ride, scherza con i fan e con i membri della band, e così fa Frank Bello, costantemente sorridente, ridanciano ed incapace di stare fermo, mentre più concreti e seri appaiono Donais e Dette. Scott Ian è Scott Ian, per i fan la vera star della band, e tutti i cori vengono indirizzati a lui. Le luci si spengono e i Nostri escono momentaneamente dallo stage mentre due grandi teli con raffigurati Ronnie James Dio e Dimebag Darrell vengono posizionati davanti agli amplificatori di scena per l’esecuzione dell’intensa “In The End”, durante la quale Joey Belladonna mostra costantemente le corna, come uso del compianto Dio. Scott Ian prende la parola e dice ‘Italia, io conosco solo poche parole della vostra lingua…grazie, vino, minchia…ma vorrei che cantaste con noi questa canzone dedicata al chitarrista del nostro gruppo preferito, che siamo sicuri sia anche il vostro!’ (ovviamente si parla di Malcolm Young), dando il via a “T.N.T.” degli Ac/Dc, con l’incipit di “Back In Black” incorporato nel finale. Segue “Fight ‘Em ‘Til You Can’t” prima di una poderosa “I Am The Law”. Il pubblico acclama a gran voce Ian, che riprende la parola e dice ‘Scott, sì, questo è il mio nome, grazie per avermelo ricordato. Grazie Italia per questo calore, forse decideremo di registrare il prossimo DVD dal vivo proprio in Italia. Quando termineremo questo tour correremo a casa a lavorare sul prossimo disco, ma ora è il momento di un brano dal nostro primo album!’, prima di lasciar partire la potenza di “Deathrider”. Una apprezzatissima “Antisocial” chiude un’ora di grande energia. Suoni perfetti e una band in palla per un set davvero apprezzatissimo dai numerosissimi presenti.

 

SLAYER
Ore 21.30, lights down e gli Slayer salgono sulle assi del Live Club davanti ad un sold-out annunciato. “Hell Awaits”, seguita da “The Antichrist”, dà subito il via ad un pogo feroce, violento, pogo che proseguirà per tutti i brani della serata. Tocca poi a “Necrophiliac”, “Mandatory Suicide” e “Captor Of Sin”, prima che Tom prenda la parola per ringraziare e per annunciare “Milan, are you ready for ‘War Ensemble’?”, dando il via all’ennesimo pogo micidiale. Bostaph è potente, preciso e non perde un colpo, a supporto del resto della band; Kerry King al solito è immobile, monolitico, concentrato e non degna di uno sguardo i fan adoranti, mentre Gary Holt, girovagando per il palco, rilascia grandi sorrisi al tremendo mosh ai suoi piedi. La prestazione di Tom Araya è a dir poco convincente stasera, con un’ottima tenuta a livello vocale, come non lo si ascoltava dal vivo in Italia da tempo; é anche di ottimo umore a quanto pare, il vocalist, con sorrisi e smorfie all’indirizzo dei presenti. Come sempre tutte le canzoni della scaletta vengono eseguite senza alcuna pausa e senza alcuna presentazione, ed Araya prenderà la parola solamente in tre occasioni durante l’intero concerto. Il clima è rovente e la temperatura, davvero alta, è ancora più molesta per l’estrema concentrazione umana stasera nel locale. I brani si susseguono senza alcun nesso e ragione logica, ma sempre senza dare la possibilità ai fan di riprendersi. Quando la setlist si avvicina alla conclusione, tra “Hallowed Point” e “Seasons In The Abyss”, ecco la nuova “Implode”, che dal vivo è potente e di impatto, ma che non sembra essere troppo gradita dai presenti. ‘Italia, bella Italia’, dice Tom al microfono, ‘are you having a good time tonight?’, prima di canticchiare ‘When the moon hits your eye like a big pizza pie, that’s amore!’ e prima di intonare il chorus di “Dead Skin Mask”, canzone che, prolungata, dà il via all’inferno sonoro fatto di distorsioni che introduce “Raining Blood”, accolta da un boato. “Black Magic” chiude prima dell’encore. “South Of Heaven”, prima che alle spalle della batteria di Bostaph appaia un gigantesco sfondo dedicato a Jeff Hanneman, a fare da panorama ad “Angel Of Death” che chiude lo show. Che dire di questa serata? Tantissimo pubblico, per una grandissima dimostrazione di affetto da parte dell’audience italiana, calore insopportabile e due band che hanno goduto di suoni perfetti per scatenare la propria violenza e per rimandare tutti i presenti a casa felici.

 

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