19/06/2013 - Slayer + Newsted – Milano @ Alcatraz - Milano

Pubblicato il 24/06/2013 da

Report a cura di William Crippa
Foto di David Scatigna

Quarto ed ultimo concerto in Italia nel 2013 per gli Slayer, dopo le date di Padova, Roma e Firenze, tenutesi nei giorni precedenti. La novità della serata, che stimola un notevole interesse nel pubblico già in coda molto prima dell’apertura delle porte dell’Alcatraz, è costituita dal supporting-act della serata, Jason Newsted, accompagnato dalla sua nuovissima ed omonima band. Fuori dal locale milanese il caldo si fa sentire, ma siamo sicuri che appena dentro ci saranno fuoco e fiamme!

 

slayer - tour - 2013

NEWSTED
19 giugno, a Milano tornano i Signori del Male, gli Slayer, ma non con la formazione che li ha resi celebri. Gary Holt è ormai sdoganato presso il pubblico, visto che suona con gli Slayer dal febbraio 2011, in sostituzione del compianto Jeff Hanneman da molto prima della morte di quest’ultimo; la novità è il ritorno di Paul Bostaph, già alla batteria nella band tra il 1992 ed il 2002 (con una piccola pausa a cavallo del 1996/97 per dedicarsi ad un progetto jazz mai concretizzatosi), e nuovamente alla corte di Araya, in seguito all’allontanamento di Dave Lombardo, dopo un decennio trascorso tra Exodus e Testament. Apertura porte abbastanza tardi, con il grosso del pubblico che però non è ancora giunto al locale di via Valtellina, ed è già quasi ora per l’esibizione di Jason Newsted e compari, i Newsted, band della quale fanno parte Jessie Farnsworth e Mike Mushok (quest’ultimo ex-Staind) alle chitarre e Jesus Mendez alla batteria. “Heavy Metal Music” (titolo geniale), il disco di debutto della band, è schedulato per il 6 agosto, ed al momento sul mercato i Newsted hanno solamente l’EP “Metal” (altro titolo geniale), ma il pubblico, che per la maggior parte non conosce la proposta della band, non sembra curarsene troppo e si lascia trasportare dal metallo vigoroso proposto dall’ex Metallica. Apertura affidata a “Heroic Dose”, che sarà opener del prossimo full-length, ed è subito tempo per il singolo di “Metal”, “Soldierhead”. Jason, per l’unica volta durante il set, imbraccia quindi la chitarra ed annuncia “Skyscraper”, pezzo davvero gradevole che il pubblico, che nel frattempo è aumentato parecchio rispetto all’apertura porte, dimostra abbondantemente di gradire. Poche le parole del bassista nei confronti dei fan, ma grande profusione di smorfie e pose tipiche, che ci portano fino al finale di set, con la cover di “Whiplash” dal repertorio classico dei Metallica (repertorio rispolverato in precedenza con il bridge di “Creeping Death” inserito in “King Of The Underdogs”), brano che fa letteralmente infiammare il pubblico per un finale davvero intenso. Prima che la band scenda dalle assi dell’Alcatraz, Jason raccoglie da terra un panno e lo apre mostrandolo all’audience: la foto del bassista con la scritta ‘Italy loves Newsted’ è un chiaro messaggio per il musicista, che si batte il petto verso i fan prima di lasciare il palco. E’ tempo di considerazioni e la prima è che fa piacere constatare ancora una volta come il pubblico metallaro non dimentichi chi gli ha fatto battere il cuore, e l’affetto dimostrato verso i Newsted ne è l’ulteriore prova; la seconda è che, se il buongiorno si vede dal mattino, quello dei Newsted sarà davvero un album gradevolissimo.

 

SLAYER
Giunge quindi l’ora degli headliner di serata e quando le luci si spengono è “World Painted Blood” ad introdurre gli Slayer ai fan milanesi. Da subito il mosh di fronte al palco è micidiale, ed i ragazzi nelle prime file hanno decisamente il loro da fare per resistere a quanto succede alle loro spalle mentre i pezzi vengono sparati violentissimi e a ripetizione dalla band. “Hallowed Point”, “War Ensemble” e si procede con il massacro, fino alla prima delle classiche pause di Araya, che da che mondo é mondo adora fermarsi a guardare il pubblico inneggiante a lui o alla band; dai fan parte il coro ‘Jeff Jeff’ e Tom, prima di annunciare “Bloodline”, va al microfono e dice una semplice frase, ‘Jeff era uno di famiglia’, ripetuta anche in spagnolo, frase che fa esplodere il pubblico. Ma c’è anche un tributo per Gary, e prima di “Mandatory Suicide” il coro è per lui, che dimostra di gradire abbondantemente. Si prosegue a suon di hit, quali “The Antichrist” e “Chemical Warfare”, e di pezzi quasi inaspettati, come “Jesus Saves” o “Die By The Sword”. A metà concerto le nostre impressioni sono che la band oggi sia abbastanza in forma ma non completamente; Paul, che da sempre è rinomato per pulizia e precisione, questa sera non ci sembra così perfetto come ce lo ricordavamo, più impegnato a pestare duro che a suonare pulito, mentre ci sembra davvero in forma Tom Araya, così come Gary Holt, davvero grandissimo come sempre, al contrario del solito Kerry King, sempre sporco ed impreciso quanto visualmente forte. ‘Do you want to die?’ chiede il cantante, rispondendosi subito con ‘No, no one wants to die’, e gridando poi alla folla “Postmortem”; “Seasons In The Abyss” è da brivido, come “Dead Skin Mask”, anticipata da una intensa “Hell Awaits” ed annunciata come ‘a true love song’. “Raining Blood” chiude alla grande prima dell’encore. Scende lo sfondo con il logo alle spalle del palco ed uno sfondo dedicato a Jeff Hanneman, derivato dal marchio storico dell’Heineken, appare ai fan, con il cognome del chitarrista ben evidente corredato di anni di nascita e morte e la scritta ‘Angel Of Death’ a sovrastare il tutto. È tempo per l’encore e “South Of Heaven” precede una grandiosa versione di “Angel Of Death”, che manda tutti a casa.

Setlist
World Painted Blood
Hallowed Point
War Ensemble
Hate Worldwide
At Dawn They Sleep
Blooline
Disciple
Mandatory Suicide
Chemical Warfare
The Antichrist
Die By The Sword
Postmortem
Altar Of Sacrifice
Jesus Saves
Payback
Seasons In The Abyss
Hell Awaits
Dead Skin Mask
Raining Blood
Encore
South Of Heaven
Angel Of Death

 

4 commenti
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