29/06/2010 - Slayer + The Haunted @ Alcatraz - Milano

Pubblicato il 07/07/2010 da

Report a cura di Gennaro "Dj Jen" Dileo

Avete celebrato l’International Day Of Slayer il 06/06 ascoltando a tutto volume la loro discografia mandando in frantumi i vetri della vostra casa? Molto bene, perché è finalmente giunto il momento di assistere al massac…ehm, alla seconda data milanese della storica thrash metal band americana. Giungiamo all’Alcatraz intorno alle 19:30, percependo chiaramente l’entusiasmo di moltissimi "metalhead" intenti ad addentare un panino con la salamella o a bersi una birra nonostante il caldo infernale che in questi giorni sta soffocando Milano. Una volta fatto il nostro ingresso al locale, ci imbattiamo in un gruppo di ragazzi che hanno assistito alla data del giorno prima e, presi dalla curiosità, chiediamo loro come sono andate le cose. Uno di loro risponde: "La scaletta è stata piuttosto varia ed hanno estratto le canzoni da quasi tutta la loro discografia, Araya ha cantato abbastanza bene anche se si sono presi qualche pausa di troppo, ma girano voci che la scaletta di stasera sarà speciale!". Non facciamo in tempo ad approfondire il discorso che salgono sul palco i The Haunted…

THE HAUNTED

Tocca a Patrick Jensen e soci l’onore e l’onere di aprire la serata cercando di conquistare i favori di un pubblico particolarmente oltranzista. Gli svedesi sono stati autori di una prestazione solida e convincente nonostante il dilagante disinteresse da parte del pubblico dalla sesta fila in poi. Peter Dolving ha dato letteralmente l’anima nei quarantacinque minuti a disposizione, cantando molto bene sia nelle parti più aggressive che in quelle più melodiche. "Bury Your Dead", "Moronic Colossus" "99" e "Iron Mask" sono state gli highlight della serata, ma il loro thrash/death metal melodico insaporito da saltuari input ‘core’ ha fatto storcere il naso a una parte del pubblico che scalpitava nell’assistere al consueto bagno di sangue Made In Slayer. Da rivedere in un contesto differente.

SLAYER

Il cambio del palco dura circa mezz’ora, giusto il tempo per farsi una birra e due chiacchiere, mentre una fila ordinata di persone entra nel locale fino a riempirlo quasi del tutto. Sul palco ci accoglie un muro composto da trentasei amplificatori (diciotto per lato disposti in tre file orizzontali da sei) Marshall pronti ad annunciare che sta arrivando l’Apocalisse. Ore 22.00: le luci si spengono, si levano assordanti le urla dei fan e sul palco compaiono Kerry King, Dave Lombardo, Jeff Hanneman e Tom Araya, ovvero la storia del thrash metal più estremo e brutale. "World Painted Blood"/"Jihad" iniziano a scaldare gli animi, anche se il sound delle chitarre risulta parzialmente impastato e mal equalizzato, ma i difetti appena evidenziati vengono normalizzati a partire dalla terremotante "Disciple" (curiosamente è l’unico brano tratto da "God Hates Us All" dove dietro le pelli c’era Paul Bostaph e non Lombardo, ndR) che scatena un massiccio pit. Dopo aver eseguito la non esaltante "Beauty Through Order", tratta dall’ultimo studio album, la band rifiata un attimo, Araya si avvicina al microfono e ringrazia sorridente annunciando "Are You Ready?", e la mitica "War Ensemble" dà il via all’esecuzione integrale di "Seasons In The Abyss". In circa quaranta minuti la band suona incessantemente tutti i brani del disco con una potenza ed una ferocia senza pari nel genere, Lombardo è un treno dietro le pelli, impeccabile in potenza e velocità, la coppia Hanneman/King macina come un rullo comrpressore riff su riff e assoli taglienti come lame affilate, mentre Araya urla come un ossesso anche se in certi frangenti denota un comprensibile calo di voce. "Dead Skin Mask" e "Seasons In The Abyss" vengono accolte come manna dal cielo dai fan, arrivando in alcuni momenti a coprire la voce del frontman e dopo l’esecuzione della title track, i nostri eseguono la morbosa "Mandatory Suicide", canzone che fa da preludio al medley "Raining Blood"/"Aggressive Perfector", e appena parte lo storico riff si scatena un mega mosh che coinvolge tutti i presenti addirittura fino al banco del mixer posto al centro della platea. "South Of Heaven" – interpretata in modo davvero egregio – e "Angel Of Death" concludono uno show devastante che conferma l’attuale stato di grazia in sede live della band californiana.

N.B.: Araya durante il concerto ha annunciato che la data è stata registrata. A breve uscirà una pubblicazione ufficiale in CD/DVD? Staremo a vedere.

Setlist

World Painted Blood
Jihad
Hate Worldwide
Disciple
Beauty Through Order
War Ensemble
Blood Red
Spirit in Black
Expendable Youth
Dead Skin Mask
Hallowed Point
Skeletons of Society
Temptation
Born of Fire
Seasons in the Abyss
Mandatory Suicide
Raining Blood/Aggressive Perfector
South of Heaven
Angel of Death

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