26/02/2026 - SMITH / KOTZEN @ Live Music Club - Trezzo Sull'Adda (MI)

Pubblicato il 02/03/2026 da

Report di Carlo Paleari
Foto di Pamela Mastrototaro

Il pubblico accorso alla data italiana del duo Adrian Smith/Richie Kotzen può essere diviso in due macro-categorie: da una parte coloro che hanno ascoltato e apprezzato i dischi pubblicati dai due e che magari conoscono anche in parte la produzione di Kotzen; dall’altra, invece, i numerosi fan degli Iron Maiden, per i quali questa serata diventa più l’occasione per vedere da vicino uno dei propri beniamini, in un contesto musicale differente, ma con quell’atmosfera intima che le grandi arene non potranno mai restituire.
Naturalmente entrambe le motivazioni sono più che valide e, di conseguenza, non stupisce vedere una platea ben nutrita riempire il parterre del Live Club, con un pubblico piuttosto variegato e non necessariamente composto da metallari incalliti.

Ad aprire la serata, era inizialmente prevista la Kris Barras Band, che però è stata costretta ad un forfait improvviso. Con scarsissimo preavviso, dunque, il loro posto è stato preso da una formazione napoletana, gli Hangarvain, che ha colto al volo l’occasione di condividere il palco con due leggende di questo calibro. Ecco il nostro racconto della serata.

Accompagnati dalle note di “Ring Of Fire” di Johnny Cash, gli HANGARVAIN salgono sul palco carichissimi e si buttano a capofitto in un set di tre quarti d’ora, in cui fanno sfoggio di quella miscela di hard rock e blues elettrico che si sposa perfettamente con il clima della serata. La band ha una storia ormai decennale e l’eccezionalità di questa data fa da carburante per una performance convincente, da cui traspare tutto l’entusiasmo di chi, prima che musicista, è soprattutto un fan e un appassionato di musica.
Il cantante Sergio Toledo Mosca e il chitarrista Alessandro Liccardo, il nucleo originale da cui è nato questo progetto, appaiono sinceramente contenti ed emozionati di fronte al pubblico del Live Club, traducendo questo entusiasmo in un concerto fatto di energia, attitudine e rock vecchia scuola.
La scaletta ovviamente si concentra sul materiale originale della band, con un paio di incursioni in territori adiacenti: “Old Train” dei Monster Truck mette in campo quella vena southern che la band esibisce anche nelle sue canzoni, mentre un classico come “Black Betty” dei Ram Jam serve a coinvolgere il pubblico con una melodia che tutti hanno ben presente.
Tutti e quattro i musicisti danno il meglio, ma un doveroso plauso lo riserviamo al batterista Simone Crimi che, come ha raccontato la stessa band, si è reso disponibile per questo concerto dopo quattro anni di assenza dalla line-up, presentandosi sul palco senza nemmeno aver provato assieme al resto della band e senza perdere un colpo per tutta la durata dello show.

Se per la prima esibizione in scaletta durante la serata era stato Johnny Cash ad accompagnare l’ingresso della band, ora tocca invece ai Bad Company che, con la loro omonima canzone fanno da cornice all’arrivo sul palco del duo SMITH/KOTZEN, i quali aprono il concerto con una potente “Life Unchained”, il primo dei molti estratti della loro ultima fatica in studio, “Black Light / White Noise”.
Man mano che lo show prosegue, possiamo rapidamente apprezzare le peculiarità e le differenze dei due artisti. Richie Kotzen è ovviamente il più funambolico dei due: elegante, virtuoso al punto giusto, ma sempre al servizio della canzone, mette la sua chitarra al centro della scena in molte occasioni, prendendosi spesso le luci della ribalta con assoli più lunghi e articolati (come nella coda di “Love And Hate”). Adrian Smith, da parte sua, è più asciutto ed essenziale, ma il suo tocco bluesy non è inferiore a quello del collega e amico, e anzi i due si integrano con grande naturalezza, pur mantenendo le proprie caratteristiche peculiari.
Anche vocalmente lo scenario sembra essere il medesimo: Kotzen ha un timbro molto bello, che a noi ricorda per certi versi Chris Cornell, mentre Smith è meno dotato da questo punto di vista; eppure assieme i due funzionano, e Adrian risulta convincente anche in questo ruolo.

Tutto perfetto, quindi? Non proprio. Come abbiamo già avuto modo di sottolineare in sede di recensione, quello che mancano sono proprio le canzoni, formalmente ben fatte, ma davvero scontate e banali nella loro resa finale.
Se, infatti, l’album di debutto dei due ci era parso sufficientemente solido e convincente, “Black Light / White Noise” continua a sembrarci un lavoro del tutto superfluo. Il fatto che questo sia a tutti gli effetti il tour di supporto di questo disco lo rende necessariamente la spina dorsale del concerto, con tutti i difetti del caso. Laddove non convince il songwriting, però, intervengono il mestiere, l’esperienza e il carisma di questi musicisti, che restano comunque dei giganti; accompagnati dalla bassista Julia Lage e da Bruno Valverde degli Angra, i due riescono comunque a dare una lezione di stile, riuscendo a coinvolgere tutti i presenti.
Sono pochissime le concessioni al materiale esterno al progetto e si concentrano tutte sul finale, prima con “You Can’t Save Me” di Kotzen e poi con l’unico estratto dal repertorio dei Maiden, quella “Wasted Years” che fa esplodere il locale in un boato di entusiasmo. Adrian Smith non è certo Bruce Dickinson, ma poco importa, perché il pubblico canta ogni parola a squarciagola, arrivando quasi a coprire la performance del chitarrista.

Pur senza essere uno dei concerti della vita, dunque, questa serata ci ha almeno parzialmente riconciliati con il progetto Smith/Kotzen, che dal vivo trova senza dubbio la sua dimensione ideale. Chissà che questo giro di date non sia una buona occasione per trovare nuova ispirazione e pubblicare un terzo disco all’altezza dei nomi coinvolti.

Setlist Smith/Kotzen:

Life Unchained
Black Light
Wraith
Glory Road
Hate and Love
Blindsided
Taking My Chances
Outlaw
Darkside
Got a Hold on Me
White Noise
Scars
Running
Solar Fire

You Can’t Save Me
Wasted Years

HANGARVAIN

SMITH/KOTZEN

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