24/11/2009 - Sonata Arctica + Delain @ Palasharp - Milano

Pubblicato il 02/12/2009 da

Live report a cura di Matteo Cereda
Foto a cura di Lucia Colombo

 

Il concerto dei Sonata Arctica al Palasharp di Milano ci dice una cosa fondamentale: tra le nuove leve del metal mondiale, la band finlandese negli ultimi anni ha avuto un’esplosione impensabile. Sono pochi al giorno d’oggi i gruppi heavy metal che possono permettersi di suonare in un palazzetto in Italia, oltre ai mostri sacri Iron Maiden, Judas Priest, Slayer e Dream Theater non ci viene in mente granché, e pazienza dunque se il Palasharp non è gremito come nelle grandi occasioni, il risultato rimane stupefacente e sottolinea i meriti di una band maturata, che ha saputo negli anni cambiar pelle e creare un sound personale in grado di unire il power degli esordi con influenze hard rock e strutture progressive. Rispetto ai grandi gruppi citati poc’anzi si nota l’assenza di metallari di lungo corso, l’età media è sorprendentemente bassa con addirittura genitori ad accompagnare i propri figli, e questo dato non può che far pensare al roseo futuro che, procedendo di questo passo, aspetta i Sonata Arctica.

 

IL MEET & GREET

In occasione della tappa italiana del tour europeo dei Sonata Arctica, grazie alla gentile collaborazione con Nuclear Blast e Kizmaiaz, come avrete letto sul nostro portale abbiamo indetto un concorso con in palio materiale vario della band e un meet & greet esclusivo con i cinque ragazzi finlandesi. Il 25 novembre al Pala Sharp abbiamo dunque incontrato la vincitrice Stefania alle porte del palazzetto e dopo una breve comunicazione con il manager del gruppo, eccoci accompagnati dallo stesso nei camerini. Una decina di minuti a disposizione   durante la quale il gruppo scandinavo si è dimostrato gentile e disponibile con la fortunata vincitrice, la quale ne ha approfittato per farsi autografare tutto il ben di Dio vinto al concorso (maglietta, poster, gli ultimi due dischi della band, singoli vari e un dvd) e tutti insieme abbiamo scambiato quattro chiacchere sull’andamento del tour. Dopo una serie di fotografie e gli "in bocca al lupo" di rito, non è rimasto che correre in platea per assistere agli show.

 

 

 

DELAIN

Occupati dal meet n’greet con i Sonata Arctica, non riusciamo ad assistere all’esibizione dei Winterborn ed arriviamo a bordo palco proprio in prossimità dell’ingresso in scena dei Delain. La band olandese ritorna in Italia dopo aver promosso il nuovo eccellente “April Rain” nel mese di aprile e, a giudicare dal calore del pubblico, le attenzioni nei loro riguardi sono destinate a crescere ancora. Il sound dei Delain non è particolarmente originale, riprendendo a più riprese il canovaccio promosso da Nightwish e Within Temptation, tuttavia l’ottima coesione del gruppo e soprattutto la qualità delle canzoni sembrano poter fare la differenza. I suoni sono ben bilanciati tra le parti sinfoniche, e il riffing graffiante con la bella e sensuale singer Charlotte cattura la scena non solo con l’immagine, ma anche grazie ad una simpatia contagiosa ravvisata negli stacchi tra una canzone e l’altra. Tra i brani proposti segnaliamo l’ottima esecuzione di “Invidia”, ma anche quella di “Stay Forever”, nonostante venga interrotta da un blackout, e “Go Away”, mentre in “Control The Storm” l’assenza del cantato maschile (sul disco compare Marco Hietala dei Nightwish) causa qualche problema di resa del brano. Prima del finale c’è tempo per un paio di pezzi dal debutto “Lucidity”, rispettivamente “The Gathering” e “Shattered”, mentre spetta a “Nothing Left” il compito di chiudere l’esibizione. I Delain vengono salutati con entusiasmo da un pubblico già caldo che dimostra di aver apprezzato lo spettacolo della band.

 

 

Delain

SONATA ARCTICA

E’ bene fare una premessa: nei giorni precedenti a questo concerto il singer dei Sonata Arctica Tony Kakko ha subito un’infezione alla gola e le sue condizioni, per quanto migliorate, non sono ancora accettabili. Durante il meet n’greet abbiamo avuto modo di parlare con il leader della band, che ci ha confessato di essere ancora influenzato con tanto di tosse e febbre. Con questo handicap non da poco i Sonata Arctica sfoderano una prestazione nel complesso positiva e ammirevole dal punto di vista professionale, inevitabilmente caratterizzata dai limiti vocali di Tony sulle parti alte e da una scaletta ridotta per un’ora e mezza scarsa di concerto. Dopo l’intro “Everything Fades To Grey” si parte subito a razzo con il nuovo singolo “Flag In The Ground”, seguito dalla splendida “Paid Is Full”. La resa sonora, dopo qualche problemino iniziale di equalizzazione, si stabilizza in maniera positiva e permette al pubblico di apprezzare la precisione e il dinamismo del gruppo finnico. La voce di Tony Kakko, che non si smentisce con un look discutibile caratterizzato da una camicia verde a dir poco imbarazzante, sembra inverosimilmente al top. Si prosegue con l’articolata “Caleb” e due canzoni tratte dall’ultimo “The Days Of Greys”, rispettivamente “The Last Amazing Grace” (uno dei pezzi dell’anno) e “As If The World Wasn’t Ending”. Con “Foolmoon” si ritorna ai tempi del debutto “Ecliptica” per la gioia di molti dei presenti, mentre “Last Drop Falls” viene cantata quasi interamente dalla bella Charlotte dei Delain, invitata sul palco per l’occasione. Ancora spazio all’ultimo album grazie ad una positiva “Juliet” prima di un break dedicato agli assoli di tastiere e chitarra. Il ritorno in scena della band al completo coincide con l’esecuzione di due classici quali “Replica” e “8th Commandment”, con la seconda che evidenzia i problemi vocali di Tony alla voce. Prima del finale il singer finlandese improvvisa con il pubblico una cover di “We Will Rock You” dei Queen, lasciando il compito di chiudere lo spettacolo all’incisiva “Black n’White” e all’immancabile “Don’t Say A Word”. I Sonata Arctica hanno dimostrato insomma che la crescita della band non è solo a livello compositivo. Grande la risposta del pubblico e peccato solo per i problemi di Kakko, che hanno limitato lo show soprattutto dal punto di vista della durata.

 

 

Sonata Arctica

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